LATINA, DIAMOCI UNA RIDIMENSIONATA!!!

LATINA, DIAMOCI UNA RIDIMENSIONATA!!!

 

di Salvatore Condemi

 

Una batosta, una sassata in pieno volto, uno tsunami che ha avuto la capacità di travolgere tutto l’ambiente nerazzurro. La rabbia è tanta. Così come il senso di vuoto che mi pervade tanto da non sapere cosa scrivere. I giocatori in campo sono stati umiliati. Così come lo sono stati i 300 impavidi che hanno raggiunto Rieti con tutti i mezzi. E lo sono stati i giornalisti che devono scrivere ciò che non avrebbero voluto dovendo dare necessariamente un colpo alla botte e l’altro al cerchio. Questa sconfitta, debacle, catastrofe – chiamatela come caspita volete – è evidentemente frutto di una latente disorganizzazione, di una corsa contro il tempo, di un rabberciare alla meno peggio una compagine senza capo né coda e di mettere in campo quello che il mercato ha potuto dare quando la crema della crema dei calciatori di quarta serie – o giù di lì – era già stata reclutata dalle società più forti sia dal punto di vista economico che strutturale. Ma non posso permettermi il lusso di considerare tali problematiche come una sorta di alibi. Non sia mai perché non ci sono alibi che tengano. E poi, anche il Messina, il Como, la Maceratese ed altre blasonate, proprio oggi, nella giornata d’esordio, ci hanno lasciato le penne. Ma hanno combattuto, hanno lottato, hanno cercato di combinare qualcosa. Il Latina no. Il Latina è stato massacrato, distrutto, disintegrato, annientato senza alcuna remissione di peccati. È stato – appunto – umiliato.

Vedete, io che sono ormai ‘’scollegato’’ dal Latina e da Latina, impegnato ad altri progetti editoriali e sportivi, non sto scrivendo in qualità di giornalista ma da semplice tifoso nerazzurro. La squadra e la città di Latina mi sono entrate nel sangue e non sol perché con la Reggina – che amo come ho amato mia madre – esiste e persiste un quarantennale gemellaggio ma perché una volta stabilitomi in questo meraviglioso lembo d’Italia che – bene o male – continua a ‘’funzionare’’, me ne sono innamorato. Non vi posso nascondere che quando il Latina è scomparso dal calcio che conta (a livello nazionale), sono stato preda di una sconvolgente depressione che mi ha spinto a dare ‘’forfait’’ alle mie mire giornalistiche locali. Ed ora che faccio migliaia di chilometri a settimana, ora che vado alla scoperta di giovani talenti, ora che scrivo per altre strutture ed ora che vivo ben altre esperienze, non ho il tempo né la possibilità di sedere al mio solito posto in Tribuna Stampa del Francioni, vicino a colleghi ed amici con i quali ho diviso gioie e dolori raccontando del Latina. Adesso guardo i nerazzurri solo ed esclusivamente con gli occhi da tifoso ed innamorato del nero e dell’azzurro: non è più un lavoro o un semplice modo per ‘’sbarcare’’ il lunario. Adesso no. E proprio per questo motivo, appunto, sono ancora più ‘’incazzato’’. E pretendo, quindi, che la sconfitta odierna non sia da considerare figlia di semplici giustificazioni e di congetture varie. Non è così e lo sanno tutti. Anche se, alla fin della fiera, Andrea Chiappini non può svolgere le funzioni di Direttore Sportivo, Direttore Generale ed Allenatore allo stesso tempo. Il Calcio – con la ‘’C’’ maiuscola – è programmazione, studio, progetto e lenta pianificazione. A Latina non c’è stato il tempo né di studiare, né di programmare, né tanto di meno di progettare e pianificare. È stato tutto lasciato al caso e nelle mani di chi il calcio lo conosce per sentito dire. Ah, finalmente l’ho sviscerato e mi sento meglio! La mia speranza è che dopo questa debacle, dopo questa umiliazione, dopo questa sconfitta, dopo questa disfatta, dopo questo sbandamento totale, tutto l’ambiente nerazzurro si ridimensioni completamente. Speriamo, insomma, che anche il più ottimista dei tifosi prenda consapevolezza che ci sarà da soffrire terribilmente da qui alla fine del presente campionato. E speriamo che ci si dia – tutti indistintamente – una regolata: il Latina era e non lo è più. Adesso è tutt’altra cosa: con pochi giorni di ritiro precampionato, con pochi colpi di mercato, con gente quasi del tutto sconosciuta, non si può andare troppo lontano. A meno che durante il mese di gennaio non venga rifatto dalla testa ai piedi non commettendo gli stessi errori e, nel mentre, non si scelgano due ‘’disoccupati’’ per reparto. E poi un vero Direttore Sportivo, perché no?

