Debacle amaranto nel secondo tempo di Trapani 

di Salvatore Condemi per http://www.regginaunicoamore.com e http://www.latinasport.info

 

Agenore-Maurizi

Al 6’ del secondo tempo, Reginaldo porta avanti il Trapani in modo a dir poco fortunoso: conquistata palla a centrocampo, Marras si accentra per un tiro che, seppur sbilenco, serve l’ex Paganese e Novara in sospetta posizione di offside che insacca senza difficoltà. Vibranti le proteste degli amaranto che non sono servite a nulla.

Al 16’ Maurizi sostituisce Mezzavilla con Bezziccheri che, nelle intenzioni dovrebbe spingere alla ricerca del pareggio. E proprio il nuovo entrato scocca un tiro (15’) che si perde alto sopra la traversa. Nel frattempo, anche De Francesco si è “perso” tra le maglie granata.

Al minuto 28, Felice Evacuo, entrato da poco in campo, trova il gol della domenica con una “bicicletta” sul perfetto assist di Marras. Due a zero e gara finita per una Reggina colpita e definitivamente affondata con un ”uno-due” micidiale.

È vero che le assenze sono pesanti ed importanti per la compagine dello Stretto ma è altrettanto vero che nella ripresa ha pericolosamente arretrato il baricentro prestando il fianco ad un avversario già forte di suo. Solo a sette minuti dal termine il tecnico amaranto mette in campo Silenzi – un attaccante – al posto di Pasqualoni, un difensore. La Reggina soffre dannatamente ma si salva ancora su tiro di Marras questa sera davvero indiavolato.

A tre minuti dal fischio finale il Trapani trafigge per la terza volta Cucchietti con un tiro dalla distanza di Pasquale Fazio che va ad insaccarsi alla sinistra dell’estremo difensore della Reggina.

Inframezzato da un colpo di testa di Marino, nel finale di gara, c’è ancora spazio per Evacuo che di destro fallisce il quarto gol che, ad onor del vero, sarebbe stato davvero troppo. E davvero umiliante viste le forze in campo, limitatamente alla prima frazione di gioco. 

La squadra di Maurizi alza bandiera bianca contro un Trapani che annovera giocatori dal passato importante e dal futuro fulgido, un Trapani costruito per vincere e giocare a memoria contro qualsiasi avversario dopo un inizio di campionato non molto brillante. Ora si sta ritrovando ed a farne le spese è stata una Reggina apparsa leggerina, impaurita e con le idee confuse. Nel corso del primo la compagine di Maurizi ha cercato di graffiare con Sparacello e De Francesco con l’entrata di tanto in tanto dalla sinistra anche di Porcino ma nella ripresa sotto i colpi dei siciliani, la squadra si è praticamente disunita e sciolta come neve al sole.

Un alibi, ad ogni buon conto, lo vorremmo trovare anche se piccolo, anche se da verificare ed anche se irrilevante ai fini del risultato: se quel pallone di Marras non avesse raggiunto Reginaldo oppure se l’incerto arbitro Guida di Salerno avesse fischiato la (presunta) posizione di fuori gioco all’attaccante in maglia granata, può anche darsi che gli uomini di Calori si sarebbero fatti prendere dal nervosismo e dalla smania di fare centro e, contrariamente a quanto successo, avrebbero perso il lume della ragione, la concentrazione ed il saper cosa fare con un pallone tra i piedi. Con i se e con i ma, però, nessuno ha mai vinto né guerre né tanto meno partite di pallone per cui i tifosi della Reggina unitamente ai tecnici, ai dirigenti ed ai giocatori devono necessariamente accettare le tre sberle ricevute in piena faccia da un Trapani che sarà una delle pretendenti naturali alla vittoria finale del campionato. Accettino i tre schiaffi con tanta umiltà e con la consapevolezza che non tutte le squadre da affrontare si chiamano Trapani e non tutte le compagini da affrontare hanno la forza, l’intraprendenza e gli attaccanti del Trapani. E la prossima sarà un’altra battaglia con la Fidelis Andria al Granillo

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