Domani su IRIS Tv ”Bologna 2 Agosto… i giorni della collera”

OGNI MARTEDI DALLE ORE 11.30 SU IRIS TV  

ch 22 del digitale terrestre

SGUARDO D’AUTORE

Tanti sono i registi che hanno reso grande e importante il cinema italiano. Molti di loro hanno conquistato premi e riconoscimenti


 

Domani Martedì 1 Agosto  nell’ambito di ‘’Sguardo d’Autore’’ l’importante Tv del Gruppo Mediaset – ch 22 Digitale Terrestre – ha in programmazione:

’Bologna 2 Agosto i giorni della collera’’ 

film diretto da Daniele Santamaria Maurizio, in coregia con Giorgio Molteni, Produttore Virginio Moro per la Telecomp Planet Film Production, società di Latina.

 

 

 

 

BOLOGNA 2 AGOSTO… I GIORNI DELLA COLLERA

Regia: Daniele Santamaria MaurizioGiorgio Molteni.

Con Antonio SerranoEnrico MuttiFabrizio GianniniGiuseppe MaggioLorenzo De AngelisLorenzo Flaherty. Anno: 2014 

 

 

Il Film, uscito nelle principali  sale cinematografiche italiane esattamente il 29 maggio 2014, è stato magistralmente girato tra Latina, Roma, Padova ed ovviamente Bologna. La strage del 2 agosto 1980, che costò la vita a 85 persone, così come le figure di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, terroristi dei N.A.R. condannati per la strage, non erano mai stati al centro di un lungometraggio. Ci ha pensato per la prima volta – e con un coraggio da definire leonino – Daniele Santamaria Maurizio per la prima alle prese con la direzione con la regia di un lavoro così importante e Giorgio Molteni, autore di diversi film, ma noto soprattutto per aver diretto numerose fiction (tra cui La squadra 1Un posto al soleCentovetrine),

‘’Bologna 2 Agosto… I giorni della Collera’’ non è un semplice film e non può essere classificato neppure come un documentario. E’ un qualcosa in più, molto di più: quella raccontata da Santamaria Maurizio e Molteni  è la storia cristallina (perché s’impegna di raccontare la verità ‘’vera’’) e – in un certo senso – sconcertante della strage di Bologna. Attraverso la messa in scena di uccisioni, rapine, pestaggi e crimini di estrema atrocità, così com’è avvenuto nella realtà,  il film ricostruisce l’atmosfera di terrore e di follia degli anni di piombo, fino ad arrivare a narrare la strage più efferata dal dopoguerra, quella della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 che causò la morte di 85 vittime innocenti e 200 feriti.
La pellicola diretta da Daniele Santamaria Maurzio con la coregia di Molteni, prodotta e distribuita da Virginio Moro per la Telecomp Planet Film Production, giunge a colmare un vuoto e un silenzio che una società civile fondata su principi democratici non può permettersi di avere. Il suo scopo non è quello di dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, l’intento degli autori è quello di narrare alcune vicende, ricostruire il clima di terrore di quegli anni, affinché quei feroci avvenimenti non vengano dimenticati. Nel cast annoveriamo artisti del calibro di Giuseppe Maggio, Marika Frassino, Lorenzo De Angelis, Robert Calabrese, Tatiana Luter e, per una partecipazione speciale, Martina Colombari e Lorenzo Flaherty.

La giornata dedicata alla memoria del 2 agosto non sarà una giornata qualsiasi: 37 anni da quel terribile evento, non sono passati invano. A Virginio Moro che ha prodotto e distribuito un Film di tale livello storico senza alcun precedente, crediamo, debba essere grata l’Italia intera.” Esordisce il co-regista Daniele Santamaria Maurizio. ”Quelle 85 vittime e gli oltre 200 feriti, grazie a questo film non subiranno la scure del tempo che sbiadisce il ricordo ma continueranno a vivere nella memoria di ciascuno di noi. Personalmente sono orgoglioso di aver esordito firmando questo film con Giorgio Molteni e curandone la direzione.

Daniele Santamaria Maurizio è, come risaputo, uno stimatissimo Principe del Foro e penalista di successo. Conosciuto nella città pontina anche come grande appassionato di sport e grande tifoso del Latina, quando indossa le vesti di regista e direttore, mantiene il suo carisma e tutta la sua professionalità. Sentitelo: “Quel pensiero che mi mosse a scrivere questo film coadiuvato anche dall’abilità di Fernando Felli che ne confezionò la sceneggiatura, non era destinato a restare un semplice pensiero, se avremo, come crediamo, contribuito a sollevare le coscienze di un Paese intero dal sonno che spesso avvolge il suo passato, il merito è di tutti, attori e quanti hanno fattivamente sostenuto un cammino periglioso di un progetto rispetto al quale i favori dei pronostici erano pari a zero. Non resta che stringerci martedì 2 Agosto intorno al dolore che Bologna dignitosamente sopporta ma non dimentica“.

