CATANZARO, SI APRE UNO SPIRAGLIO

CATANZARO, SI APRE UNO SPIRAGLIO

Catanzaro si mobilita ed i tifosi giallorossi possono ritornare a sperare. Un gruppo di imprenditori catanzaresi, infatti, nel primo pomeriggio di oggi, ha dato mandato a Tony Sgromo e Maurizio Mottola di Amato , di contattare l’avvocato dell’Us Catanzaro, Sabrina Rondinelli, la quale è apparsa disponibile a formare un tavolo comune con questa nuova cordata interessata esclusivamente a salvare uno dei simboli della città dei tre colli.

L’intenzione degli imprenditori sarebbe quella di rilanciare la squadra verso campionati più consoni al suo blasone ma è ovviamente presto per parlarne. Per il momento, al centro del confronto tra il legale e Sgromo e Mottola Di Amato ci dev’essere la sorte della società calcistica che vive un momento di difficoltà economica e gestionale che rischia di farla sparire dal panorama del calcio professionistico.

Sgromo e Mottola di Amato hanno avuto rassicurazioni sulla ricezione della documentazione contabile del sodalizio al fine di poter valutare l’eventuale acquisizione della stessa da parte di questo gruppo imprenditori catanzaresi. I due, inoltre, hanno manifestato forte ottimismo per una chiusura positiva della trattativa e hanno fatto sapere che ogni decisione sarà resa nota nei primi giorni della prossima settimana, certamente prima del termine ultimo per l’iscrizione, il prossimo 30 giugno. I tifosi del Catanzaro, quindi, possono tirare un sospiro di sollievo anche se la strada è ancora lunga e tortuosa.

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FONDI, DALLE STELLE ALLE STALLE

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L’Unicusano ha lasciato Fondi abbracciando Terni e portando con sè ben sette calciatori. I magnifici sette che hanno dato tanto a Fondi e che continueranno a darlo in Umbria. La Serie B è Serie B, è inutile negarlo e i Dirigenti dell’Ateneo non si sono fatti sfuggire questa grandissima ed irripetibile occasione per migliorare e migliorarsi. Così come le sirene della serie Cadetta hanno irrimediabilmente ammaliato gente come Signorini, Varone, Bombagi, Marino, Tiscione, Giannone ed Albadoro che non hanno esitato a seguire patron Ranucci. La serie B è serie B specialmente per chi nella cadetteria non ci ha mai giocato. I magnifici sette sono da comprendere e da assolvere con la formula pienissima: la principale ambizione di un giocatore di calcio è, d’altronde, quella di migliorare e di migliorarsi, di andare avanti, di firmare contratti sempre più onerosi. E’ giusto, fa parte della vita.

Questo fuggi fuggi quasi generale da Fondi ha portato ad esprimerci con un articolo di qualche giorno con cui abbiamo denunciato l’aria pesante della smobilitazione che si respira a Fondi nonostante l’entusiasmo del nuovo dirigente giunto in riva al Tirreno dalla Capitale a proseguire il lavoro cominciato da Ranucci e dal’Unicusano. Ma non è la stessa cosa. Non può essere la sessa cosa perché gente come i sette fuggitivi vale quanto tutta la rosa che si andrà ad allestire compreso la formazione Beretti. E quindi ci sarà da soffrire, mordere il freno e correre senza specchio e senza spocchia. Insomma dalle stelle alle stalle.

Probabilmente da quest’anno i Fondani si riavvicineranno alla propria squadra di calcio perché quando il gioco si fa duro coloro che hanno i calli nel posteriore scendono in campo. L’esperienza? Verrà da sè, batosta dopo batosta, sconfitta dopo sconfitta, boccone amaro dopo boccone amaro. E poi arriveranno le gioie. Come per ogni cosa. Auguri Fondi ne avrai bisogno.

