Quattro chiacchere con l’amico Franco Cleopatre: “Il Latina? Per me è come la Reggina!”

Quattro chiacchere con l’amico Franco Cleopatre: “Il Latina? Per me è come la Reggina!”

 

L’immaginario collettivo descrive il professore di matematica come un burbero, rigido, inflessibile, collerico, occhialuto e ipocondriaco ometto con l’alito fetido. E sognatore fino all’inverosimile. E invece no, i suoi ex alunni lo hanno sempre chiamato il “professor beat” per vie delle sue grandi passioni e i modi tutti suoi d’insegnare la matematica famelica e – giustamente – barbosa che con lui diveniva, come per incanto, divertente. Ed è tuttora un padre premuroso ed un nonno eccezionale. Una vita spesa bene, sempre con il sorriso sulle labbra e con la battuta pronta. È un piacere scambiare quattro chiacchiere con quest’ottuagenario che ama vivere con e per i giovani facendo imparare loro sempre qualcosa di utile nonostante abbia lasciato l’insegnamento ormai da tempo. “Professor Beat” perché ha speso una vita sugli scaloni del Granillo che prima si chiamava Comunale, uno “stadiolo” di circa 16mila posti ma che veniva riempito fino a contenerne 20mila: <<È deprimente vedere il Granillo vuoto. Mi ricordo la partita con il Padova e il campo stracolmo di 20mila cuori pulsanti. Quello era il periodo della “Banda Scala” che sfiorò la prima promozione in A. E chi può scordarsi degli anni della serie A con oltre 28mila persone festanti, gli spareggi di Perugia, di Pescara e le trasferte che parevano esodi biblici. Altri tempi…>>

Basta Reggina per ora. Domenica il Latina va a Sassari… <<Sassari mi ricorda una trasferta di Serie C, se non ricordo male dell’88. Da Reggio partirono due traghetti pieni fino all’inverosimile sabato mattina che arrivarono domenica pomeriggio giusto in tempo per vedere Torres-Reggina. Il Sassari non si chiama più Torres ma Latte Dolce e non naviga in acque tranquille. Il Latina è un banco di prova difficilissimo per chiunque, figurarsi per la squadra isolana che ha tanti travagli interni, non per ultimo il ritorno dell’allenatore che qualche settimana prima era stato silurato incomprensibilmente.>>

Franco Cleopatre ed il Latina… <<Ho indosso la vecchia e cara casacca amaranto che mi fa da seconda pelle ma non ho mai negato che mi piace seguire le sorti della squadra nerazzurra. Naturalmente lo faccio dalle pagine di Latinasport che a Reggio è seguito tantissimo: d’altronde fa davvero piacere sapere dei nostri fratelli pontini e delle vicende calcistiche della società che ha fatto tanto bene fino allo scorso campionato. Sono sicuro che questa nuova proprietà farà grandi cose anche se io sono rimasto colpito dall’amore che i tifosi nerazzurri conservano tuttora per il nostro compianto concittadino Michele Condò. Sono passati cinque anni da quando ha lasciato questo mondo ma il ricordo vive ancora: egli rimarrà per sempre il Presidente e tutti dovrebbero prenderlo da esempio.>>

La Reggina è stata in D come il Latina. Un consiglio ai tifosi nerazzurri che a distanza di due anni devono fare la stessa “trafila” degli amaranto. <<Capisco i tifosi del Latina perché son passati dai riflettori della B all’inferno del dilettantismo. Il salto all’indietro potrebbe creare un contraccolpo micidiale ma credo che il peggio sia già passato. Noi di Reggio sappiamo benissimo cosa significhi giocare contro squadre mai sentite prima oppure essere battuti da quelle che hai letto di sfuggita chiedendoti dove caspita stessero. Per noi della Reggina la ‘’cosa’’ è stata più traumatica perché non avevamo mai partecipato ad un campionato di quarta serie mentre il Latina prima dei quattro anni di B aveva fatto tanti anni tra i dilettanti. Comunque ciò che posso dire è che bisogna aver pazienza: il Latina merita ed otterrà di più. Poi, basta guardare la rosa: Iadaresta, Romeo, Tribuzzi, Rabbeni, Cittadino, Cossentino, Natale, Porfiri, De Francesco, Catinali sono uomini di categoria superiore. Ripeto, il peggio è passato e non credo che l’Atletico di Fregene ed il Rieti possano tenere questo ritmo. Insomma, alla lunga, il maggior tasso tecnico uscirà prepotentemente allo scoperto considerando che il campionato è lungo e difficile per tutti: vincerà chi avrà chi avrà panchina lunga, costanza, pazienza e tecnica.>>

