Una Reggina brutta (da non sembrare vero) perde in casa con il Cosenza 

Reggina abbastanza rimaneggiata per volere del proprio allenatore: Sparacello in panchina per scelta tecnica con Porcino che va a fare l’ala sinistra a sostegno della punta Jacopo Sciamanna e De Francesco che agisce da playmaker a tutto campo. Da ciò che si è desunto sin dalle battute iniziali, la Reggina cerca di sfruttare le corsie esterne e la velocità di Porcino da una parte e, stranamente, Solerio dall’altra. D’altronde, con un Cosenza schierato a riccio, non si possono certamente chiedere verticalizzazioni e belle giocate che solitamente partono dai piedi di Mezavilla e di De Francesco intorno al quale Braglia ha ideato una sorta di gabbia con D’Orazio che difende a uomo.

Dopo 7 minuti di gioco, Cosenza vicino al gol con un tiro da fuori di Calamai che fa la barba al sette della porta di Cucchietti. La Reggina risponde al 23’ con Porcino che non sfrutta a dovere un’intuizione di Mezavilla mandando la palla tra i guantoni del portiere avversario. È il Cosenza a fare la partita ma è una supremazia abbastanza sterile e senza creare grattacapi alla difesa amaranto. Non è bella da vedere la Reggina, questa sera, ma quando De Francesco pilota la palla verso Porcino, la difesa rossoblu trema perché il mancino crea sempre superiorità sulla fascia di competenza. Peccato che Sciamanna non riesca a liberarsi dalla morsa di Pinna per proporsi come stoccatore e che Toti Porcino sia addirittura più veloce del pallone. Al 40’ Fortunato si procura un calcio di punizione. Batte lo stesso esterno amaranto  ma la palla è di poco alta sopra la traversa. E con questo episodio  finisce la prima parte della gara che vede il Cosenza difendere senza particolari affanni e ripartire con Mendicino e Baclet innescati quasi sempre dal fronte sinistro con un Corsi che sta facendo ammattire Gatti e Laezza.  

Il secondo tempo comincia com’era terminato il primo: Cosenza che controlla abbastanza agevolmente e Reggina che non fa nulla per far sua la contesa. Anzi è la formazione di Braglia ad andare di nuovo vicino al gol con una invenzione del solito Mendicino che vorrebbe servire Baclet che però si disunisce nel  momento del passaggio. 

Mendicino gol al 55’ e Cosenza in vantaggio. Corsi effettua il solito cross in area, Baclet fa da velo liberando al tiro  il numero 9 in maglia bianca che beffa Cucchietti con un lob al veleno che si spegne in fondo al sacco sulla sinistra del portiere. In questo caso la difesa in blocco  fa spettatore non pagante e permette all’attaccante di stoppare, girarsi e mirare l’angolo. 

Dopo la rete, Maurizi ridisegna la Reggina (63’) facendo  entrare Bezziccheri e Sparacello in luogo di Fortunato e Soleri cosicché Porcino ritorna a fare il difensore sulla sinistra. Al 69’ esce Garufi ed entra Marino che si colloca a centrocampo a pochi metri di distanza da Mezzavilla. Risponde Braglia con Pascali che subentra a D’Orazio. Il numero 29 silano si dispone a protezione della zona destra della mediana con il compito di bloccare le sortite di Porcino. Poi Mungo fa respirare Mendicino mentre Maurizi getta nella mischia Silenzi e Pasqualini al posto di Sciamanna e Di Filippo.

La Reggina cerca di far viaggiare palla ma le vie che portano verso la rete avversaria sono totalmente bloccate. Nonostante la presenza di ben nove undicesimi dietro la linea della palla, Sparacello (85’) tenta il colpaccio ma il tiro incoccia lo stinco di un avversario e la palla finisce miseramente in angolo. 

Cinque i minuti di recupero concessi dall’arbitro e proprio nel finale il Cosenza, con Mungo e Tutino tutti soli in area, non riescono a battere per la seconda volta  Cucchietti. 

Che dire? Vittoria meritata per gli uomini di Braglia che hanno saputo difendere mettendo ripetutamente in difficoltà la squadra di Maurizi incapace di disegnare una Reggina pericolosa e propositiva. “Col cuore, si vince solo col cuore” canta la Sud. Questa sera non l’abbiamo visto. Sugli spalti solo 4mila spettatori: pochi come pochi sono stati i palloni giocati da De Francesco e compagni.

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