IL LATINA BATTUTO DAL CASSINO E DAL PROPRIO ALLENATORE

IL LATINA BATTUTO DAL CASSINO E DAL PROPRIO ALLENATORE

 

Di Matteo Giovanni Troiani per www.latinasport.info e www.regginaunicoamore.com

Andrea Chiappini lancia dal primo minuto Belvisi che domenica scorsa ha fatto il bello ed il cattivo tempo in difesa. Porfiri, suo malgrado, è costretto a partire anche oggi dalla panchina. Ed il Cassino, al 12mo, passa in vantaggio con Giglio che di testa trafigge Bartolameotti per l’uno a zero più che giusto. Cassino padrone incontrastato del campo e Latina 1932 balbettante (e ridicolo) in difesa. Al 22mo il solito Belvisi non sa fare di meglio che atterrare Celiento in area: il più sacrosanto dei rigori viene battuto da Giglio che trasforma in gol per i cassinati. Doppio vantaggio e paura di fare la fine di Rieti. A questo punto non sappiamo cos’altro dire se non che 400 ‘’impavidi tifosi’’ del Latina hanno accompagnato la squinternata (e sofferente) banda di Chiappini in quel di Cassino che, al 27m0, centra in pieno la traversa con Tribelli. Quando meno te l’aspetti, però, è Rabbeni a mettere alle spalle di Della Pietra per il gol del 2 a 1 che – da sgamato attaccante – si aiuta con tantissimo mestiere. Il gol sarebbe da annullare ma l’arbitro dell’incontro non ravvede alcun fallo in attacco e convalida la segnatura. E qui finisce la prima parte della gara con il Cassino in vantaggio meritatamente. C’è da specificare che nel mentre, Chiappini sostituisce la difesa in blocco ed il Latina ridiventa una squadra di Serie D. Vivaddio. Ma, ovviamente, non basta.

La ripresa vede sempre il Cassino in avanti e pericoloso ancora con Giglio – oggi autore di una doppietta – Tribelli e Darboe ma la ‘’nuova’’ difesa di Chiappini si salva in qualche modo. All’ora di gioco anche Partipilo, innescato da Darboe, non trafigge per un nonnulla il portiere pontino che, nell’azione successiva, si arrende al portoghese Abreu che lo vede fuori posizione e lo trafigge addirittura da centrocampo. Altra Caporetto pontina: 3 a 1 e senza gli onori delle armi. Al 67mo Cassino in dieci per il doppio giallo ai danni di Ricamato. Il Latina approfitta dell’uomo in più ed al 71mo mette a segno il 3 a 2 con Iadaresta lesto a trasformare in gol un corner. A questo punto i nerazzurri ci dovrebbero credere oltre tutto perché il Cassino dimostra di non avere più birra in corpo. Al 78mo Mister Urbano toglie dal campo un esausto Giglio e sbatte nella mischia l’ex Roccella ed ex Reggina (ai tempi di Ciccio Cozza) Domenico Brunetti che va a coprire maggiormente la difesa cassinate. A sette minuti dal termine anche il Latina ridotto in dieci per il rosso diretto di un (fin troppo ingenuo) Cittadino e viene quindi vanificato ogni sogno di possibile pareggio.

Latina sfortunato? No, sarebbe la solita scusa, il solito alibi per nascondersi dietro il dito. Il Latina non c’è e la riprova sono le due debacle in altrettante gare esterne. Questo ci fa suppore che la vittoria contro il Budoni di una settimana fa, è stato frutto del caso e dell’inconsistenza dell’avversario. Il Cassino dell’amico Patini (Direttore Sportivo degli azzurri) e del Presidente Nicandro Rossi – che ad ogni buon conto non ha fatto vedere chissà che di trascendentale – è stato nettamente superiore fin dalle battute. Chi vince – per altro – è sempre superiore. Il Latina, per contro, è stato tradito dalle scelte del proprio manager il quale, fino al momento, ha fatto pervenire un unico messaggio: ci ha capito poco o nulla.

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