REGGINA, E SE FOSSE L’ANNO BUONO?

Guardiamoci in faccia dicendoci la verità a muso duro: a chi piace la Reggina che sta delineandosi? E’ vero: di Agenore Maurizi non sappiamo nulla o quasi se non che ha avuto più esoneri che riconoscimenti. Così come di quel Basile Salvatore – chiamato a sostituire quel mostro sacro che di nome fa Gabriele Martino – sappiamo che è stato un mediocre giocatore di serie C. Per il resto zero al quoto se non il ”possibile” fuggi fuggi generale dei ragazzi che quest’anno hanno vestito la casacca amaranto.

Chi può invece dire il contrario? E se fosse invece l’anno delle consacrazioni, l’anno delle outsider, l’anno degli sconvolgimenti, l’anno del pareggio dei bilanci? Fosse così, la Reggina vincerebbe a man basse il campionato. Anzi ne farebbe un sol boccone. E lo sta già facendo (se vogliamo) anche se non risulta l’unica piazza del calcio italiano a puntare al contenimento i costi e rispettare le scadenze imposte dagli organi federali.

Nel girone meridionale della serie C che verrà, praticamente tutte punteranno a questo obiettivo: si guardi al Matera che ha mandato via Mister Auteri e l’attaccante Negro e chissà quanti altri lasceranno la città dei sassi. Ma poi c’è anche la Juve Stabia, il Lecce, il Catania, il Siracusa, i dirimpettai del Messina e addirittura la Virtus Francavilla alle prese con delle situazioni economiche divenute insostenibili.

Fatto sta che la società amaranto dovrà fare a sportellate con le altre consorelle che non partono col favore del pronostico ma che potrebbero dire la loro in un campionato che si prevede livellato. Né più né meno come ogni benedetto anno…

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