Latina, tutto è bene quel che finisce bene. Battuto il San Teodoro col minimo scarto

di Matteo Giovanni Troiani

Il Latina si presenta con il consueto 4-2-3-1 che prevede Bortolameotti in porta; Angelov e Atiagli a presidio delle corsie esterne; Cossentino e Romeo difensori centrali; Catinali e Barberini sulla mediana; Tribuzzi e Rabbeni larghi, Olivera a trequarti campo e Iadaresta punta di diamante. In panchina Maltempi, Porfiri, Vona, Porfiri, Cittadino, Barone, Alario, Natale, Pagliaroli e De Francesco.
Risponde il San Teodoro con Uccheddu, Oproiescu, Russo, Muroni, Bagatini Marotti, Franca, Musu, Masocco, Spano, Santaguida, Raimo. Scalpitano Garbarino, Muca, Congiu, Regis, Zouhri, Fadda, Uccheddu, Varela. Siede in panchina il Signor Pittorra per la squalifica di Monticciolo.
L’arbitro dell’incontro è il Signor Madonia di Palermo coadiuvato da Mazzarà di Messina e Danese di Trapani.

Non ci dovrebbe essere storia al Francioni di Latina: troppo forte la formazione di Chiappini per la compagine sarda giunta in terra pontina con un destino già bello che segnato. E invece non è così perché oggi – più che mai – la compagine nerazzurra ha palesato quei limiti spaventosi e preoccupanti che non dovrebbero appartenere ad una squadra chiamata a vincere il campionato. Tutto è bene quel che finisce bene ed il risultato è da salutare con moderato ottimismo perché serve ad avvicinarsi alla vetta della classifica.

La cronaca – Passiamo direttamente al 17’, allorquando il difensore Bagatini Marotti manda per le terre Olivera in piena area. È rigore: batte Pasquale Iadaresta, palla da una parte e portiere dall’altra per l’uno a zero. Dopo soltanto un minuto Olivera coglie una clamorosa traversa con un pallonetto dai 30 metri che scavalca Uccheddu e fa il bis del palo colto al 6’ da Iadaresta. Nella successiva azione Catinali colpisce un’altra traversa nel tentativo di piazzare la palla per l’attaccante napoletano. Tra il 25’ ed al 26’ altri due pali colti dal Latina mentre al 33’ Olivera è costretto ad uscire dal rettangolo di gioco a causa di un problema muscolare. Uscito l’ex campione di Juve e Fiorentina, il Latina si siede in attesa del duplice fischio dell’arbitro siciliano col quale manda le due squadre negli spogliatoi con il punteggio di una rete a zero per i nerazzurri ma sarebbero potute essere almeno sei le segnature degli uomini di Chiappini.

Ad inizio ripresa la veemente risposta dei bianco-viola che vanno vicinissimi al pareggio prima con Spano e poi con Franca tra il 51’ ed il 52’. In entrambi i casi il Latina deve ringraziare il proprio portiere con due interventi prodigiosi sventando entrambi i pericoli. Un minuto dopo, gli ospiti colgono anche una traversa con Regis con Bortolameotti battuto. Il Latina soffre incredibilmente (e oltre misura) il ritorno dei sardi che non riescono a concretizzare in gol le giocate di Musu, Raimo e Regis rispettivamente al 56’, 61’ e 71’.

Soltanto a circa 10′ dal termine il Latina esce dal proprio guscio grazie al cross di Pagliaroli che serve con il contachilomteri un pallone per Cittadino il quale, però, di testa manda la sfera di un soffio alla sinistra di Uccheddu. Al 90′ c’è tempo per una botta dal limite di De Francesco imbeccato da Pagliaroli (entrambi entrati nella ripresa) che impegna severamente Uccheddu, risultato il migliore in campo per i suoi. Ma ad un minuto dallo scadere altro motivo di preoccupazione per i tifosi nerazzurri: un innocuo alleggerimento del San Teodoro porta Santaguida a colpire di testa da due metri un cross dalla destra. Palla fuori di un soffio e partita che si conclude con il risultato di una rete a zero per il Latina di Chiappini che oggi, dopo l’uscita di Olivera, sembra tornata ai preoccupanti standard iniziali. Risulta davvero incomprensibile il motivo per cui, proprio dopo la sostituzione dell’uruguagio, la squadra si sia disunita a tal punto da subire il ritorno dei bianco-viola, per altro ultimi in classifica con quattro punti soltanto. Bianco Viola che hanno dimostrato oggi al Francioni ed a cospetto di questo Latina di non essere da ultimo posto.

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E’ tornata l’ora solare 2017

Studio: un mini jet lag che rende più aggressivi, reazione inversa quando si passa all’ora legale

A.N.S.A.Dopo sette mesi di ora legale, è tornata l’ora solare: alle ore 3.00 le lancette dell’orologio sono state spostate un’ora indietro. Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, spiega che dal 26 marzo 2017, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in più, l’Italia ha risparmiato complessivamente 567 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di oltre 200 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 320mila tonnellate.  Spostando in avanti le lancette di un’ora, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Dal 2004 al 2017, secondo i dati elaborati da Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 435 milioni di euro.

Uno degli effetti del ritorno all’ora solare è un aumento delle aggressioni del 3% nel primo giorno dopo il cambio. Lo ha scoperto uno studio pubblicato dal Journal of Experimental Criminology dell’università della Pennsylvania, che ha trovato anche la relazione inversa, con un calo dei crimini, nel giorno in cui invece si passa all’ora legale.

I ricercatori sono arrivati al risultato consultando i dati del National Incidence Based Reporting System americano, a cui hanno aggiunto quelli delle città di Philadelphia, Los Angeles, Chicago e New York, alla ricerca di eventuali effetti del maggiore o minore sonno sui reati violenti. Il risultato è stato che, rispetto al lunedì precedente, le aggressioni diminuiscono del 2,9% quando si dorme un’ora in meno, quando cioè entra l’ora legale, mentre è stata notata anche la relazione inversa, con un aumento di questi crimini del 2,8% il giorno dopo il ritorno all’ora solare.

La relazione, spiegano gli autori, è difficile da spiegare, ed è contraria alle altre già trovate, con l’ora in meno di sonno che causa un aumento degli incidenti stradali, degli infortuni sul lavoro, dei crolli in borsa. “Una persona può pensare che se dorme meno sarà nervosa e aggressiva – scrivono -. Probabilmente si ha la propensione ad agire più aggressivamente, ma il comportamento non la riflette perchè si è stanchi, troppo letargici e assonnati per agire”.

 

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