Santa Messa a Suffraggio del Generale Pilota Pasquale Santamaria Maurizio

03-08-2016 / 03-08-2017

E’ passato un anno esatto da quando il

Generale Pilota dell’Areonautica

Pasquale Santamaria Maurizio

ha lasciato questo mondo per continuare a volare lassù nel cielo più blu

I figli Daniele, Annarita e Francesco e la Moglie Marcella

annunciano

che  sarà celebrata una Messa a suffragio alle 18.30 di oggi 3 Agosto 2017

presso la

Chiesa di S.Maria Goretti di Latina

La città di Latina, i tifosi della squadra nerazzurra, le Redazioni di “Latinaeventi”, “LatinaSport”, “Reggina Club Condemi Natale” di Latina si stringono nel dolore del nostro carissimo amico Daniele Santamaria Maurizio e, con forte commozione, esprimono il cordoglio che rimane intatto benché sia passato un anno dalla grave perdita del tuo caro papà.

Quando una persona cara ci lascia, un pezzo del nostro cuore ne va definitivamente con lei. Possa il suo ricordo colmare questo vuoto.

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FINALMENTE, BASTA RESTRIZIONI NEL CALCIO

 

 

Per quest’anno non potrà interessare i tifosi e gli appassionati del Latina, ma da qui a tre anni potranno cambiare tante cose.

La ‘’famigerata’’ tessera del tifoso sembra avere le ore contate. Il ministro dell’Interno ha dato, infatti, l’incarico al Presidente dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, di concerto con la Figc, di verificare se sussistano le condizioni per realizzare un rinnovato modello di gestione degli eventi calcistici, in grado di realizzare la finalità “Calcio = Passione, Divertimento, Partecipazione”.

Lo scopo del Viminale sarebbe quello di recuperare la «dimensione sociale del calcio, di favorire il ritorno delle famiglie allo stadio, il contenimento dei costi sociali, il conseguimento di una sostenibilita economica – gestionale del sistema». Tutto questo sarebbe fattibile, perché secondo il monitoraggio compiuto nel corso della passata stagione calcistica, su 2.044 partite a livello professionistico, solamente 302 sono state valutate a rischio (il 14,7%). E si tratta di un dato consolidato e in linea con quelli degli ultimi anni.

Insomma, ci sarebbero tutti i presupposti per rivedere il protocollo d’intesa che era stato stipulato nel 2011 quando la tessera del tifoso fu introdotta. Ma per arrivare alla sua completa eliminazione dev’essere rispettato un iter di lavori e di interventi strutturali e organizzativi, che dovrà partire dopo la sottoscrizione di un nuovo protocollo (sono in corso e in programma incontri e riunioni).

Il tutto in tre anni. Dovranno essere rivisti il sistema di ticketing, con una conseguente responsabilizzazione delle società sportive (alcune società sono già in possesso della bozza del nuovo testo), l’impiantistica con la riduzione delle barriere e la responsabilizzazione degli spettatori e i servizi di stewarding.

In particolare, con l’abolizione della tessera del tifoso, sarebbero le società a dover emettere carte di fidelizzazione, mentre la sottoscrizione dell’abbonamento o l’acquisto del biglietto non saranno più subordinati al possesso della tessera.

Solamente nelle gare considerate a rischio, l’Osservatorio potrà disporre limitazioni ad hoc. In questo nuovo sistema, le società dovrebbero organizzare le proprie politiche di emissione dei ticket e degli abbonamenti facendo sottoscrivere ai propri tifosi un codice etico da rispettare.

La violazione delle sue norme comporterebbe, quale meccanismo di autotutela, la sospensione o il ritiro del gradimento della persona da parte della stessa societa per una o piu partite. Insomma, una piccola rivoluzione che responsabilizzerebbe maggiormente tutti i soggetti coinvolti e che consentirebbe il rilancio di una figura che oggi è ancora un oggetto misterioso per i più: quella dello Slo (acronimo che per il Supporter liaison officer), che avrà il compito di mediazione strategica tra tifosi e società.

Ma perché tutto questo si realizzi e per rivedere sugli spalti anche supporters che da anni avevano vi rinunciato proprio per non essere “schedati” dalla tessera del tifoso – molti ultras hanno fatto questa scelta – bisognerà attendere ancora tre anni.

Le Questure interessate a tale ‘’cambiamento epocale’’ stanno ovviamente attendendo comunicazioni e di conoscere dal Viminale gli eventuali passi da compiere.