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Rieti 6- Latina1932 0 non ci sono né parole ne scusanti

Di Matteo Giovanni Troiani

Oggi pomeriggio il Latina ha subito una sonora sconfitta da parte dei reatini. Non c’è stata storia per i nerazzuri che sono andati subito in svantaggio già al decimo minuto del primo tempo con la rete dell’ attaccante Luigi Scotto. Dopo mezz’ora di nuovo sotto con la rete dell’argentino Coffa. E non succedere nulla fino allo scadere del primo tempo (se non l’espulsione di Vona che lascia in dieci i compagni).

Nella ripresa di nuovo dopo cinque minuti ed è rete per Luigi Scotto e solo due minuti dopo, al dodicesimo, segna l’ex centrocampista nerazzuro Tirelli che evita di esultare.

Il risultato è di nuovo in trasformazione: al quindicesimo del secondo tempo (dopo tre minuti del gol di Tirelli) Francesco Marcheggiani si unisce al tabellino dei marcatori.

Quando tutto sembrava finita l’agonia col cinque a zero, al trentottesimo, va di nuovo in gol Scotto su rigore e sancisce una tripletta e un altra freccia di dolore per i pontini.

Chiappini dovrà rivedere bene i suoi ragazzi in allenamento in modo da evitare altre vergogne future. Così non va. Lasquadra nerazzurra, infatti, è stata costantemente in balia di un avversario sicuramente forte ma che ha saputo trasformare in rete ogni conclusione verso la porta avversaria. Questo è un Latina ingiudicabile ancorché inguardabile ma, se vogliamo, da bocciare a prescindere. Non ci sono parole e neppure scusanti: bisogna che la società prenda seri provvedimenti che riguardino il settore tecnico e si badi bene che tali provvedimenti devono essere assolutamente tempestivi e risoluti per salvare il salvabile. Così non si va nessuna parte ed anche la salvezza sarebbe soltanto un lontanissimo miraggio. Non vogliamo spendere altre parole e non dobbiamo trovare alcuna scusante perché sarebbe come non voler guardare in faccia la realtà che risulta abbondantemente nuda e cruda.

RIETI – LATINA 6-0

 

Di Basilio Gaburin per Latinasport.info

 

Il Rieti si sbarazza della pratica Latina in un solo set. Ma questo è il Latina o è tutto uno scherzo?

 

Le due compagini, agli ordini del Signor Pelagatti di Livorno, sono scese in campo con le casacche bianche per i pontini e amaranto-celeste per i padroni di casa. Sugli spalti una buona presenza di spettatori con almeno 300 provenienti da Latina.

Parlato, trainer del Rieti schiera un 4-3-1-2 con Scaramuzzino a difesa dei legni; Tiraferri, Biondi, Dionisi e Ispas in difesa; Giunta, Cuffa e Luciani a presidio della mediana; Tirelli ispiratore a supporto di Scotto e Marcheggiani. A disposizione: Patella, Scardala, Rossi, Cericola, Graziano, Piras, Scevola, Dalmazzi e Caffariello.

Risponde il 4-2-3-1 del Latina di Chiappini: Bortolameotti, Belvisi, Cossentino, Vona, Rizzo, Catinali, Barberini, Rabbeni Cittadino, Tribuzzi, Iadaresta. In panchina siedono: Testa, Porfiri, Guidotti, Alario, Caputo, Natale, Pagliaroli, Cifra e De Francesco.

Reatini subito in gol. Bartolameotti manda in angolo un velenoso tiro di Giunta. Sul susseguente corner Scotto salta più di tutti e trafigge l’estremo difensore nerazzurro per l’uno a zero che manda in orbita lo Scopigno. Siamo al minuto numero 6: Rieti uno, Latina zero.

Solo Rieti in questo primo tempo con il Latina che ha subito oltremisura il contraccolpo psicologico dello svantaggio.

Pasticciaccio difensivo al 26esimo: il portiere del Latina intende servire Cossentino il quale non si avvede del suggerimento. Tra i due si intromette Giunta il quale (evidentemente sorpreso a sua volta) non riesce a trasformare in rete la più facile delle occasioni. Latina arrendevole e in balia dell’avversario anche nell’occasione occorsa a Scotto che però non riesce a bissare la prima rete.

Al 35’ il Rieti raddoppia. Dall’ennesima palla ferma, Cuffa, servito da Scotto, gonfia la rete per il più che meritato due a zero avversario. Indecifrabili i motivi dell’immobilismo da parte dei ragazzi di Chiappini che, nell’occasione, hanno fatto da spettatori non paganti.

