Altro colpo Latina Basket, dalla Serie A1 arriva Marco Laganà

Altro colpo Latina Basket, dalla Serie A1 arriva Marco Laganà

Tassello importante in casa Benacquista Assicurazioni Latina Basket, dove arriva anche Marco Laganà, playmaker classe 1993, proveniente dalla Leonessa Brescia, militante in Serie A1.  Laganà ha firmato un accordo biennale con il club latinense ed è molto contento della scelta: «Meglio di così non potevo scegliere».  

La Benacquista Assicurazioni Latina Basket è lieta di annunciare di aver siglato un accordo biennale con l’atleta Marco Laganà, che farà parte del roster nerazzurro nel campionato di Serie A2 Girone Ovest al quale prenderà parte il club del Presidente Lucio Benacquista. Laganà, playmaker classe 1993 per 197 cm di altezza e 84 kg di peso, si unisce ai giocatori confermati dalla scorsa stagione, Pastore e Allodi, e ai due nuovi arrivi Saccaggi e Tavernelli.

Marco Laganà: «Latina, il posto giusto per me. Meglio di così non potevo scegliere» – Abbiamo raggiunto Marco telefonicamente per chiedergli le sue prime impressioni sull’ingaggio e le motivazioni che lo hanno portato a scegliere il club nerazzurro e ha espresso ampiamente il suo entusiasmo: «Non ho avuto nemmeno un attimo di esitazione, Latina è sicuramente il posto migliore per me, esattamente quello che cercavo. Mi hanno parlato benissimo della società e della serietà che la contraddistingue. La presenza di coach Gramenzi, con cui ho giocato contro quando allenava a Ferentino e io giocavo a Biella e nel quale nutro molta fiducia, ha incrementato le mie motivazioni. Inoltre, il fatto di ritrovare coach Di Manno, che mi ha allenato nel periodo delle giovanili a Reggio Emilia, è una garanzia. Peppe è una gran brava persona e un tecnico esperto e sono felice di lavorare nuovamente insieme a lui». Marco ritroverà alla Benacquista anche un altro volto a lui noto: «Sono felice di ritrovare anche Giovanni Allodi, con cui ho condiviso due anni delle giovanili a Reggio Emilia. Sarà una bella esperienza ritrovarci ora nella seconda serie nazionale».

L’esperienza acquisita in Serie A1 –  Laganà  è un giocatore che ha vissuto l’atmosfera della Serie A1 fin dall’adolescenza indossando le maglie dell’Angelico Biella, della Pallacanestro Cantù e in ultimo della Leonessa Brescia nella parte finale dello scorso campionato. Questo suo importante percorso formativo gli ha permesso di crescere notevolmente dal punto di vista cestistico: «Il mio esordio nella massima serie nazionale è avvenuto con la maglia dell’Angelico Biella con la quale ho militato per due stagioni in A1 e una in A2 e, indubbiamente iniziare all’età di 17 anni ad allenarsi con atleti professionisti è stata un’esperienza importantissima. Mi è servito davvero molto per crescere, migliorare e acquisire sempre maggiori nozioni tecniche e tattiche. Anche gli anni trascorsi a Cantú sono stati determinanti dal punto di vista della formazione cestistica, così come  i tre mesi passati con la Leonessa Brescia nel finale di quest’ultima stagione mi hanno aiutato a riprendermi dall’infortunio che avevo subito».

La nuova avventura in nerazzurro – Marco Laganà non ha dubbi su quale sarà il suo obiettivo principale. «L’inizio del campionato è ancora lontano, le squadre si stanno ancora formando e per capire il reale livello del nostro girone e in generale di tutta la Serie A2, sarà necessario iniziare a giocare e a conoscere gli avversari, ma posso garantire fin da ora che mi impegnerò al massimo per lottare per la squadra e con la squadra puntando al raggiungimento degli obiettivi che la società si prefiggerà».