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…QUESTA SERA TOCCA ALLA CASERTANA…

di Matteo Troiani per http://www.latinasport.info

Latinasport Channel da oggi conferisce spazio ed importanza alle tifoserie di squadre e società di calcio (e non solo) che, nella città pontina, danno una buona fetta di residenti. La Reggina è al primo posto non tanto per dare omaggio al nostro Diettore quanto per una massiccia presenza calabrese nella città littoriana. Altra comunità ben rappresentata è quella catanzarese, quindi vengono i cosentini. E poi ci sono i campani rappresentati dalle città di Caserta, Salerno e Benevento. Tralasceremo Napoli ed il Napoli perché, ovviamente, possono contare già su migliaia di siti a loro disposizione nella vicina città partenopea. Tratteremo anche del Messina, del Catania, del Trapani. E dal sito specializzato, http://www.calciomercatolive.net in fase di allestimento e dalla Pagina Facebook Calciomercato live, daremo spazio a tante altre società.

Questa sera cominceremo proprio dalla Casertana che da pochi giorni ha cambiato allenatore: Cristiano Scazzola che sarà coadiuvato dal secondo Marco Banchini. Non c’è molto entusiasmo attorno a questa squadra nonostante le buone prestazioni dello scorso anno che hanno permesso ai rossoblu di centrare l’obiettivo playoff.

Ripartire da quei calciatori che si sono messi in evidenza nel corso dell’ultima stagione per dare nuovo slancio al progetto tecnico: questa la parola della Casertana F.C. Qualche giorno fa è arrivata una firma importante. Il difensore Filippo Lorenzini, che era già legato ai falchetti fino 2018, ha messo nero su bianco il prolungamento di contratto che lo vedrà in rossoblu fino al 30 giugno 2019. C’è anche la firma di Giuseppe Carriero che ha raggiunto un nuovo accordo: per lui prolungamento del contratto che già lo vincolava ai falchetti ed adeguamento dell’ingaggio. Il mediano si lega, così, al club rossoblu fino al 30 giugno 2019.

E dopo le prime conferme, sembra molto vicino il primo rinforzo della Casertana 2017/18: si tratta del promettente attaccante della primavera dell’Avellino Luciano Arciello. Il ragazzo in carriera ha vestito le maglie di Altovicentino e Giana Erminia totalizzando 32 presenze, 9 reti e 9 assist. Un acquisto di prospettiva che conferma la volontà di costruire un gruppo fondato sull’esplosivo mix tra giovani ed esperti.

 

Ringraziamo Vincenzo Ialenti per la collaborazione

 

 

LATINA: ANCHE OGGI FUMATA COLOR PASTELLO A POIS…

LATINA: ANCHE OGGI FUMATA COLOR PASTELLO A POIS…

Anche oggi una giornata poco frenetica, molto calda e senza alcun colpo di scena per il Latina calcistico. Come sempre. L’unico dato certo è che, alle 20.17 del 23 giugno 2017, a rappresentare la città in un campionato dilettantistico, risulta il Football Club Latina Monti Lepini. Il resto è aria rarefatta da affermazioni e smentite, ri-affermazioni e controsmentite. Tutte inutili per altro.

Ciò che sta succedendo a Latina ha del targicomico. Uno (chiamiamolo così perché non si conoscono realmente i partecipanti ai vari summit) dice che si può fare. L’altro (lo chiameremo così per lo stesso motivo di cui sopra) invece, mette i paletti e sostiene che non si può fare. Ma per far cosa? Per formare una semplice società di calcio che riparta dalla D? Per giungere al 6 di Luglio facendo spallcce e dicendo ”ci abbiamo provato?” Oppure per partecipare a quella terza categoria proposta da Mister Tomassi?

Da quello che s’evince da alcuni sussurri, i papabili partecipanti all’Associazione Dilettantistica sono ancora a “caro amico ti scrivo”; mentre le grida indicano che la stessa associazione aspetta l’O.K. del notaio. C’è evidentemente qualcosa che non va. E ci pare che tutto questo alone di mistero in cui è avvolta la ”querelle” è più frutto di una mancanza di volontà nel quadrare il cerchio piuttosto che si strafalcioneria degli attori principali. Non possiamo credere – infatti – che degli imprenditori avvezzi ad operazioni commerciali non sappiano gestire la più semplice delle trattative. Fatto sta che oggi ci sarebbe dovuto essere la fumata bianca e invece non si è vista neppure quella nera. Forse era a tinte pastello e magari con i pois…

A questo punto, il Sindaco Coletta, che in tutto questo ci ha messo la faccia, dovrebbe avere la compiacenza di adunare la città e spiegare in modo chiaro e definitivo cosa sta succedendo. Anche tramite Radio 조선민주주의인민공화국 (Chosŏn Minjujuŭi Inmin Konghwaguk) , organo ufficiale della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Ma lo faccia una volta per tutte. Almeno i latinensi, che non si meritano tutto questo, potranno conoscere il loro destino calcistico.

