DURA UN SOLO ANNO IL PURGATORIO DELL’APRILIA

L’Aprilia riconquista la Serie D. I biancocelesti ribaltano l’1-0 dell’andata e, grazie alla rete di Casimirri ed al rigore di Bussi, festeggiano il ritorno nella massima categoria dilettantistica.

 

Il Sasso Marconi nella prima frazione di gara ha pensato più al contenimento e a difendere il vantaggio dell’andata mentre l’Aprilia non è stata a guardare spingendo per trovare il gol per riaprire le sorti della partita. Con Casimirri creano ben 4 nitide opportunità ma solo al 43’ arriva il gol liberatorio dell’attaccante apriliano.

Il momento cruciale della sfida è arrivato al 29’ della ripresa. Ancora Casimirri protagonista, il quale con una serie di finte disorientano Tattini che commette fallo in piena area. Nessun dubbio per il signor Duzel: calcio di rigore. Dagli undici metri si è presentato il cecchino Bussi, che ha piazzato un pallone talmente angolato che Lazzari, pur intuendo, non è riuscito ad intervenire.

Sterili i tentativi del Sasso Marconi di agguantare il gol che avrebbe permesso di conquistare la Serie D. Le proteste per la rete annullata per fuorigioco ad Arbizzani hanno spinto la squadra a non parlare una volta terminata la gara. Proteste forse giustificate, ma per quanto si è visto in campo l’Aprilia ha meritato il successo e la promozione. Dopo un intero anno di inseguimento, finalmente le rondinelle hanno raggiunto il loro traguardo.

 

Grande euforia negli spogliatoi del Quinto Ricci al termine della partita contro il Sasso Marconi che ha riportato in serie D le Rondinelle dopo un solo anno di “Purgatorio” in Eccellenza. In sala stampa per la conferenza post partita mister Mauro Venturi ed il capitano Francesco Montella.

Mauro Venturi: “Ero in campo quando abbiamo sfiorato la Lega Pro, sentivo di dover ridare qualcosa all’Aprilia. A distanza di undici anni mi sono tolto una bella soddisfazione, così come tutti i componenti di questa squadra. Tutti, dal magazziniere ai ragazzi degli Allievi, hanno contribuito a questo successo. Capire dove è nata la svolta che ci ha permesso di raggiungere questo traguardo non è facile. Tutti i ragazzi sono stati impeccabili, anche se un nome lo voglio fare. Matteo Fortunato nasce come attaccante. Io l’ho adattato ad interno di centrocampo e si è ritagliato uno spazio importante durante la stagione ed in particolare in questi play off. Oggi anche un solo episodio poteva mettere in pericolo il lavoro di un anno intero. Voglio dire solo grazie ai ragazzi, tutti. Abbiamo preparato bene anche la partita di andata, anche se abbiamo pagato un po’ sotto l’aspetto del ritmo, che di solito è il nostro punto forte. Poi due rigori ci hanno condannato. Ma sapevamo che una prestazione come quella che siamo riusciti a fare ci avrebbe permesso di avere ragione del Sasso Marconi. Forse loro hanno preso troppo in considerazione la gara di andata. Ma lì non siamo stati la vera Aprilia. Noi siamo quelli visti nel primo tempo di oggi. Intensità e ritmo sono state le nostre armi migliori per tutto l’anno. E oggi le abbiamo sfruttate al massimo. Ora ci godremo per una settimana questa vittoria, poi inizieremo a parlare del futuro. La riconferma sarebbe il premio che tutti meriterebbero, anche se bisogna costruire in base alla categoria”.

Francesco Montella: “È stato un anno importante, per certi versi anche fantastico, come sempre accade quando si vince. Venivamo da una retrocessione pesante, erano tanti anni che l’Aprilia non era in Eccellenza, la cosa ci ha fatto soffrire. La squadra è stata assemblata a campionato in corso, ma ci siamo sempre detti che non volevamo essere comparse, ma protagonisti. Per riuscire in questo intento c’era bisogno di uomini, gente pronta al sacrificio. Dopo Pomezia c’è stata una svolta, abbiamo preso consapevolezza del bisogno di cambiare marcia. È stata una cavalcata bellissima, forse anche meglio che vincere il campionato. Io non ho mai provato quella sensazione, ma posso assicurare che arrivare a giugno e vincere i play off è straordinario. Eravamo partiti per fare un buon campionato, il sogno della promozione è venuto strada facendo. L’appetito vien mangiando, quando ci siamo resi conto che potevamo riuscirci ci siamo impegnati dando tutti noi stessi. È la mia terza annata consecutiva ad Aprilia, oltre alle due in annate precedenti. Essere ricordato per qualcosa di negativo, come la retrocessione dello scorso anno, non è mai bello. Al di là della fascia di capitano, è da apriliano che sono orgoglioso di quanto fatto da questo gruppo. Ma una cosa ci tengo a sottolinearla. Ci dispiace che la città, forse a causa di passate gestioni, si sia allontanata dalla squadra. La speranza è che si sia ancora in tempo per cercare di invertire questa tendenza. Oggi speriamo di aver gettato le basi per un futuro diverso. Il merito di questo risultato va ripartito tra tutti quelli che sono scesi in campo e lo staff. Ci hanno sempre messo in condizione di sapere cosa ci avrebbe aspettato in campo. In queste categorie fa la differenza”.

Nella prossima stagione può anche darsi che l’Aprilia possa incontrare il Latina in un derby tutto pontino. I complimenti alle rondinelle giungano sinceri dalla Redazione di Latinasport.info

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