Latina, mancano poche ore all’ora ‘’X’’. Ma sarà serie D

 

 

Latina 1932 (o giù di lì) facciamo il quadro della situazione? Antonio Pezone ha sbattuto la porta dicendo ‘’arrivederci all’anno prossimo, forse’’. Con lui è andato via Pino Selvaggio, l’unico che sapeva di calcio ‘’vero’’ in un ginepraio di uomini e d’intenti che vanno e vengono come fossero all’autodromo di Vallelunga. E si vocifera che con entrambi sono svaniti trequarti dei soldi ‘’veri’’ che servirebbero per l’iscrizione alla Serie D. Tutte sciocchezze perché il bonifico è cosa fatta, secondo indiscrezioni. Anche se c’è il partito degli scettici che giura che soldi non se ne son visti. A chi credere? ”Tutto da rifare” diciamo noi perché ginepraio era e ginepraio è rimasto. Con l’aggravante che è entrata gente che di calcio non sa proprio nulla. Fare l’imprenditore di successo non significa saper fare il Presidente di Calcio di successo: sono due cose distinte, a sé stanti, diametralmente differenti. Specialmente in caso di Società Dilettantistica dove le cifre sono esigue e il lucro non è previsto. O meglio non sarebbe previsto in quanto lo spirito imperante dovrebbe essere quello decubertiano. Ma ritorniamo a bomba: esce Pezone e rientra Braca che si porta appresso Terracciano il quale chiama Tucciarone. Ci siamo persi qualcosa nel frattempo? Eh sì, perché all’appello mancherebbero Cavaricci e Leonardi, quest’ultimo dato come Presidente della nuova SSD a r.l. Invece ora le solite voci indicano che il Presidente potrebbe essere Braca e non più Leonardi. Insomma a sole 23 ore all’ora ‘’x’’ questa società non sa come sarà strutturata, non sa se ci sono i 200mila euro per iscrivere il ginepraio – hops, la società – e non si sa chi riceverà i galloni di Presidente e di Vice Presidente, nonché quelle di Medico Sociale, Direttore Sportivo e Direttore Generale. E l’allenatore, chi sarà l’allenatore? E i giocatori, dove sono i giocatori? E la preparazione, quando sarà e dove sarà svolta la preparazione precampionato? E i soldini ‘’veri’’, quella cifra che va dai quattrocento ai seicentomila euro per ‘’assicurare un campionato quantomeno dignitoso’’, dove sono? O credono di poter trovare undici ragazzetti che vanno a giocare senza pretendere un rimborso spese di almeno 10mila euro annui ciascuno? Oppure di non pagare alberghi, ristoranti, divise sociali, affitto dello stadio, spostamenti con i torpedoni per le trasferte? Così è se vi pare ma ce la farà perché ce la dovrà fare: i latinensi non si meritano ulteriori… lungaggini…!

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