Latina, mancano poche ore all’ora ‘’X’’. Ma sarà serie D

 

 

Latina 1932 (o giù di lì) facciamo il quadro della situazione? Antonio Pezone ha sbattuto la porta dicendo ‘’arrivederci all’anno prossimo, forse’’. Con lui è andato via Pino Selvaggio, l’unico che sapeva di calcio ‘’vero’’ in un ginepraio di uomini e d’intenti che vanno e vengono come fossero all’autodromo di Vallelunga. E si vocifera che con entrambi sono svaniti trequarti dei soldi ‘’veri’’ che servirebbero per l’iscrizione alla Serie D. Tutte sciocchezze perché il bonifico è cosa fatta, secondo indiscrezioni. Anche se c’è il partito degli scettici che giura che soldi non se ne son visti. A chi credere? ”Tutto da rifare” diciamo noi perché ginepraio era e ginepraio è rimasto. Con l’aggravante che è entrata gente che di calcio non sa proprio nulla. Fare l’imprenditore di successo non significa saper fare il Presidente di Calcio di successo: sono due cose distinte, a sé stanti, diametralmente differenti. Specialmente in caso di Società Dilettantistica dove le cifre sono esigue e il lucro non è previsto. O meglio non sarebbe previsto in quanto lo spirito imperante dovrebbe essere quello decubertiano. Ma ritorniamo a bomba: esce Pezone e rientra Braca che si porta appresso Terracciano il quale chiama Tucciarone. Ci siamo persi qualcosa nel frattempo? Eh sì, perché all’appello mancherebbero Cavaricci e Leonardi, quest’ultimo dato come Presidente della nuova SSD a r.l. Invece ora le solite voci indicano che il Presidente potrebbe essere Braca e non più Leonardi. Insomma a sole 23 ore all’ora ‘’x’’ questa società non sa come sarà strutturata, non sa se ci sono i 200mila euro per iscrivere il ginepraio – hops, la società – e non si sa chi riceverà i galloni di Presidente e di Vice Presidente, nonché quelle di Medico Sociale, Direttore Sportivo e Direttore Generale. E l’allenatore, chi sarà l’allenatore? E i giocatori, dove sono i giocatori? E la preparazione, quando sarà e dove sarà svolta la preparazione precampionato? E i soldini ‘’veri’’, quella cifra che va dai quattrocento ai seicentomila euro per ‘’assicurare un campionato quantomeno dignitoso’’, dove sono? O credono di poter trovare undici ragazzetti che vanno a giocare senza pretendere un rimborso spese di almeno 10mila euro annui ciascuno? Oppure di non pagare alberghi, ristoranti, divise sociali, affitto dello stadio, spostamenti con i torpedoni per le trasferte? Così è se vi pare ma ce la farà perché ce la dovrà fare: i latinensi non si meritano ulteriori… lungaggini…!

Il blasonato Ancona è fuori dalla Serie D. Il Latina ha tempo fino a domani

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L’SSD a r.l. ”Latina 1932” farà innegabilmente fatica ad iscriversi al massimo campionato dilettantistico italiano ma non crediate sia l’unica società ad aver serissimi problemi. Proprio ieri è stata, infatti, diramata l’ufficialità della scomparsa dell’Ancona, una notizia che fa sempre e comunque effetto: il comprovato blasone, tanti campionati di serie A, B e C non sono bastati a salvare dal fallimento una società che in questi ultimi anni ”ne ha vissute di ogni”. Con l’esclusione dal prossimo campionato di Serie D esecutata dal Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti si apre, paradossalmente, una nuova era per l’Ancona: adesso il futuro più verosimile ed auspicabile, sarebbe quello di ripartire dal campionato di Eccellenza con una società nuova, sana e priva di debiti.

Per inciso, il mancato accoglimento del ricorso presentato dal club dorico alla bocciatura della Co.Vi.So.D. è dipeso – come si evince dal comunicato ufficiale – dalla mancata effettuazione dei versamenti relativi all’iscrizione, nonché per la mancata presentazione della fidejussione bancaria e per la sussistenza di debiti nei confronti dei tesserati come certificato da dichiarazione della Co.Vi.So.C. Insomma, il club aveva presentato esclusivamente la domanda di iscrizione senza alcuno dei fondamentali documenti allegati. Una pretesa senza né capo né coda.

Il Latina non sta certamente trascorrendo giorni migliori. Per il neonato sodalizio sarà una drammatica corsa contro il tempo e c’è da ritenere che entro la giornata odierna si possa concludere tutto l’iter burocratico e presentare il ”malloppo” (completo e quindi idoneo) a partecipare al torneo di Serie D (e non come hanno fatto gli sprovveduti dirigenti del dissestato club biancorosso anconetano). Queste incombenze obbligatorie a strettissimo giro di lancette – diciamolo chiaramente – rappresentano il ”peso minore”. Infatti c’è da allestire due compagini (una per la prima squadra e l’altra per la selezione giovanile della Juniores obbligatoria per la categoria), sperare che Chiappini accetti il ruolo di allenatore, scoprire un Direttore Sportivo ed altre importantissimi ”commistioni di commissioni” che sembrano ”cose” normali ma che, invero – a poche settimane dall’inizio del torneo di serie D – sembrano (e sono) ostacoli insormontabili. Dove andrebbe a scovare 50 barra 60 giocatori il buon Chiappini di cui questa redazione ha una profonda stima sia come uomo che come sportivo?

Siamo costretti a scrivere sempre le solite cose e sinceramente ci siamo alquanto scocciati. Per questo siamo arci-contenti di essere all’epilogo di una telenovela (una sorta di ”Un posto al sole”) che ha tenuto col fiato sospeso un’intera città.

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