Quattro chiacchiere con Pier Giuseppe Loria

Quattro chiacchiere con Pier Giuseppe Loria

Nella giornata di ieri l’Avvocato Pier Giuseppe Loria, Procuratore Sportivo della L&C Sport Management di Salerno, è stato ospite di Latinasport.info in occasione del derby tra Latina e Aprilia terminato con l’importante vittoria delle rondinelle in chiave salvezza. Con l’Agente abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere.

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Con questa sconfitta il Latina esce abbastanza ridimensionato rispetto alle ambizioni di vincere il campionato? <<Il campionato di Serie D è lungo e tremendamente difficile. Dopo la serie cadetta, il principale torneo dilettantistico è quello più problematico e interminabile e che, per tale motivo, risulta sempre pieno di dubbi, interrogativi e sorprese. Chi avrebbe mai pronosticato la sconfitta interna con l’Aprilia? Intanto è successo. Dire che non sia accaduto nulla è un’enorme bugia perché questa sconfitta è deleteria dal punto di vista mentale se rapportato al prossimo impegno con la fortissima squadra di Fregene dove Raffaele Scudieri sta inanellando successi su successi. Adesso i punti di svantaggio che dividono l’Atletico dal Latina sono otto e la distanza se non è abissale poco ci manca. Ma non è tanto la forbice con l’Atletico che deve far preoccupare quanto il fatto che Trastevere, Cassino, Albalonga e Rieti corrono con una velocità costante. E non è vero che siamo ancora all’inizio perché mancano solo sei partite al giro di boa. Il ritorno può essere fine a sé stesso se all’andata di questo torneo si perde troppo terreno. Ciò nonostante, un periodo di appannamento può capitare a tutti e prima o poi anche le battistrada potrebbero averlo. L’importante è che il Latina non perda le speranze. Ripeto: il campionato è lunghissimo e pieno di insidie per tutte.>>

Come hai visto il Latina alle prese con l’Aprilia? <<Con tutto il rispetto, sulla carta i biancazzurri sono tecnicamente inferiori rispetto ai nerazzurri ma sul campo questa inferiorità non si è vista assolutamente. Anzi, ha vinto la squadra che ha lottato maggiormente su ogni tipo di palla. Non che il Latina non abbia lottato, per carità, ma l’impressione è stata quella che mancava l’uomo che facesse legna a centrocampo. Ho visto Pasquale Iadaresta costretto a scendere fino a centrocampo per conquistare palle: gente come Pasquale deve stare al centro dell’attacco, altro che costruzione! E’ vero che lì davanti arrivavano palle sia da destra che da sinistra ma con Iadaresta ai margini dell’attacco chi le doveva prendere i cross? Pagliaroli mi è parso avulso, fuori forma e non all’altezza della situazione. D’altronde lui ha sempre giocato da ala e non ha il fisico per fare il vice Iadaresta. Quando invece è entrato De Francesco si è visto qualcosa di costruttivo ma era oramai troppo tardi. Intendiamoci: il Latina di Chiappini è una signora squadra ma manca quel qualcosa che la trasformi in una macchina da guerra.>>

Ti riferisci a Olivera? <<Non solo. Oggi si è sentita la mancanza di Edoardo Catinali. Con la sua esperienza e la sua saggezza tattica sarebbe stata un’altra partita. Non si direbbe ma Edoardo ha sempre fatto la fortuna delle squadre in cui ha giocato. Ricordiamoci che da solo ha portato la Sicula Leonzio in Serie C. Va bene, in panchina c’era il ”tuo amico”  Ciccio Cozza, ma è sempre stato il migliore in Sicilia e non solo: a Caserta, Fondi, Vicenza, Grosseto, L’Aquila, Ischia, Perugia e Aversa lo ricordano con grande affetto. Io lo conosco personalmente e ti posso assicurare che stiamo parlando di un grande giocatore e un serio professionista che non ha avuto tutta la fortuna che avrebbe meritato. Olivera? Lo so che mi attirerò l’ira dei tifosi del Latina ma io lo considero un’ottima trovata pubblicitaria dei dirigenti nerazzurri per portare qualche tifoso in più allo stadio. In tre partite da quando è arrivato il transfer ha giocato soltanto pochissimi minuti. Questo è sintomatico.>>