La carriera –  Nato in provincia di Reggio Calabria il 5 gennaio 1993, Laganà ha mosso i primi passi cestistici nel settore giovanile della Pallacanestro Reggiana trasferendosi poi alla Pallacanestro Biella dove è rimasto per  quattro stagioni prima di approdare alla Pallacanestro Cantù nelle cui file ha militato fino allo scorso gennaio. Terminata l’esperienza brianzola, Marco torna nella sua regione natia vestendo la maglia della Viola Reggio Calabria con cui, però, gioca soltanto cinque gare prima tornare nella massima serie nazionale con la neopromossa Germani Leonessa Brescia. Nel 2009 Laganà ha disputato gli Europei di categoria con la Nazionale Under 16; nel 2012 e nel 2013 gli Europei Under 20, questi ultimi vinti da capitano.

A Marco va il benvenuto in casa nerazzurra e un sincero e caloroso in bocca al lupo, per questa esperienza con la maglia della Latina Basket, da parte del Presidente Commendator Lucio Benacquista e di tutta la società pontina.

Donatella Schirra
Ufficio Stampa
Latina Basket


Marco Laganà con l’On. Alessandrò Nicolò in occasione della presentazione ufficiale a Reggio Calabria. Il cestista è approdato a Latina a titolo definitivo.

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IL REDAZIONALE DI LATINASPORT

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A TRAPANI CI SONO O CI FANNO?

di Salvatore Condemi

Sicuramente strategica e astuta la richiesta del Trapani. Il club siciliano ha, infatti chiesto di essere inserito nel Girone A del prossimo campionato di Serie C 2017/18.

La motivazione del Trapani è quella che i collegamenti aerei sarebbero migliori, anche sotto l’aspetto economico utilizzando gli scali aerei di Birgi (Tp) e Palermo, rispetto alle lunghissime trasferte in pullman per incontrare le squadre del Girone C. Si attende la risposta della Lega.

I quella zona occidentale della Sicilia, con il termine ‘’calunìa’’ si identifica una scusa, un pretesto, piuttosto che una scappatoia oppure un cavillo. Se il sodalizio siciliano che – ricordiamo – è appena retrocesso dalla serie B, ha proceduto ad una richiesta così eclatante non crediamo sia solo per un fattore logistico e non possiamo non esimerci dal supporre sia l’unica condizione oppure la sola causa scatenante. Infatti, se andiamo a leggere quello che sarà il Girone Meridionale del prossimo torneo di Serie C, ci salterebbero agli occhi società che non c’entrano nulla con questa categoria. Ci riferiamo ovviamente al Lecce, al Catania, alla Juve Stabia, e fors’anche al Catanzaro, al Cosenza, alla Reggina, alla Fidelis Andria ed al Matera ossia società che hanno blasoni e spettatori da platee ben più importanti di una ‘’semplicissima” serie C. Il Trapani, che nelle gare interne non riesce a portare allo stadio più di quattromila spettatori, soffre questo handicap non indifferente. Se andiamo invece a leggere i tabellini dei siciliani fuori casa – nei pochi anni in cui ha militato in cadetteria – siamo costretti ad annoverare quel mezzo migliaio di emigrati-supporters granata che giungono dalle città industriali del Nord Italia per incoraggiare i loro beniamini. Una cosa è giocare a Vibo Valentia ed una cosa è giocare ad Alessandria. Così come una cosa è giocare in casa dei bustocchi, dei monzesi oppure dei cuneesi rispetto a farlo in città come Monopoli, Caserta oppure a Pagani capaci di ospitare solamente qualche finanziere, postino, poliziotto o carabiniere di origini trapanesi.

Non vorremmo invece entrare nel merito dell’inferiore tasso tecnico che i ragazzi in casacca granata potrebbero incontrare nel Girone A. Prato, Carrarese, Renate, Lucchese, Piacenza, Pistoiese, Giana Erminia, Pontedera, Arezzo, Olbia, Livorno, Alessandria e la Viterbese non spaventerebbero nessuno, men che meno una discreta squadra come il Trapani, malgrado il fuggi-fuggi generale degli uomini più rappresentativi dopo la retrocessione. La riprova è data dalla pochezza tecnica dell’Alessandria (dei vari Celjak, Sosa, Gonzales, Cazzola, Branco e Bacalon) fattasi rimontare da una Cremonese che con quattro ragazzetti come Ravaglia, Marconi, Maiorino e Brighenti sono riusciti, loro malgrado, a conquistare la promozione diretta. L’unico che valeva qualcosina in quella formazione era un giocatore mediocre come l’ex Latina Pesce (e abbiam detto tutto). La domanda che, quindi, ci facciamo è: a Trapani ci sono o ci fanno?