Il regista Daniele Santamaria Maurizio, insieme allo sceneggiatore Fernando Felli, ha dichiarato di essersi attenuti agli atti dei processi che hanno portato alla condanna di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti (i due terroristi di estrema destra accusati della strage di Bologna); e sulla discutibile scelta di non utilizzare i nomi veri dei protagonisti di allora hanno argomentato che “è stata presa con la produzione. Non volevamo correre il rischio ci venisse negata l’autorizzazione al film. Questo ha comportato che Mambro sia diventata Antonella De Campo, mentre Fioravanti sia Alverio Fiori. La condanna a Fiori De Campo diventerebbe quasi una battuta tristemente comica, se il dolore dei familiari delle vittime e l’ombra di quegli 85 morti e 200 feriti non fossero un peso sulla coscienza di chi guarda che Gelli sia nominato solo come il Professore e Mario Amato, il magistrato ucciso dai N.A.R., sia ribattezzato Daniele Torrisi e così via…”

A scandire le azioni efferate del gruppo criminale, guidato da Fiori e da De Campo, compaiono immagini di repertorio e cronache dei telegiornali dell’epoca che vanno ad intrecciarsi anche con la storia di personaggi di fantasia e viene così inserito in modo artefatto tre falsi storici: un magistrato (Lorenzo Flaherty) ed una giornalista (Martina Colombari) – che, a un certo punto, sono travolti da una storia d’amore  – e, soprattutto, una terrorista che decide di costituirsi. Nella realtà tutto questo non succede e non sarebbe potuto succedere ma la necessità di sceneggiatura ha imposto tale “finzione”.

In questo scenario – interpretato con maestria da Flaherty e dalla Colombari – dove una ferita ancora aperta e lacerante della storia d’Italia viene enfatizzata abilmente, costruendo un confine tra dramma, cronaca e finzione, ritorniamo a quella frase sopra nominata. E’ una frase messa in bocca al “professore”, alla fine degli anni 70 (dopo Piazza Fontana, Piazza della Loggia, dopo sequestri e uccisioni), durante un colloquio privato con un magistrato preoccupato di una possibile strage e delle temibili conseguenze ad opera di gruppi estremisti.“Qui in Italia non succederà nulla.” Dal punto di vista del “professore”, la frase non fa e non può fare una grinza perché sintetizza in modo perfetto quanto le stragi del tempo furono compiute e agevolate da un sistema bacato e teso ad annichilire e distruggere un’Italia in piena evoluzione sociale e culturale. “Questa frase, insieme alla storia d’amore tra il magistrato e la giornalista, rappresentano la pietra miliare di un nuovo modo di fare cinema, miscelando in un modo funzionale la finzione e la realtà. La storia non può e non deve essere stravolta, è vero. Pur tuttavia un regista, per raccontare la verità, si appiglia a finzioni infarcite di vita quotidiana: il magistrato così come la giornalista, il terrorista o il pentito possono avere una loro normale vita quotidiana. Noi abbiamo voluto raccontare questo. ”

Per non dimenticare, occorre una presa di coscienza e una testimonianza. Anche alla luce di quanto sta uscendo allo scoperto proprio in questi ultimissimi giorni. Una domanda è d’obbligo:  è giusto continuare a nascondere ai cittadini quanto accadde nel nostro paese nell’estate del 1980? A distanza di tanti anni, oggi che il regime di Gheddafi si è dissolto nel nulla e molti dei protagonisti politici italiani dell’epoca sono passati ad altra vita, sussistono esigenze di segretezza sul legame che legherebbe il terrorismo palestinese alla strage alla stazione di Bologna? Stando ai documenti del centro-Sismi di Beirut relativi al biennio ‘79-80 custoditi incredibilmente ancora sottochiave al Copasir verrebbe da dire di sì visto che la verità documentale stravolgebbe completamente – e capovolgerebbe – la verità giudiziaria passata in giudicato. Verità giudiziaria, per quanto riguarda la pista palestinese, archiviata a Bologna dopo l’apertura di un’inchiesta a seguito di notizie rimaste coperte per più di vent’anni. Ma a 37 anni dal mistero dell’esplosione di Bologna escono dunque altre prove, clamorose, sulla «pista palestinese» opportunamente occultata dal nostro Stato e dai nostri servizi segreti per una indicibile ragion di Stato. Pista che si rifà alla ritorsione, più volte minacciata dai terroristi arabi, per la rottura del «Lodo Moro» (l’accordo fra i fedayn e l’Italia a non compiere attentati nel nostro Paese in cambio del transito indisturbato delle armi dei terroristi). Roba da far tremare i polsi che noi, in questa sede, non vogliamo trattare. Probabilmente sarà la trama di un altro film diretto dall’amico Daniele Santamaria Maurizio. Perché no?

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Titolo originale: Bologna 2 agosto… I giorni della collera
Nazione: Italia
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 98′
Regia: Daniele Santamaria Maurizio e Giorgio Molteni
Cast: Giuseppe Maggio, Marika Frassino, Lorenzo De Angelis, Roberto Calabrese, Tatiana Luter, Luca Biagini, Enrico Mutti, Lorenzo Flaherty, Martina Colombari, Antonio Serrano, Marco Di Stefano, Massimiliano Pazzaglia, Paolo Romano, Fabrizio Giannini, Gianni Federico, Guglielmo Guidi, Micol Azzurro, Lina Bernardi, Roberta Garzia, Raffaella Illiceto, Giovanni Buzzati, Piero Nicosia
Produzione: Telecom planet film production
Distribuzione: Telecomp Planet Film Production
Data di uscita: 29 Maggio 2014 (cinema)

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