Il Latina non è sceso in campo. E chi è presente (si fa per dire) non vede l’ora di terminare il ‘’singolar tenzone’’: è il caso di Vona che nel giro di tre minuti rimedia due cartellini gialli per altrettanti falli di frustrazione. Inevitabile l’espulsione. E così finisce il primo tempo tra gli applausi dei reatini per una squadra che ha trovato in Scotto l’apripista di una partita subito in discesa. Il Latina è risultato a tratti imbarazzante e svogliato, quasi rassegnato di fronte alla schiacciante superiorità degli avversari. Vista la prima parte dell’incontro e vista soprattutto l’enorme differenza tecnico-tattica tra le due compagini, difficilmente si potrà sperare di vedere un Latina arrembante in un secondo tempo da prendere con le molle anche in considerazione dell’uomo in meno in casa di una corazzata nata per stravincere il campionato.

Nel corso del secondo tempo altro boccone amaro per i 300 temerari accorsi allo Scopigno. È ancora Scotto che porta a tre le segnature per la compagine amaranto-celeste e a due il bottino personale. L’azione veniva imbastita da Luciani che serviva Tirelli, il quale si beveva due avversari e porgeva da destra un perfetto assist per l’accorrente numero 10 col quale batteva imparabilmente il portiere nerazzurro mettendo lob nell’angolino opposto. Tre a zero e partita virtualmente finita già al 10’ della ripresa.

Dopo due minuto soltanto, arriva la quarta segnatura per i ragazzi di Parlato: Giunta riconquista palla a centrocampo, triangola con Cuffa e, in corridoio lancia Tirelli che insacca per il quattro a zero. A questo punto questa contro il Rieti è da ritenere una disfatta annunciata al cospetto di una squadra che segna ad ogni azione mentre il Latina non è riuscito ad oltrepassare il centrocampo avversario per tutta la durata della partita.

Un’umiliazione così cocente è inverosimile se consideriamo che al 15’ i reatini portano a cinque le segnature. Questa volta Tirelli vede Marcheggiani solo soletto in area e lo serve per un gol facile facile come bere un bicchiere d’acqua.

La domanda sorge spontanea: questo sarebbe il Latina che deve tornare in serie C? Questo è il Latina che dovrebbe portare almeno 1500 tifosi al Francioni? Questo è il Latina dei latinensi? Non lo crediamo. Anzi, sarebbe il caso di comporre il numero di Gabriele Martino, unico Direttore Generale libero in circolazione e, di concerto al grande Gabriele, trovare una squadra vera con un allenatore vero. Il resto è uffa e se i dirigenti pontini non avessero questo importante recapito telefonico, lo possiamo fornire noi di Latinasport.info.

E per non farsi mancare nulla, Tirelli si procura il rigore per impinguare il risultato: il 6 a 0 tennistico è servito da Scotto che oggi segna una tripletta. Una partita senza storia per una Caporetto che deve far riflettere. Però, mentre dopo Caporetto l’Esercito Italiano si risollevò e risollevò le sorti della Grande Guerra, questi ragazzi, questa dirigenza e questi tecnici non sono in grado di risollevarsi da soli: serve il manico buono!


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Rieti-Latina 1932 debutto in Serie D. Le formazioni

Di Matteo Giovanni Troiani

Oggi alle 15 inizia la l’esordio in serie D.

I PREZZI-  I biglietti della gara  vanno dai 20 euro in tribuna d’onore al 5 del ridotto in curva. Prezzo medio, in tribuna laterale, 10 euro.

A dirigere la gara di oggi pomeriggio a Rieti è il livornese Pelegatti.

Le parole di Parlato:

“Intanto facciamoci un in bocca al lupo, ognuno per il suo ruolo. È la prima gara, ci teniamo a fare bella figura contro un avversario di tutto rispetto. Avere rispetto non significa avere paura, ma semplicemente evitare di sottovalutare l’impegno ed iniziare con un risultato pieno. La squadra è ancora in fase di apprendimento, stiamo cercando di trovare la quadra tra vecchi e nuovi, tra giovani e meno giovani per ottenere il massimo, ma chi andrà in campo darà il 100%. Ai ragazzi chiedo sempre di giocare in undici in ambo le fasi, essere partecipi in ogni momento. Latina? Bei ricordi d’infanzia, ero appena diciottenne e furono due stagioni positive, ma domani il mio obiettivo è un altro: batterla. La formazione? Mi sono fatto un’idea di massima, ma di solito io “partorisco” tra sabato sera e domenica mattina dopo un intenso travaglio”.

Rieti (4-3-1-2) Scaramuzzino; Rossi, Biondi, Dionisi, Ispas, Giunta, Cuffa, Luciani, Tirelli, Scotto, Marcheggiani. All. Parlato.
Latina (4-2-3-1) Bortolameotti, Belvisi, Vona, Cossentino, Rizzo; Barberini, Catinali; Cittadino, Rabbeni, Natale, Iadaresta. All. Chiappini.