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REGGINA, BISOGNA STRINGERE I TEMPI

Ovvero ‘’O CIUCC PE’ SENZA NIENT…’’

L’allenatore è arrivato e il D.S. pure. E con una velocità inusitata per la Reggina che per antonomasia ha sempre cercato di fare le cose con calma e ponderatezza. Ben venga e buon pro gli faccia. Ora è tempo di mercato. Mercato, che, com’è noto, dev’essere parco e tutt’altro che oneroso: bisogna guardare al bilancio in un periodo di altissima recessione finanziaria; per giunta, all’orizzonte non ci dovrebbe essere un passaggio di consegne imminente tra la famiglia Praticò ed il gruppo E-Max per cui non è tempo di scialacquare ma trovare ragazzi validi ed a buon prezzo per cui, parafrasando il detto napoletano ‘’addà truvà nu ciucce pe’ senz nient’’, Basile dovrà fare di necessità virtù per scoprire e portare in rosa quegli elementi validi (ciucci) a poco prezzo. Se poi è a titolo gratuito è ancora meglio (pe’ senza niente). Ancora nulla di concreto. Si parla di Luca Ricci per la difesa mentre si allontana la pista che porta dalle parti dell’attaccante Gianmario Piscitella. In porta dovrebbe arrivare l’esperto Tommaso Cucchietti, classe ’98, anche se bisogna vincere la concorrenza del Cuneo. E spunta anche il nome del portiere rumeno Ionut Pop di proprietà della Roma ma quest’anno in forza alla Fidelis Andria dove ha collezionato 13 presenze. Abbiamo appena appreso che un’ala destra venticinquenne svincolatosi dal Monza, si sarebbe offerto alla Reggina: si tratta di Andrea D’Errico. Ambi destro, veloce e con un dribbling ubriacante, può giocare indifferentemente sia con il 3-5-2 che con il più classico 4-4-2.

Nel frattempo sta per iniziare la vera trattativa per la cessione del club dopo i primi contatti telefonici con il gruppo centro americano che fa capo alla società E-max. Secondo quanto riporta la ‘Gazzetta dello Sport’ per acquistare l’intera società serviranno 2,6 milioni di euro, cifra destinata ad aumentare con il protrarsi del tempo. Noi di Latinasport.info, sappiamo per certo che la famiglia capeggiata da Mimmo Patricò non ha alcuna intenzione di vendere l’intero pacchetto azionario almeno per il momento. Ecco perchè risulta necessario affrettare i tempi anche se è difficile prevedere una fumata bianca in un breve periodo.

 

OGGI L’INCONTRO DECISIVO PER IL LATINA?

OGGI L’INCONTRO DECISIVO PER IL LATINA?

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Oggi pomeriggio – a detta del quotidiano Latina Editoriale Oggi – sarebbe fissato  l’incontro decisivo per capire quanta forza avrà la cordata di manager che sta lavorando per non far sparire il calcio nel capoluogo dopo il fallimento dell’Us Latina Calcio.

Adesso – scrive il collega Terenzi – servirebbe un colpo di reni dei tre imprenditori che si sono fatti trascinatori e promotori dell’iniziativa, sempre sotto il monitoraggio del sindaco Damiano Coletta.