Ne sai più di un latinense… <<Seguo quello che scrive Latinasport. Eppoi, permettimi di dire che il Latina per Franco Cleopatre è come la Reggina!>>

Ringraziamo Franco per questa intervista che mette in risalto (ove ve ne sia ulteriore bisogno) quanto ami la Reggina e come, per certi aspetti, ami il Latina. Un’ultima battuta: <<La prima volta che capito da quelle parti, vengo a vedere una partita al Francioni, promesso…>>

 


Catalogna al bivio

Riunione di governo a Madrid sabato. Perquisizione Guardia Civil in sede

Il governo spagnolo si riunirà sabato a Madrid per attivare l’articolo 155 della costituzione dopo quella che considera una ‘risposta negativa’ del presidente catalano Carles Puigdemont all’ultimatum del premier Mariano Rajoy. Il governo spagnolo ritiene che il presidente catalano Carles Puigdemont “non abbia risposto” alle richieste di Madrid e andrà avanti nell’applicazione dell’art. 155, ha detto il portavoce dell’esecutivo spagnolo Inigo Mendez de Vigo. Un Consiglio dei ministri straordinario sabato approverà l’attivazione del 155, che sarà sottoposta al voto del Senato, per “ristabilire l’ordine costituzionale in Catalogna”.

Nella risposta all’ultimatum di Madrid il presidente catalano Carles Puigdemont invia un duplice messaggio: da un lato risponde implicitamente che l’indipendenza non è stata ancora dichiarata ricordando che il parlamento di Barcellona ancora non l’ha votata, ma minaccia anche di farlo, se Madrid non “fermerà la repressione” e applicherà il 155. Per il dirigente indipendentista Joan Tardà questa risposta dovrebbe “rendere più facile per il governo spagnolo fermare la macchina”.

Intanto agenti della Guardia Civil spagnola in borghese stanno effettuando una perquisizione nel commissariato di Lleida dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, riferisce Tv3. Gli agenti spagnoli, che agiscono su mandato di un giudice di istruttore, intendono sequestrare le registrazioni delle comunicazioni interne del 1 ottobre, durante le operazioni di voto del referendum di indipendenza.

Commissariamento, Repubblica, elezioni: la Catalogna ribelle è di fronte ad un nuovo delicato bivio nell’infinita crisi dell’indipendenza, che ora può farsi più dura. Oggi alle 10 è scaduto l’ultimatum del premier spagnolo Mariano Rajoy al President Carles Puigdemont. Rajoy ha avvertito che altrimenti applicherà l’art. 155 della costituzione, che gli consente di commissariare la Catalogna. Con il rischio però di provocare un sollevamento catalano.

 

 


 

 

 

 

 

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Un taglio consensuale ma doloroso per la Benacquista Latina 

La Benacquista Assicurazioni Latina Basket comunica ufficialmente che è stato rescisso consensualmente all’atleta Adomas Drungilas, il contratto che legava il club e il giocatore per la stagione sportiva 2017/18.

La società ringrazia Adomas per l’impegno profuso nel periodo in cui ha vestito la maglia nerazzurra e gli augura le migliori fortune professionali per il proseguo della carriera.

Donatella Schirra
Ufficio Stampa
Latina Basket

Francesco Mancini si presenta: “Voglio aiutare l’Anzio a vincere”

