Il Modena non c’è più: 105 anni gettati alle ortiche 

Il Modena non c’è più: 105 anni gettati alle ortiche 

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Modena addio. O, forse, sarebbe meglio dire ”al giallo e blu si è aggiunto il nero”. In Emilia si consuma ”metaforicamente” la fine del calcio, con l’addio al Modena Fc 1912, 105 anni distrutti in poche settimane.  Parliamo di una società storica, importante, che vanta 28 partecipazioni alla massima serie italiana (con un terzo posto nell’annata 1946-1947), sessantadue campionati di Serie B, una Supercoppa di Serie C e, in campo internazionale, due Coppe Anglo-Italiane, competizione in cui vanta il primato di successi.

Non si possono avere elementi per poter individuare colpe e responsabilità. Nella storia resterà che la chiusura è abbinata ad Aldo Taddeo, l’uomo che in soli 19 giorni è stato capace di togliere le ultime speranze di sopravvivenza. I calciatori pretendevano gli stipendi di luglio il patron offriva quello di ottobre domani e quello di novembre tra 20 giorni. Alla fine, la sensazione di fondo è che gli unici, a cui interessasse qualcosa del Modena, siano – come al solito – solo i tifosi. La situazione é analoga a quella del Parma di qualche anno fa e del Latina dello scorso anno: così come non è servito a nulla il trasferimento delle quote da Maietta e Aprile a Mancini e Ferullo, il passaggio di proprietà dalle mani di Caliendo a quelle di Taddeo non hanno migliorato la situazione, anzi l’hanno solo peggiorata. Alla comunità emiliana resta un debito non pagato per l’uso dello stadio ed una figura poco edificante. Il Modena é stato infatti radiato soprattutto per non aver pagato per mesi gli stipendi dei giocatori, per l’assenza di uno stadio in cui giocare in casa e per la terza partita consecutiva persa a tavolino per l’assenza della squadra. Chiude il girone B di Serie C a -1 punto.

Immaginiamo i giocatori, limitandosi al solo dopoguerra, in una silenziosa processione passati in maglia gialloblu. Partiamo da Enzo Menegotti, Francesco Pernigo, Maino Neri e Valerio Cassani, tutti presenti al torneo di calcio della Olimpiadi di Londra del 1948, Sergio Brighenti, Giorgio Ghezzi, Cinesinho, Roberto Bellinazzi, indimenticabile “Baffo gol”, uno dei tanti bomber “di categoria” dei Canarini, come Sauro Frutti, Cristian Bucchi fino all’ultimo della stirpe, “El Diablo” Granoche. Non si possono citare tutti, Cuoghi, Longhi, Ballotta, Enrico Chiesa, Beppe Baresi, arrivato a fine carriera, Bellotto, Ponzo, scomparso a soli 41 anni, uno che voleva bene al Modena ed era amato dalla tifoseria. Allenatori come Ulivieri, De Biasi, Pioli. In un giorno come questo, chi ama il calcio non può che essere triste. Tutti rimangono più poveri. I colori e le rivalità contano poco. 105 anni di attività che hanno contribuito a ”fare la storia” del calcio italiano, gettati alle ortiche: il Modena definitivamente fallito e radiato dalla Serie C è una sconfitta per tutto il mondo del calcio.

 


File Cia desecretato, Hitler dopo la guerra vivo in Sudamerica

Lo rivela documento pubblicato su media Usa, c’e’ anche una foto

File Cia desecretato, Hitler dopo guerra vivo in Sudamerica  Lo rivela documento pubblicato su media Usa, LA FOTO © Ansa

File Cia desecretato, Hitler dopo guerra vivo in Sudamerica Lo rivela documento pubblicato su media Usa, LA FOTO © ANSA/Ansa

A.N.S.A.Un documento che potrebbe riscrivere la storia: in uno dei file desecretati della Cia, custoditi dagli Archivi Nazionali Usa, si afferma che Adolf Hitler e’ sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, e fu contattato in Colombia alla metà degli anni Cinquanta da un informatore dei servizi segreti americani. Lo ha sostenuto un agente dell’agenzia di intelligence in Sudamerica, dal nome in codice Cimleody-3. L’agente, stando al documento, reso noto dai media, sarebbe stato “contattato il 29 settembre 1955 da un amico di fiducia che ha servito sotto il suo comando in Europa e che attualmente risiede a Maracaibo”.

“L’amico di Cimelody-3 – ha continuato – ha affermato che nel settembre 1955 Phillip Citroen, ex ufficiale tedesco, gli ha detto in via confidenziale che Hitler era ancora vivo”. Ci sarebbe anche una presunta fotografia, arrivata nelle mani dell’agente segreto, e contenuta nel file: “Il 28 settembre 1955, l’amico di Cimelody-3 ha ottenuto la fotografia citata, e il giorno dopo e’ stata mostrata a Cimelody-3”. Nella didascalia e’ scritto: “Adolf Schrittelmayor, Tunga, Colombia, America del Sud, 1954”.

Con lui c’e’ una persona, che dovrebbe esser Citroen. I sovietici per anni hanno detto di avere resti di Hitler, anche se i corpi del dittatore e di Eva Braun ufficialmente sono stati cremati, ma in diversi negli Usa hanno dubbi in merito. Lo scienziato americano Nick Bellantoni dell’University of Connecticut, per esempio, nel 2009 ha studiato il frammento di un teschio in possesso dei russi, affermando che molto probabilmente apparteneva a una donna dai 20 ai 40 anni e non a Hitler. (ANSA).




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