 

Intanto, la Reggina 1914 comunica lo staff tecnico che affiancherà l’allenatore Agenore Maurizi nella stagione 2017/18:

Antonio Battistelli Allenatore in seconda
Carmelo Roselli Preparatore dei portieri
Valerio Zuddas Preparatore atletico

L’area medica continuerà ad essere curata dallo storico dottore amaranto Pasquale Favasuli.

(Comunicato stampa Reggina 1914)

E passiamo alla Vibonese che ha ufficialmente presentato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni per chiedere la riammissione in serie C.

Tale richiesta avviene in seguito alle note vicende che hanno registrato, secondo la società del presidente Caffo, alcune situazioni al quanto anomale e poco chiare in riferimento alla mancata presentazione di qualche società della fideiussione entro i termini stabiliti.

Questo il comunicato ufficiale pubblicato sul sito del Coni:

“Il Collegio di Garanzia dello Sport ha ricevuto i ricorsi, presentati, rispettivamente, dalla società U.S. Vibonese Calcio S.r.l. e dalla società S.S. Racing Club Roma s.r.l. contro la Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro), con notifica effettuata anche nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.), aventi ad oggetto l’impugnazione della comunicazione di diniego all’accesso agli atti da parte della Lega Pro, ricevuta, dalla prima ricorrente (Vibonese), in data 7 luglio 2017 (prot. n.4831/2017), e, dalla seconda ricorrente, in data 13 giugno 2017 (prot. n. 4193/2017).

Le società ricorrenti chiedono al Collegio di Garanzia di annullare il provvedimento di diniego emesso dalla Lega Pro e, per l’effetto, di consentire l’accesso agli atti come da istanza del 6 luglio u.s. (nel caso della Vibonese) e del 12 giugno u.s. (nel caso della S.S. Racing Club Roma), inoltrate dalle medesime ricorrenti ai competenti organi, per tutti i motivi esposti nei ricorsi in oggetto.

Tali ricorsi si aggiungono a quello già presentato dal Forlì, rispetto al quale sono, sostanzialmente identici”.

Redatto in collaborazione con Max Casile, Responsabile del sito http://www.regginaunicoamore.com – Rubrica collegata alla Testata Giornalistica LatinaEventi-Latinasport

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NOI NON SIAMO NAPOLETANI

NOI NON SIAMO NAPOLETANI

Napoli, la città più bella del sud, ha la propria squadra, il più bel tifo, un prorpio stadio e non ha mai fregato il titolo a nessuno.

“Fregare?”, sì, fregare.

La città più bersagliata dai luoghi comuni e di maldicenze su questo è inattacabile.

Eppure quante volte fieramente ci si erge a difensori dei costumi e della tradizione dichiarandosi poveri ma belli, severi ma giusti, puri e onesti?

Se il Latina prendesse il titolo di un’altra squadra, comprata da uno mentre l’atro era a Terni mentre che un altro ancora aspettava il momento buono, cosa saremmo?

Quante volte ci si lamenta, si recrimina, si denunica e adesso? Freghiamo il titolo ad altri? Togliamo lo sport alla gente.

“Quelli del sud della provincia praticamnete sono napoletani”, eccoci siamo noi ora i mariuoli da quattro soldi per non spendere tre per progetti seri.

Il calcio è della gente e di questi tempi, sembra incredibile dirlo, dovrebbe pur esserci un limite.

Serie D tutta la vita, ma con onore e fierezza, legittimati nel nome e nei colori.

E se ancora qualcuno avrà il gusto di offendere e sentirsi superiore sappia che la superiorità viene  dalle scelte che rendono veri uomini e veri tifosi.

Angelo Dolce