Potrebbe però fare la differenza… <<Si, potrebbe farla se fosse fisicamente a posto ma a quanto pare non viene utilizzato per non pregiudicarne il rientro. Scuse? Non lo so ma non credo. Non conosco personalmente i dirigenti del Latina ma credo abbiano tanta voglia di risalire subito la china e con Olivera in campo sarebbe tutto molto più facile. Io non vorrei ripetermi ma devo farlo: oggi a questa squadra è mancato Edoardo Catinali, il giocatore che detta tempi e distribuisce palloni. In Serie D serve gente duttile e che corra. Un fine carriera come Olivera potrebbe essere un valore aggiunto che faccia da chioccia ai più giovani e che porti i tifosi allo stadio.>>

E adesso? <<Adesso bisogna che i nerazzurri si rimbocchino le maniche per ripartire più cocciuti ed umili che mai già a cominciare da domenica contro la capolista Atletico. Il resto è aria fritta.>>

Due parole sull’Aprilia. <<Gran bella squadra che merita la classifica che ha. Bosi, Casimirri, Mosciaro, Sossai, Cioè non li scopro certamente in questa sede. Mi è piaciuto tantissimo Casimirri, l’uomo più in forma delle rondinelle, quello con più estro, fantasia e tecnica dei ventidue contendenti ma anche gli altri, nel loro piccolo, si sono distinti per bravura e tecnica. Il Latina di oggi però ha esaltato le qualità dei biancazzurri. Una chicca in anteprima per Latinasport: nel mercato di dicembre, i dirigenti dell’Aprilia avranno a disposizione due ragazzi di colore dei quali sentiremo parlare… Di più non posso dire.>>

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La Redazione di Latinasport.info ringrazia l’amico Pier Giuseppe Loria per l’intervista rilasciata a questa testata giornalistica.


In Italia l’antenato comune di Neanderthal e Sapiens

E’ il misterioso ‘uomo di Ceprano’ vissuto 400.000 anni fa

Il misterioso ‘uomo di Ceprano‘, vissuto in Italia centrale 400.000 anni fa, potrebbe essere l’ultimo antenato comune di uomo Neanderthal e Homo Sapiens. Lo indica la ricostruzione virtuale in 3D del suo cranio fossile, scoperto in provincia di Frosinone. Pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la ricostruzione si deve al gruppo coordinato dal paleoantropologo Giorgio Manzi, dell’universita’ Sapienza di Roma.
La ricerca e’ stata condotta in collaborazione con la Soprintendenza archeologia di Roma, Viterbo ed Etruria meridionale e con il Centro internazionale di fisica teorica ‘Abdus Salam’ di Trieste.

La ricostruzione 3D ha dimostrato che, per forma e struttura, il cranio e’ simile all’Homo Heidelbergensis, l’antenato comune di Neanderthal e Sapiens finora noto. ”E’ la forma piu’ arcaica mai scoperta di Homo Heidelbergensis, piu’ arcaica di altre rinvenute in Europa ed Africa, probabilmente viveva in una valle isolata e aveva scarsi contatti con le altre popolazioni”, ha detto all’ANSA Manzi. Scoperti nel marzo 1994, i resti fossili del cranio erano stati deformati dall’azione dei sedimenti in cui si erano fossilizzati e la successiva ricomposizione dei frammenti, che erano stati uniti con il gesso, aveva ulteriormente peggiorato la situazione, perche’ aveva reso difficile ogni ulteriore modifica della loro disposizione, lasciando irrisolta per anni la classificazione del cranio.

Cruciale per risolvere il rompicapo e’ stata la ricostruzione digitale del fossile ”possibile grazie a una tecnica simile alla Tac ma molto piu’ dettagliata, chiamata micro-tomografia computerizzata ad altissima risoluzione, eseguita sul fossile a Trieste’,’ ha aggiunto Manzi. Una volta ottenuta la ricostruzione 3D del cranio, ha proseguito, e’ stato possibile ”manipolarla”, vale a dire che ”sono state eliminate virtualmente tutte le parti in gesso che erano state usate per unire i frammenti del fossile”,e sono stati riposizionati tutti i frammenti, correggendo i difetti riscontrati nelle precedenti ricostruzioni. Un algoritmo, infine, ha permesso di eliminare le deformazioni e di recuperare la loro forma originaria.

©ANSA

 

 

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