Serie C, troppe società irregolari

Serie C, troppe società irregolari

di Basilio Gaburin per http://www.latinasport.info testata giornalistica online

Noi di Latinasport.info amiamo (anzi, odiamo) la definizione ‘’stillicidio” che, etimologicamente significa ‘’lento e costante gocciolamento il cui rumore provoca fastidio e, in qualche caso, la morte’’. Mettetevi per ‘’anni e anni’’ sotto una goccia che cada nello stesso posto del corpo. Poi ci direte. E sembra non avere fine lo “stillicidio” delle squadre che per una o per l’altra causa non hanno l’autorizzazione a partecipare alla Lega Pro che da quest’anno ritornerà a chiamarsi Serie C. Il dato oggettivo che balza agli occhi maggiormente è riferito al numero delle squadre ‘’irregolari’’ che di anno in anno aumenta in modo esponenziale come se ci fosse una sorta di maledizione oppure – e propendiamo per la seconda ipotesi – ci sia qualcosa che evidentemente non va nel sistema calcio. Troppi o troppo pochi soldi che girano intorno al calcio per così dire ‘’marginale’’ oppure la colpa è da iscrivere ad un dilettantismo dilagante e quindi ad una incapacità gestionale di gente che s’inventa il ruolo di Presidente di una società di calcio che è nel contempo un’azienda a tutti gli effetti? La verità sta nel mezzo, naturalmente. E si auspica che le autorità federali preposte, facciano un’attenta analisi rispetto a questa annosa ed atavica problematica, mandino a casa gli pseudo-impresari e, soprattutto, operino secondo coscienza. Come per ogni cosa terrena.

Ma ritorniamo a bomba. La Covisoc ha bocciato la Juve StabiaArezzo, Modena e Fidelis Andria, che si aggiungono alla già esclusa Como. E poi all’Akragas, la Maceratese, il Mantova ed il Messina, con queste ultime quattro escluse temporaneamente per ritardo nel pagamento della fidejussione. E’ vero che questi sodalizi potrebbero essere ancora riammesse – come la stessa Juve Stabia, bocciata per il ritardo della presentazione al tribunale della dilazione del debito con l’erario – ma è pur vero che secondo le norme vigenti, ripartirebbero con fortissime penalizzazioni.

Nella peggiore delle ipotesi, potrebbero essere 10 i posti “liberi” tra i professionisti, a cui tenteranno la scalata diverse società di D che aspettano il 14 Luglio, termine ultimo della regolarizzazione dei conti, per l’assalto definitivo alla Serie C. Anche se, va detto, molte società non intendono spendere ben 350mila Euro che danno l’agio a partecipare ad un campionato che, a tutti gli effetti, risulta più difficile della serie B. Avete letto della campagna acquisti dell’Alessandria? Avete seguito su www.calciomercatolive.net che squadroni stanno allestendo il Matera, il Lecce, il Catania, la Reggina, il Cosenza, la Casertana, il Gubbio, il SudTirol, il Pordenone e via via tutte le altre? Una Nocerina, con tutto il rispetto per i tifosi rossoneri e per la città di Nocera Inferiore, perché dovrebbe rischiare di spendere tutti quei soldi per poi dover ritornare in serie D come hanno esattamente fatto il Taranto ed il Lumezzane durante lo scorso campionato?

Come si è potuto facilmente evincere, nella lunga e (quasi) funerea lista, manca il Latina. Latina che si potrà presentare ai nastri di partenza di questo campionato di Serie C con la sua tradizionale maglia a strisce nere e azzurre, con il suo logo dove campeggia il Leone di San Marco e con il suo tempio – il Domenico Francioni – aumentato di ben duemila posti. Tutto ciò grazie ad un pontino di Borgo Montello che di nome fa Antonio e di cognome Pezone ed un Sindaco che ha cominciato a riprendere fiato. L’unica nota stonata: la classe imprenditoriale inesistente o comunque marginale, quasi avulsa, insofferente ed indifferente rispetto ai problemi della città. Ora noi non conosciamo esattamente il pool di persone che farà parte della società sportiva latinense appena nata (anche qui ci sarebbe da aprire un dibattito ma lasciamo perdere) ma non possiamo non ringraziare Braga e Napolitano che, secondo indiscrezioni trapelate a mezza voce, hanno caldeggiato, spinto e voluto questa bella parentesi di vera appartenenza alla città di Littoria.

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