COME SARA’ LA NUOVA SERIE D

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Il sito tuttocampo.it, dedicato ai principali campionati dilettantistici, ha stilato la ”nuova mappa” della Serie D 2017-2018 con le società aventi diritto a iscriversi al prossimo campionato di 4° serie. 

Ecco le 162 ”sorelle” Regione x Regione:

L’Abruzzo sarà rappresentata da 6 squadre: Avezzano,  San Nicolò Vastese, L’Aquila, Pineto e Nerostellati

La Basilicata avrà 5 squadre:  Francavilla , Potenza, AZ Picerno – Real Metapontino, Melfi

La Calabria ha 5 società iscritte: Rende, Vibonese, Palmese  –Isola Capo Rizzuto, Vibonese

la Campania ne ha 13:  Aversa Normanna,  Cavese, Gragnano, Frattese, Pomigliano, Gladiator 1924, Sarnese, Turris, Gelbison, Herculaneum – Nocerina, Portici , Ebolitana

l’Emilia Romagna si isciverà con 11 squadre:  Correggese, Imolese, Lentigione, Romagna Centro, Sammaurese, Mezzolara, Castelvetro,  Fiorenzuola, Rimini , Vigor Carpaneto, Forli

Il Friuli Venezia Giulia sarà rappresentato da 3 società: Tamai , Triestina  Cjarlins Muzane

Il Lazio scenderà in campo con 12 squadre: Albalonga,  Ostiamare, Rieti , Virtus Flaminia, Trastevere,  Monterosi, Anzio, Cassino , S.F.F. Atletico, Aprilia, Racing Roma, Lupa Roma

La Liguria ne avrà 8Argentina,  Lavagnese, Ligorna, Setri Levante,  Finale, Unione Sanremo – Savona, Albissola

La Lombardia batte ogni tipo di record con ben 25 società: Bustese, Caronnese, Ciliverghe, Ciserano, Folgore Caratese, Grumellese, Inveruno, Lecco, Pergolettese, Pontisola,  Pro Sesto, OltrepoVoghera, Seregno, Varesina, Virtus Bergamo, Varese, Scansorosciate, Darfo Boario, Pro Patria, Caravaggio, Crema, Arconatese, Rezzato, Pavia, Lumezzane

Le Marche avrà 8 squadre :   Castelfidardo,Jesina, Matelica, Monticelli , Vis Pesaro, Sangiustese, Fabriano Cerreto, Ancona

Il Molise ne avrà 3: Citta’ di Campobasso,  Olympia Agnonese, Macchia

Il Piemonte 7:   Bra, Borgosesia, Chieri, Gozzano,  – CasaleCastellazzo Bormida, Borgaro

La Puglia 8 squadre :  Manfredonia, Nardò,  San Severo, Gravina, M. P. Duana, Audace Cerignola ,Team Altamura, Taranto

La Sardegna sarà rappresentata da 6 società:   Nuorese,   Lanusei, Latte Dolce, San TeodoroTortolì, Budoni

La Sicilia con 7:   Gela, Igea Virtus, Sancataldese, Paceco, Troina, Palazzolo, Folgore Selinunte

La Toscana scenderà in campo con 15 squadre :  Ghivizzano Borgoamozzano,   Montecatini,  Colligiana, Pianese,  Ponsacco,  Viareggio, Massese, Real F. Querceta, Rignanese,  Scandicci, S. Donato T. , Vivivaltotevere, Seravezza , Montevarchi, Tuttocuoio 

Il Trentino Alto Adige con 2 : Dro e Trento 

Anche l’Umbria con 2:  Trestina , Villabiagio

Chiude il Veneto che ne avrà 16 : Abano, Altovicentino, ArzignanoChiampo, Ital Lenti Belluno , Calvi Noale, Campodarsego, Delta Calcio Rovigo, Este,  Legnago Salus ,  Union Ripa, La Fenadora,  Virtus Vecomp Verona, Montebelluna, Adriese, Ambrosiana, Liventina , Clodiense

La Repubblica di San MARINO parteciperà con il  San Marino

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Vorremmo attirare la vostra attenzione. In serie D stazionano società che hanno militato in C, qualcuna in B e addirittura c’è la Triestina che ha sempre navigato tra la massima serie italiana e la cadetteria e con un pubblico decisamente tra i più “grandi” e passionali del nord Italia. Il Rende, per fare un esempio, è stata per cinquant’anni tra C1 e C2 e dev’essere considerata l’attuale quinta potenza calcistica calabrese. Eppure è in D da oltre dieci anni. La stessa cosa dicasi per Cavese, Nocerina, Turris e Gladiator in Campania: gli azzurri di Cava riuscirono ad avere la meglio sul Milan quando i rossoneri scesero in serie B. Eppure sono in D dopo decenni passati tra B, C1 e C2. Per il Rimini per tanti anni in B ed il Forlì sempre tra C1 e C2, il discorso non è differente. In Lombardia il Varese ha fatto piangere più di qualche squadrone quando militava tra A e B. Il grande Taranto, ripescato in C giusto lo scorso agosto, ha fatto un capitombolo da parificare solo a quello del Lumezzane, una vita in C. Ed il Lecco? Su quel ramo del Lago di Como, i bravi non spaventavano solo Don Rodrigo manzoniano, ma finanche l’Inter, il Milan, il Napoli e la Roma. Cosa vogliamo dire con ciò? Facile da intuire: noi di Latinasport.info speriamo vivamente che il Latina che verrà sia capace di risalire la china nel più breve tempo possibile. Ma se questi squadroni che ebbero e non hanno più, che furono e non sono più, che diedero e non danno più significa che ci vuole programmazione, capacità economica e pubblico. Senza queste tre componenti non si va e non si potrà mai andare oltre la mediocrità della serie D. La quarta serie, come abbiamo avuto modo di dire più e più volte, è una gran brutta bestia che dona ma che in cambio esige tre volte tanto. Specilamentele nei riguardi di una provinciale che deve ripartire da sottozero senza settore giovanile, senza basi, senza appoggi, senza baldanza. Senza nulla. 

