​Reggina – Fidelis Andria, cronaca di un pomeriggio di gloria

​Reggina – Fidelis Andria, cronaca di un pomeriggio di gloria

I federiciani cercano la prima vittoria, gli amaranto devono dimostrare che le ultime due apparizioni sono da considerarsi semplici incidenti di percorso. Nella Reggina rientra Bianchimano che si piazza al centro dell’attacco. Nell’Andria sono ancora indisponibili Nadarevic, Tiritiello, Colella ed Antonacci. Per questo motivo, Mister Loseto getta nella mischia il giovane difensore centrale Alessandro Celli.

Prima occasione per gli ospiti con De Giorgi che impegna Cucchietti il quale vola a togliere le ragnatele dal sette sulla sua sinistra. Risponde la Reggina con Bianchimano che porge un pallone in area che però Sciamanna non riesce a correggere in rete. Gara vibrante, veloce e maschia ma corretta e piacevole tra due compagini che fanno viaggiare il pallone. Sicuramente più duttilità tra i pugliesi, decisamente più eleganza tra le fila amaranto con un fantasista di prim’ordine qual è Alberto De Francesco. Cambio forzato per Loseto al 15’: esce il claudicante Piccinni ed entra al suo posto Esposito. Paradossalmente il cambio apporta una sorta di inversione di rotta come se l’ingresso del numero 8 abbia agito da soporifero. Intorno alla mezz’ora Pasqualoni serve Marino ma il suo tiro non inquadra la porta. Nel giro di pochissimi minuti – tra 30’ ed il 32’ – due ammoniti tra le fila amaranto: prima il terzino Pasqualoni e successivamente Bianchimano finiscono sul taccuino dell’arbitro entrambi per gioco scorretto. È un buon momento per gli azzurri di Loseto: tra il 33’ ed il 35’ sfiorano il gol dapprima con De Giorgi e di seguito con Lattanzio ma in entrambi i casi vengono murati dalla difesa. E poi Barisic,  al 39’ si fa ipnotizzare da Cucchietti che salva la propria porta con un intervento che sa di miracolo. Ed un minuto dopo Minicucci spara alto da ottima posizione.

Bianchimano gol. Succede questo: Marino scocca un tiro da distanza siderale che viene deviato da Celli proprio sui piedi dell’attaccante che non ha difficoltà a bruciare Maurantonio. Quindi al 42’ vantaggio Reggina sulla Fidelis Andria.

E, per gradire, prima che l’arbitro fischiasse la fine del primo tempo, Lattanzio non riesce a correggere in porta un tiro cross di De Giorgio. Un dato è certo: ai punti avrebbe meritato la compagine di Mister Loseto ma nel calcio ha ragione solo chi scaraventa la palla in rete. E la formazione di Maurizi, pur non giocando bene, ha tesaurizzato l’unica azione creata che le permette di andare al riposo col vantaggio di una rete a zero. Questo è il calcio, vivaddio.

Il secondo tempo si apre con la Curva Sud che ritorna ad incitare la squadra dopo la consueta protesta durata per tutto il primo tempo. Dopo quattro minuti dalla ripresa, Lattanzio porta un pericolo verso la porta di Cucchietti: su preciso assist di De Giorgi coglie il palo ma questa volta l’intervento del bomber azzurro è stato abbastanza fortuito. Al 55’ Mister Maurizi sostituisce uno spento De Francesco per far posto a Fortunato. Mentre al 60’ entra Tulissi ed esce Sciamanna che ha giocato con evidenti problemi al piede destro. Il fantasista si piazza a fianco di Bianchimano. Al 62’ Esposito manda alto da posizione ottimale su pregevole assist del solito De Giorgio. Ennesimo scampato pericolo per Cucchietti e per la difesa amaranto che quest’oggi ha subito maledettamente le linee esterne avversarie. Al 70’ la Reggina vicinissima al doppio vantaggio con Pasqualoni che non riesce a battere Maurantonio su assist di Bianchimano il quale due minuti dopo viene sostituito da Sparacello. Ed al 73’ sarà Tulissi ad impegnare ancora il portiere avversario che, certificando la supremazia territoriale degli amaranto, sfiorano il gol anche con Mezzavilla al 77’. Al minuto 81 autentica follia di Croce che commette un fallo di frustrazione ai danni di Cucchietti e rosso diretto per il centrocampista. Federiciani in dieci e con un gol da rimontare.

Nicolas Di Filippo per il 2 a 0 che di fatto chiude la gara mettendo un sigillo fondamentale per la formazione di Mister Agenore Maurizi: angolo dalla sinistra, il difensore prende l’ascensore e batte imperiosamente l’incolpevole Maurantonio. 

Porcino, quando mancavano due minuti al 90’, mandava alle stelle da posizione favorevolissima il possibile 3 a 0. Peccato, sarebbe stato un gol da cineteca, roba da scuola calcio, l’azione della domenica, un vero e proprio gioiello di tecnica calcistica.

Solo Reggina in questo scorcio di secondo tempo che annienta, di fatto, le velleità di una Fidelis Andria che non ha saputo concretizzare le azioni create soprattutto nel corso del primo tempo. Il tallone d’Achille dei federiciani è il reparto avanzato. L’attacco,  infatti, è risultato anche oggi asfittico, senza mordente, privo di un ariete in grado di buttarla dentro. La squadra amaranto è invece cinica, famelica e pronta a scoccare l’attacco ferale. D’altronde, quando si ha gente come De Francesco, oggi guardato a vista, Mezzavilla che fa legna in un centrocampo di corridori, Porcino che porta a spasso gli esterni avversari, il redivivo Bianchimano in grado di tenere palla, Fortunato che canta e porta la croce, Tulissi bravo ad inventare, Pasqualoni a spezzare il gioco avversario, Di Filippo a contenere e Agenore Maurizi ad imbrigliare le altrui giocate, non c’è Fidelis Andria che tenga. Questo è il bello del calcio: non sempre gli avversari sono dello stesso livello del Trapani e non sempre gli avversari sono aiutati dalla buona sorte come nel caso del primo gol in netto fuorigioco di Reginaldo.

Nell’Andria si salva solo Alessandro Celli, difensore centrale, pontino DOC.

agenore maurizi

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