Tre gol del Latina al Budoni ma quanta paura nel primo tempo

di Matteo Giovanni Troiani per Latinasport.info

Ha piovuto a dirotto su Latina prima della gara che vede Latina e Budoni darsi battaglia allo stadio del capoluogo pontino, oggi desolatamente vuoto per squalifica. Nonostante ciò, una trentina di tifosi nerazzurri, confermando l’amore verso la squadra del cuore, si sono impavidamente collocati all’esterno del Francioni per assicurare il supporto ai ragazzi allenati da Andrea Chiappini. Si trovano lì, dietro la Curva ospiti ad incitarli per quanto sia possibile.

Squadre in campo. Il Budoni, in completo blu, si schiera con Trini, Caputo, Rodriguez, Monticelli, Farris, Varricciu, Santoro, Spina, Sartor, Murgia e Saiu. In panchina, l’Allenatore Cerbone ha fatto accomodare Matzuzi, Deiana, Dessolis, Pusceddu, Melis, Scano, Malesa, Salvini e Tamponi. Risponde il Latina, in completo bianco, con Bortolameotti, Belvisi, Tomei, Cossentino, Catinali, Romeo, Caputo, Barberini, Iadaresta, Cittadino e Rabbeni. A disposizione di Chiappini, siedono in panchina: Maltempi, Porfiri, Rizzo, Guidotti, Alario, Tribuzzi, Natale, Cifra e De Francesco.

Molto più Budoni nella prima frazione di gioco che sfiora il gol  in almeno cinque occasioni mentre il Latina è ovviamente costretto a stazionare in difesa. D’altrone, l’intento è quello di non ripetere l’esperienza scioccante di Rieti. La cronaca. Già al 2′ è Murgia ad esaltare il portiere avversario che si salva fortunosamente. Dopo due minuti sarà Saiu ad impegnare ancora il portiere pontino il quale, subito dopo, riesce a contenere anche le sortite offensive rispettivamente di Murgia e Sartor. Il Latina esce dalla propria metà campo soltanto al 17′ con un tiro abbastanza velleitario di Barberini. In seguito sarà Catinali ad emularlo con la palla che sorvola la traversa. Al 29′ occasionissima ospite: Murgia a botta sicura con Bartolameotti che si supera. Nella successiva ribattuta salva anche su Sartor. Al 42′ il giovane portiere nerazzurro si salva per l’enesima volta, compiendo un vero miracolo su incursione di Sartor. E tre minuti più tardi, Romeo mura una conclusione del solito Sartor. E qui si chiude il primo tempo con il risultato ad occhiali che premia abbondantemente il Latina e, parimenti, è bugiardo nei confronti di un Budoni apparso molto più dinamico, quadrato e organizzato. Insomma ha la parvenza di squadra di calcio al cospetto di un Latina senza nulla da mostrare. Per la verità Chiappini ha già operato un ambio: fuori Belvisi in evidente difficoltà e dentro Porfiri. La sostituzione, però, ha dato pochi margini di miglioramento apprezzabili: Budoni in attacco e Latina in minore balia dell’avversario anche se il gol dei sardi è costantemente nell’aria.

Il secondo tempo si apre con il gol di Iadaresta. E’ successo precisamente all’ora di gioco: il Latina riconquista palla sulla mediana con Caputo il quale lancia Rabbeni che serve prontamente il bomber ex Fondi. Per lui, superare il portiere avversario con una sontuosa schacciata, è un gioco da ragazzi. Gol dell’uno a zero per il Latina. Questo è il bello del calcio: il Budoni gioca ed il Latina segna. Ed a conferma di quanto sia meraviglioso il gioco del calcio, è Rabbeni ad incrementare  il vantaggio dei pontini: cross di Cittadino per Iadaresta il quale smista di petto per l’attaccante che, con un tiro sporco, spiazza Trini per il 2 a 0. Succede tutto in pochi secondi e per la squadra di Chiappini la partita si mette in discesa. A riprova dell’ormai ritrovata serenità, Iadaresta porta a tre le segnature nerazzurre con un gol di pregevole fattura: il centravanti, arpionato un pallone in area, si incunea tra i due centrali (apparsi abbastanza frastornati nell’occasione) e non gli resta che impallinare l’incolpevole portiere sardo. Al 72′, quindi, Latina tre e Budoni zero.

Partita dai due volti oggi al Francioni. Nel primo tempo schiacciante superiorità del Budoni che sfiora ripetutamente la segnatura contro un Latina senza capo nè coda. Un Latina che soffre la velocità di Sartor, Murgia e Saiu fino a quando Chiappini getta nella mischia Porfiri capace a far da barriera a quella che in precedenza pareva un’autostrada. Il resto è venuto da sé: avere in campo un bomber di razza come lo è Iadaresta, un giocatore come Rabbeni ed un uomo d’ordine e di esperienza come Catinali, significa avere qualche chance per cavarsi d’impaccio nelle partite interne. Rieti è dimenticata (e forse addirittura vendicata). Forse soltanto ora viene il bello. Da segnalare che la squadra sarda ha manifestato un livello tecnico-tattico sorprendentemete scarso ed una tenuta atletica vistosamente (e paurosamente) calata nel corso della ripresa. Questa, d’altrone, è la serie D.

 

 

 

 

Annunci