Guai a sminuire la vittoria di Fondi

La Reggina vincendo a Fondi ha messo maggiormente a nudo le evidenti difficoltà di un Fondi che si risolleverà. La squadra amaranto è una splendida realtà ma ha bisogno di maggiore sostegno del pubblico

di Salvatore Condemi

RACING FONDI - REGGINA 0-1, vittoria sofferta ma preziosa

La vittoria della Reggina sul terreno del Fondi, ultimo in classifica con un solo punto, non deve lasciare indifferenti. L’attuale crisi che attanaglia la squadra sud pontina deve, infatti, essere considerata passeggera nonostante abbia ‘’paradossalmente’’ radici che distano una cinquantina di chilometri da Fondi. Ci spieghiamo meglio: il vulcanico Presidente Antonio Pezone ha dovuto ”gioco forza” ripiegare su Fondi dopo aver perso il treno che lo avrebbe portato a Latina a seguito del fallimento della società nerazzurra. Purtroppo la ritrosia e la ‘’sovietizzazione’’ del Sindaco di Latina nonché le norme vigenti che regolano il mondo pallonaro italiano, non hanno permesso di far ripartire il blasonato Latina dalla più consona serie C ma da un’anonima quarta serie che di fatto ha incentivato la fuga di Pezone verso un ambiente che non ha mai accettato – per altro – la presenza di un uomo d’affari capace di ‘’trasformare in danaro sonante tutto ciò che pensa’’. Di seguito, il lavoro svolto dal D.S. Morrone e dall’oramai ex allenatore Giuseppe Giannini non è stato né cristallino né tanto meno all’altezza di una società che, rimanendo orfana della potentissima Unicusano – emigrata a Terni, in Serie B – è evidentemente ritornata nella sua dimensione dilettantistica. Basti guardare la rosa che compone la squadra cominciando da Entonjo Elezaj, portiere albanese di 21 anni proveniente in prestito dal Perugia e risultato, fino al momento, eclettico ma acerbo. Ebbene: il ragazzetto viene spedito in campo al posto dei più esperti Coletta e del 32enne Cojocaru. Inaudito ma mica tanto: il ‘’dio calcio’’ impone questa regola alla quale tutte o quasi tutte le società si devono assoggettare. In difesa annoveriamo De Leidi, il 30enne Ghinassi, Tommaselli e quel Ghosheh ch’era stato dato per certo al Latina ma che ha preferito Fondi pur sapendo di accomodarsi il più delle volte in panchina. E, per finire, Christian Maldini, figlio di Paolo, ex bandiera del Milan e della Nazionale. A presidio delle fasce sono stati chiamati Pompei, Paparusso ed il 33enne Galasso. Il latinense Simone Addessi, Ricciardi, Corticchia ed il 39enne Vastola completano un reparto centrale che soffre la mancanza di un vero ispiratore. In avanti Lazzari, Ciotola, Nolè, Artistico e Claudio De Sousa – 170 anni in cinque – fanno da chioccia ai giovanissimi Utzeri, Mastropietro e Pezone. E, per finire, il promettente Lorenzo Vasco in procinto di sbarcare quest’estate a Reggio Calabria ma, al quale, è stato preferito Di Livio. Giannini, come detto, è stato esonerato ed al suo posto si è insediato Mattei – il suo secondo – che, fino allo scorso anno, lavorava con selezioni giovanili.

Ora, alla luce di questa precisazione, non si può e non si deve sminuire la vittoria amaranto in terra Fondana. La compagine di Agenore Maurizi è risultata solida, quadrata, cinica e determinata a portare via dal Purificato i tre punti che le permettono di veleggiare nelle posizioni di alta classifica. La squadra è giovane – senza dubbio – ma è capace di affrontare qualsiasi avversario con la baldanza e la goliardia tipica della gioventù aggiungendo le disposizioni tattiche di un allenatore che ha dimostrato di essere preparato. Questa, se permettete, è la bellissima copia della formazione che si è salvata all’ultima giornata del campionato scorso con la sostituzione per nove undicesimi di elementi di provata sagacia calcistica. E facendo insediare al timone della nave amaranto un ‘’vero’’ tecnico che sa leggere la partita in corso. La gara vinta a Fondi ne è la riprova perché, con una semplice mossa, Maurizi ha ribaltato le sorti della contesa ponendo un mastino come Roberto Marino sulle calcagna di Paparusso che imperversava sulla sinistra: per la squadra di casa è stato l’inizio della fine. La rete dello stesso Marino è stata di una bellezza rara, roba da cineteca, da spellarsi le mani. E non è fine a sé stessa perché la stessa giocata era stata già proposta sia con il Matera, sia con la Paganese, sia con il Catanzaro.

C’è da essere ottimisti? La domanda è d’obbligo e la risposta l’ha data sabato sera Agenore Maurizi allorquando abbiamo chiesto dove potesse arrivare questa squadra: ‘’Alla prossima partita con il Francavilla. Andiamo avanti di partita in partita’’. Insomma, come un viaggio a marcia a vista: questo è sinonimo di saggezza. Punto. Che poi qualcuno possa sostenere che questa società non arrivi a giugno, a noi di www.latinasport.info  e di www.regginaunicoamore.com non interessa assolutamente. Caso mai, a noi preme che arrivi ai playoff. Che poi li vinca o li perda non è importante.

E concludiamo con un appello al caldo ed appassionato pubblico amaranto che dovrebbe ritornare a riempire il Granillo così da ridiventare pulsante di vita, di entusiasmo e d’amore verso i colori amaranto che accomuna una città e un’intera Provincia.’’ La Reggina – e quindi i suoi giovani atleti – hanno bisogno del tifo, del sostegno e dell’aiuto totale di un popolo fiero e pieno di dignità come quello reggino ammirato ed invidiato in tutt’Italia checché ne possano dire i mass-media nazionali che tentano ancor oggi di gettare fango sulla Calabria e sui calabresi. Ma ritorniamo al calcio (ch’è meglio) e guardiamo cosa sta succedendo al Cosenza ed al Catanzaro che hanno allestito squadroni da prime della classe senza però mettere in pratica la consapevolezza della massima che recita ‘’chi va piano va sano e va lontano.’’ Mimmo Praticò, sa il fatto suo. Mimmo è un uomo navigato, degno figlio di una Reggio che, pur tra mille difficoltà, produce e lo sa fare pure bene. Facciamolo lavorare. Sosteniamolo porgendogli una mano. Così facendo, difendiamo anche la ‘’regginità’’.

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