‘’IL LATINA RESPIRA ANCORA!’’

‘’IL LATINA RESPIRA ANCORA!’’

 

 

Latina Curva Nord

A soli tre giorni da mercoledì 26 luglio, possiamo cominciare a cantare il ‘’de profundis’’: non c’è più davvero niente da fare per il Latina che i bollettini indicano come malato terminale. Dopo mesi e mesi di speranze, di trattative, di proclami e di disillusioni, il ‘’nostro’’ sta per estinguersi portando via con sé tutto quello che di buono ha fatto e, parimenti, tutto ciò che non è riuscito a portare a termine. Chi può dimenticare la sbornia di felicità per la promozione ai danni del Pisa, l’approdo in B, un anno – il primo – fantastico e carico di sogni? E tutti quei giocatori di una certa importanza che hanno calcato il terreno del Francioni? E le gesta di Olivera, l’astuzia di Viviani, l’arguzia di Valiani, le reti di Jonathas, le invenzioni di Morrone, le sgroppate di Ristovsky, i dribbling di questi e le piroette di quegli altri. I vari Crimi, Alhassan, Di Gennaro, Ujkani e poi ancora gente come Corvia, Dellafiore, Esposito, Bruscagin, addirittura Sowe, Sbaffo ed Insigne junior, quando li vedremo più nel capoluogo pontino? È tutto finito, attendiamo solo l’esalazione dell’ultimo respiro, quello definitivo, quello che chiude i conti con una realtà becera, frustrante e inaspettata fino allo scorso anno quando lo davano baldanzoso, bello, arcigno, forte, pieno di salute e carico di aspettative. Poi la malattia. Una malattia che lo ha reso fragile ed arrendevole, debole ed espugnabile. Una malattia che non gli ha lasciato scampo, che lo ha lasciato moribondo e solo con sé stesso. Per la verità qualcuno al suo capezzale c’è stato: da Benedetto Mancini a Ferullo, da Antonio Pezone al Sindaco Coletta hanno cercato di trovare un antidoto atto a far scomparire il male ma invano perché la malattia è più forte di qualsivoglia medicina, pozione, intruglio, sotterfugio e magheggio. E sì, perché qualcuno di questi avrebbe voluto comportarsi come ‘’Mago Merlino’’, qualcun altro si era assurto a grande ‘’scienziato’’, altri a semplici medici condotti. I risultati? Scarsi, scarsissimi, se non palliativi e terapie d’accanimento per allungare l’agonia e le sofferenze del moribondo.

Le cronache di queste ultime ore indicano l’interesse di un altro medico che ha intenzione di ‘’mettere una pezza’’. Questa volta di tratta del Presidente del PodgoraGiuseppe Mancini, pronto a mettere a disposizione il proprio titolo sportivo per le necessità del Latina che, a torto o a ragione, resta pur sempre la massima espressione calcistica della città. L’unico handicap, semmai, sarebbe il ripartire dal campionato Provinciale di Promozione a cui il Podgora milita tuttora. In una sua intervista ad un noto giornale di Roma ha detto: “Per quest’anno il cambio di denominazione non sarebbe possibile, però da giugno prossimo diventerebbe Latina. Ho avuto piena disponibilità a collaborare anche da tanti altri presidenti, se ognuno di noi mettesse un contributo potremmo ridare un futuro al calcio di Latina”.

È comunque una battaglia impari. Ed una corsa contro il tempo: il Latina, così come impone il regolamento federale, potrebbe realmente esalare il suo ultimo respiro entro le ore 18 di mercoledì 26 luglio 2017. Infatti se – entro quell’ora e quella data – qualcuno che ”per conto del Latina” non dovesse presentare una ”speciale” richiesta di iscrizione al campionato di Serie D – attraverso una ”speciale lista di riserva” istituita dalla Lega Nazionale Dilettanti per quelle società non aventi diritto – e, correlativamente, non versare le ‘’canoniche’’ 150mila euro di fondo perduto e di ulteriori 49.500 euro dovuti per la ‘’normale’’ iscrizione, per il Latina sarebbe la fine definitiva almeno per quest’anno. In città c’è qualcuno che ci crede ancora. D’altronde, fosse vero che gli imprenditori pontini si sono rimessi in moto dopo il ‘’niet’’ di Tavecchio a Pezone e, fosse vero che questi hanno già investito circa 500mila euro, il Latina sarebbe sulla buona strada. Ma non basta: le statistiche indicano, infatti, che ci vogliono almeno 800mila euro per presentarsi quantomeno credibili davanti alla Commissione Speciale della L.N.D.

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