Sono passati dieci anni da quel 17 novembre del 2007, la data in cui il talento di Francesco Mancini si manifestò al calcio italiano. Tre gol alla Roma, in un derby Primavera caratterizzato dal ricordo di Gabriele Sandri, tifoso biancoceleste scomparso sei giorni prima, le stimmate del campione destinato a calcare palcoscenici importanti. I tanti infortuni ne hanno caratterizzato la carriera, oggi Mancini ha deciso di ripartire da Anzio, anche grazie all’intermediazione di un vecchio amico: «Ho scelto di venire qui perché mi stuzzicava l’idea di ritrovare un compagno di tante battaglie come Manuel Ricci, un ragazzo col quale ho condiviso dieci anni di settore giovanile biancoceleste e tanti successi insieme. Con lui ritrovo anche mister Rughetti, un allenatore che conosco molto bene e che ho avuto anche lo scorso anno, da dicembre, alla Cynthia, quando scelsi di lasciare la Vultur per riavvicinarmi a casa e stare più vicino a mio figlio». Il suo arrivo è fondamentale per rinforzare un attacco orfano di Paolo Loria, infortunatosi a Trastevere ad inizio ottobre: «Mi dispiace molto per Paolo, so benissimo cosa significhi dover restare lontano dal campo e soffrire senza poter aiutare i compagni in prima persona. Gli auguro di tornare presto protagonista». Dal derby di dieci anni fa a quello di domenica prossima, contro il Monterosi degli ex Lazio Carlo Perrone e Matuzalem, avversaria nell’ottava giornata di campionato: «Questo girone lo conosco poco, l’ultima volta l’ho affrontato nel finale della stagione 2014/15 con la maglia della Lupa Castelli Romani. Al di là delle insidie che possono nascondere le singole partite, il nostro obiettivo deve essere sempre quello di scendere in campo per vincere e il mio compito deve essere quello di aiutare la squadra a farlo».


testo e foto di Matteo Ferri – Ufficio Stampa Anzio Calcio 

LATINA, VINCERE E VINCEREMO. CI CONVIENE…

LATINA, VINCERE E VINCEREMO. CI CONVIENE…

 

Rispetto a qualche settimana fa, intorno al Latina sta crescendo l’entusiasmo di un tempo. Ne fanno da testimoni le presenze allo Stadio Francioni dove, nell’ultima apparizione, si sono contante ben 1600. Per una serie D è grasso che cola checché ne dica l’attuale dirigenza che ha evidentemente dimenticato lo scetticismo che regnava sovrano, i pochissimi abbonamenti rinnovati, lo scarso interesse verso una nuova società nata per opera e virtù di scelte politiche e le batoste nelle prime gare che hanno visto battuta la squadra di un Chiappini frastornato per due volte sulle prime tre uscite e – per giunta – con nove reti sul groppone. Eppoi, cacciamoci il prosciutto dagli occhi una volta per tutte: la serie D non raccoglie e non può raccogliere ampi e trionfalistici consensi dopo aver assaporato certi livelli calcistici. Insomma: una cosa è giocare contro Palermo, Cesena, Verona, Brescia e Bari ed un’altra è quella di calcare campetti di periferia come quello di San Basilio. Eppure, questo Latina sta facendo innamorare un’intera città, sta facendo ritrovare quell’attaccamento ai colori nerazzurri che s’era perso per fatti che esulavano da fatti meramente calcistici.

Ci ha colpito favorevolmente Samuele Romeo, il quale nel corso di una trasmissione sportiva di un’emittente locale, ha ribadito il concetto da noi espresso: “La piazza merita altre categorie. Siamo contenti di aver intrapreso questa striscia positiva e speriamo di continuare in questa maniera. Settimana dopo settimana stiamo diventando una squadra più compatta. Rimaniamo umili e pensiamo a portare altri risultati positivi a casa. Una cosa è certa: abbiamo l’obbligo di dire ai tifosi di restarci accanto in questo momento positivo, perché ce ne saranno anche di difficili. Quest’estate – ha rivelato il difensore nativo di Palermo – ho atteso per continuare a giocare in Lega Pro, ma la chiamata non è arrivata. Quando è giunta quella del Latina non ci ho pensato su due volte. Non mi sento un calciatore che sta facendo un campionato dilettantistico, Latina è tutt’altro che Serie D. Latina come fase di ripartenza?
Sì, ne sono convinto: a 28 anni posso ancora ambire alle categorie superiori e voglio andarci col Latina.”

La maggior parte delle volte possono essere frasi di circostanza buttate lì per ingraziarsi il pubblico. Un giocatore della sua esperienza, invece, sa che la miglior soluzione in questi casi è l’essere se stessi e soppesare le parole. Samuele Romeo, d’altronde, è un calciatore navigato venuto a Latina non tanto per sbarcare il lunario ma per cercare di rimettersi in carreggiata e ritornare in quella categoria che meglio gli si addice. Fosse con il Latina, appunto, sarebbe ancora meglio da entrambi le parti.


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