Dovrebbe essere tutto pronto, dunque, per chiudere finalmente il cerchio e dare un volto, un nome e soprattutto un inquadramento alla società che raccoglierà lo scettro del calcio cittadino. Oggi – continua il quotidiano – si discuterà di tutto a cominciare dalle cifre che ogni imprenditore ha deciso di investire nel progetto. Poi si parlerà dell’assetto societario: a quanto pare ci sarà una società per azioni con un cda composto da tre persone, vale a dire i tre soci fondatori che hanno trainato dall’inizio l’iniziativa. E poi si deciderà il presidente, che è stato già individuato ma che deve dare una risposta.

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”ANNAMO A VEDE LA REGGINA CH’E’ MEGLIO!”

”ANNAMO A VEDE LA REGGINA CH’E’ MEGLIO!”

di Salvatore Condemi per http://www.latinasport.info

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Società sull’orlo del fallimento, squadre che non riescono a trovare i soldi neppure per comprare le magliette, squadre che rischiano di non iscriversi al campionato di appartenenza. Un vero e proprio stillicidio in un mondo ”pallonaro” che non guarda più in faccia nessuno. Blasonate o piccoli sodalizi stanno facendo fronte ad una grave crisi economica e finanziaria cosicché quelli che fino a poco tempo fa si significavano col termine di ”grandi colpi di mercato” non se ne sono registrati almeno fino al momento. Fa bene quindi il Presidente della Reggina, Mimmo Praticò – una vita spesa per lo sport e nello sport – a pretendere di non volere chiedere la luna nel pozzo: ristrettezze economiche e pianificazioni societarie impongono rigide regole per non splafonare il badget. Ciò nonostante, non è detto che spendendo poco non si possano raggiungere importanti risultati sportivi. La Reggina ne è un esempio lapalissiano: nel 1988 e addirittura nel 1999 – non stiamo certo parlando dell’era giurassica – ha centrato due promozioni con un plafond ristretto all’osso ed utilizzando tanti ragazzi di belle speranze. Ma a Reggio Calabria si è sempre pianificato. A Reggio Calabria si è sempre avuto un occhio di riguardo per i giovani e le nuove leve. E questi hanno spiccato il volo come conseguenza naturale. Sono tanti gli esempi ma ci limitiamo a pochi ma buoni: Cirillo, Orlando, Belardi, Visentin, Mariotto, Acerbi, Missiroli. Non continuiamo. Non ce n’è bisogno.

Tutti questi arzigogoli per parlare di Latina. E non poteva essere altrimenti. Mentre in altre parti si lavorava con i giovani e per i giovani, nella città della bonifica si sono lasciati andar via gente come Leandro Campagna ed Alessandro Celli per fare i canonici due esempi. E poi? Il niente. Il deserto. Quando all’alba di due anni fa il Signor Praticò decise di allestire una squadra di calcio per dare continuità alla gloriosa Reggina Calcio di fotiana memoria, nel giro di due – ripeto due – giorni era già dal notaio e dopo quattro – ripeto quattro – giorni aveva allestito la squadra puntando sui giovani tesserati per la società di Foti. Questo cosa significa? A Latina c’è sempre stato un pressapochismo da far paura e tale superficialità impera e svillotta incontrastata anche dopo la morte del Latina Calcio. Ciò ha che fare con una indifferenza latente e soprattutto con una disidentità (lasciatemi usare questo neologismo) che risulta insita nei latinensi. A Reggio Calabria, seppur tra camionate di problematiche sociali, economiche, occupazionali e chi più ne ha più ne metta, hanno quella ”cazzimme” che a Latina non esiste.  E per cazzimme si identifica la voglia di fare, la voglia di emergere, la voglia di sorprendere.

E allora? Ecco l’ennesima provocazione, che analizzandola semanticamente non lo è. Potrebbe essere tutt’al più una sorta di incitamento, di pungolo e (perché no?) di sfida a chi vorrebbe ma non vuole ed a chi vorrebbe ma non può. Suggerisco alla U.R.B.S. Reggina 1914 di pensare tangibilmente a Latina ed al suo pubblico proponendo pacchetti di ”abbonamenti speciali” per assistere alle partite degli amaranto al Granillo. Una sorta di gemellaggio nel gemellaggio tra due città diametralmente opposte ma naturalmente conciliabili. ”Se po fà.. Armeno potemo vede un po’ de pallone e farci du bagnetti ar mare…”


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