 

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LATINA È A NORD O A SUD?

Sono di Latina.

A sei di Roma.

No sono di Latina, conosce?

La città del Duce?

Certo, ma ha capito dove?

Beh si Napoli.

Niente da fare, ogni volta che la si nomina Latina rientra in una sorta di non luogo indefinibile. Spesso sono proprio gli stessi abitanti e gli stessi amministratori a vivere di luoghi comuni. A SUD, dove siamo, le squadre faticano a salire in serie maggiori. E il Crotone e il Benevento?

Noi siamo diversi perché essendo di origini nordiche abbiamo un modo di fare diverso dai meridionali, siamo sotto il segno di San Marco, ma se la città è stata popolata ed è cresciuta grazie ai meridionali. Contraddizioni in cui è facile sputare sentenze e non fare comunità. Avere una squadra in B avrebbe significato anche questo eppure pare che qualcuno goda di questo fallimento, salvo poi sospirare altre grandezze limitate dai sopra citati limiti.

La palude è mentale e la lotta per la sopravvivenza sta anche nelle piccole cose. Si uccide per un tozzo e ognuno è un nemico sconosciuto in quel vago luogo solitario fuori dalle mappe e dalla storia. Ma una decisione bisogna pur prenderla perché se non si sa se essere a NORD O SUD a EST o ad OVEST di qualcosa vuol dire che stiamo proprio tra li umani privadi, come direbbe il sommo poeta.

Angelo Dolce

VIVARINI HA GIA’ FIRMATO PER L’EMPOLI

L’Empoli ha finalmente scelto il proprio allenatore per la stagione 2017/2018. Secondo Gianluca Di Marzio, sarebbe arrivata la firma di Vincenzo Vivarini. Dopo i frequenti contatti dei giorni scorsi e tuttavia l’accordo che sembrava imminente con il Novara, Vivarini ha sposato la causa dell’Empoli e li guiderà nella prossima stagione.

Insomma, nessun dubbio: Vincenzo Vivarini – che nella giornata di ieri era già a Empoli – ha firmato un contratto annuale con la società azzurra come espressamente richiesto dell’ex allenatore del Latina. Pur tuttavia, i dirigenti empolesi non hanno ancora ufficializzato il suo ingaggio né tanto meno confermato la firma dell’allenatore. Ma è così: Vincenzo è il nuovo trainer dell’ambizioso Empoli voluto dal Presidente Fabrizio Corsi e caldeggiato dal ”napoletano” Sarri.

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VINCENZO DI PINTO NUOVO ALLENATORE DELLA TOPO VOLLEY LATINA

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E’ Vincenzo Di Pinto il nuovo allenatore della Top Volley Latina, l’allenatore pugliese conosciuto con l’appellativo “Il Mago di Turi”.

«Erano molti anni che cercavamo di lavorare con Di Pinto e finalmente questa volta le situazioni si sono combinate favorevolmente – chiarisce Gianrio Falivene, presidente della Top Volley Latina – credo proprio che Vincenzo sia l’allenatore ideale per una piazza come questa».

Il nuovo coach è un maniaco del lavoro, a lui piace costruire il gioco con la squadra. «Mi piace lavorare sotto pressione perché nelle difficoltà si vede la squadra e sono certo che a Latina potremmo fare buone cose – queste le prime parole di coach Di Pinto – al pubblico dico che la mia squadra giocherà per mettere in mostra l’amore e l’attaccamento, credo molto nel lavoro e nei giocatori che dimostrano l’appartenenza». Il tecnico pugliese, originario di Turi (13mila abitanti nella Murgia barese), in carriera ha vinto una Challenge Cup con il Perugia e una Coppa Italia di serie A2 oltre ad aver allenato la Nazionale spagnola. «Qualcuno dice di me che non mi piace lavorare fuori dalla Puglia, ma questo non è vero poiché mi sono trovato bene sia a Perugia sia a Macerata ma anche in Spagna, poi ho proprio con la nazionale iberica ho dovuto rinunciare alle Olimpiadi per motivi famigliari».

Poi l’attenzione del neo allenatore della Top Volley si sposta sulla gestione del gruppo. «L’autorevolezza arriva dalla competenza e io sarò responsabile e guida di questo progetto, mi piace costruire grandi giocatori, lavorare e soprattutto vincere – spiega mentre snocciola l’elenco dei progetti vincenti che ha portato a termine – Un sergente? Non mi reputo tale, ci sarà qualche momento in cui servirà autorità ma punto più sull’autorevolezza e il rispetto. So che avrò a disposizione giocatori di livello e che hanno a cuore questa società, questo è un grande vantaggio. Certo ora bisogna continuare a completare la squadra ma mi fido molto della società perché anche in passato ha raggiunto obiettivi di alto livello con budget limitati». Poi la conclusione per lo staff tecnico. «So che lavorerò con un ottimo secondo, uno scout valido, ottimi preparatori atletici, e più in generale con uno staff, compreso quello medico, di alto livello e questo può essere un grande valore aggiunto – conclude – sicuramente sarò il tecnico più anziano della Superlega, ma ho grande voglia di fare bene, diciamo che mi piace vincere per passione».

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Fonte:http://www.top-volley.it/di-pinto-e-il-nuovo-tecnico/