Il Sindaco De Meo: “Qualcuno ci deve delle spiegazioni”. Tutti hanno ragione e tutti hanno torto

C’era da aspettarselo. Non sarebbe, infatti, potuta finire a tarallucci e vino, con una stretta di mano e con un ”grazie e arrivederci, sarà per la prossima volta”. Così come sarebbe stato ipotizzabile che Fondi ed i fondani fossero pronti a scendere sul piede di guerra. Ipotizzabile, immaginabile e opinabile. Addirittura giustificabile. Il primo cittadino della città di Fondi, Dottor Salvatore De Meo, in qualità di guida morale ed istituzionale del popoloso centro agropontino, ha organizzato una conferenza stampa per illustrare alla cittadinanza quali saranno le azioni che tenterà di portare avanti in questa delicata ”querelle”. Di seguito riportiamo le dichiarazione del Sindaco di Fondi durante l’incontro con i giornalisti e la ”gente” di Fondi e poi daremo un nostro personalissimo inciso: «Ho appreso dagli organi di informazione che il Sig. Antonio Pezone, subentrato alla guida dell’Unicusano Fondi Calcio, avrebbe fatto istanza alla F.I.G.C. di cambio denominazione, sede sociale e impianto di gioco, il tutto verso la Città di Latina. Gli organi di informazione riferivano inoltre che tali richieste sarebbero già state avallate e accolte dal Presidente della F.I.G.C. Carlo Tavecchio e che si attendeva la ratifica da parte del Consiglio Federale. A tal riguardo sono rammaricato di non essere stato informato dal nuovo Presidente della società di calcio fondana, anche perché negli incontri avuti nei giorni scorsi non mi ha mai rappresentato questa possibilità, giustificando le voci di stampa sulla base di una precedente richiesta fatta al Comune di Latina prima di chiudere l’accordo con la precedente proprietà. Il 7 Luglio scorso lo stesso Pezone aveva dichiarato in un’intervista radiofonica, poi ripresa da un sito internet, che la squadra avrebbe assunto la denominazione “Fondi” e che avrebbe disputato gli incontri nel nostro stadio. Al tempo stesso, il Sindaco di Latina correttamente mi riferiva di aver avuto contatti con il team di Pezone in quanto la nuova proprietà sarebbe stata interessata al trasferimento nel capoluogo del titolo di serie C. Non nascondo che in ragione dei sani valori che lo sport veicola mi sarei aspettato maggiore chiarezza e franchezza. Comprendo che il calcio professionistico sia anche interesse economico ma credo che la nuova proprietà avrebbe dovuto rappresentare questa sua esigenza, così come ha fatto in merito alle giovanili, cercando una condivisione per giungere a soluzioni diverse. Di certo non posso accettare che si dica che la città non abbia accolto la nuova proprietà: qualcuno forse pensa che i social siano lo specchio della vita reale, ma per fortuna non è così. Né posso accettare che la tradizione calcistica locale possa essere azzerata dalla sera al mattino senza neppure aver avuto un confronto nel merito con chi è subentrato alla precedente proprietà, con la quale egli aveva condiviso di proseguire il progetto sportivo fondano seppure con modalità diverse rispetto al passato. Per tutte queste ragioni, nei giorni scorsi ho scritto al Presidente F.I.G.C. Tavecchio e al Presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico – Lega Pro, Gravina, per rappresentare tale rammarico, con richiesta di un incontro urgente per poter meglio comprendere e approfondire i termini della questione, soprattutto alla luce delle normative federali, auspicando che si voglia scongiurare l’eventualità che la Città di Fondi resti priva di una squadra di calcio».

Non vogliamo, non possiamo e non dobbiamo commentare queste parole proferite con una compostezza che fa onore alla città ed alla popolazione di Fondi. Potremmo, tutt’al più, affermare – senza temere smentite di sorta – di essere davanti ad un pastrocchio senza pari. Pastrocchio che, ad ogni buon conto, fa parte del mondo del calcio. Per tale motivo vogliamo e dobbiamo esimerci dal puntare il dito contro chicchessia: in tutta ”questa storia”, a nostro parere, è vero che tutti vogliono aver ragione e tutti vorrebbero scansare il torto, ma è parimenti vero che esiste un ”dio pallone” capace di stravolgere qualsiasi forma di rispetto, pronto a calpestare ogni regola e predisposto a far cogitare solo e soltanto per profitti e perdite. E che fa passare dalla parte del torto anche coloro che credono di essere nel giusto. Pezone, insomma, si sarà fatto quattro conti e, siccome è tutt’altro che stupido, ha pensato bene di ”emigrare” in una città (Latina) che per quattro anni ha assaporato il calcio d’un certo livello. ”Millecinquecento spettatori?” avrà detto tra sé e sé. ”Sempre meglio che centocinquanta”. Ed ha risposto con un ”Obbedisco perché mi conviene” alla chiamata di Coletta che, nel frattempo, non riusciva a mettere d’accordo quattro imprenditori nel costituire una semplicissima ”Associazione Sportiva Dillettantistica” con l’intento di salvare il calcio a Latina. In tutta questa storia Pezone ha torto marcio ma dal canto suo ha ragione da vendere. Coletta che da quando si è cacciato n questo guaio di fare il Sindaco ha sempre ha avuto torto, in questo caso ha avuto solo fortuna. Ed anche il Sindaco De Meo ha ragione da vendere ma ha il torto di non essere andato a fondo della situazione, di documentarsi, di parlare e di farsi sentire. Telefonate, incontri, rendez-vous? I bei tavoli di concertazione di una volta (con la presenza dei tifosi) dove sono andati a finire? Ed hanno ragione anche i tifosi del Latina che potranno assistere a partite di serie C anziché di Serie D. Il torto, invece ce l’ha il popolo di Fondi che si è comportato da credulone nei confronti di Pezone e dei suoi interessi economici. I fondani, insomma, hanno creduto che da lì a poco sarebbe cambiato il vento. Invece sono rimasti senza una squadra di calcio. E, come se non bastasse, è doveroso muovere un altro ”j’accuse”: due anni fa, in tutto il campionato di D, l’Unicusano ha ”portato” tanti spettatori quanto il Rende (del mio amico Fabio Coscarella), per fare un esempio, li ”fa” mediamente in una partita. Per non parlare dello scorso anno in C: ventidue paganti contro la Vibonese in un incontro che avrebbe regalato il sogno dei play off a Pochesci e soci. Lo sappiamo cosa state pensando: ”Non significa niente”… Noi rispondiamo che non vogliamo, non dobbiamo e non possiamo credere alle favole. D’altronde non ci hanno creduto neppure le alte sfere dell’Unicusano – cominciando da Ranucci – perché mai ci avrebbe dovuto credere Pezone?  Nonostante tutto, siamo consapevoli che in tutta ”questa storia” i più defraudati – dal punto di vista morale e non solo – sono i fondani a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà.    

RACING-CLUB-PEZONE-ANTONIO

di Salvatore Condemi per:

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