DOPO IL LATINA TOCCA AL TUTTOCUOIO. E POI A QUANTE ALTRE? E’ COLPA DEL SISTEMA O DI CERTE SOCIETA’?

E siamo a due se non a tre. Dopo il Latina affossato dai debiti e da una conduzione poco felice, anche la Ternana rischia il fallimento dopo l’abbandono della famiglia Longarini. Un’altra società, adesso, è sul ciglio del baratro. La notizia è di poco fa: il Presidente è pronto a lasciare e la società potrebbe ripartire dalla terza categoria se non dovessero trovarsi degli acquirenti al più presto. Ci stiamo riferendo ad una società che nell’ultimo campionato ha giocato in Lega Pro: il Tuttocuoio.

Scene, purtroppo, già vissute a Latina: speranze tante, soldi pochi. E professionalità neppure a parlarne. Qui nella città pontina, nel bene o nel male, c’è ancora l’aspettativa riposta nelle mani del Sindaco Coletta che si sta facendo garante di una cordata per ripartire da una categoria dilettantistica. A Ponte a Egola, invece, per bocca del presidente Andrea Dolfi  è arrivato, l’annuncio shock: “Lascio il TuttocuoioO si trova un altro presidente o si riparte dalla Terza Categoria“.

Futuro tutto da decifrare quindi per un’altra società del calcio italiano che ha appena salutato i professionisti. Sale, così il numero di società italiane di calcio che rischiano il fallimento o sono già fallite e ci si chiede se l’allargamento a 60 squadre in Serie C (è la nuova denominazione, poichè dal prossimo campionato non si chiamerà più Lega Pro) abbia portato a qualcosa di positivo o soltanto a trovare società in gravi difficoltà economiche tra i professionisti. Propendiamo per la seconda ragione. Ma una maggiore oculatezza sarebbe necessaria da parte di certi presidenti ”arruffoni ed arruffapopolo” che vogliono compiere passi più lunghi della propria gamba. Oppure che vogliono solo approfittare per lucrare sulle attività sportive mettendo da parte lo spirito decoubertiano dello sport.

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Gianluca Savoldi: ”Scelte sbagliate e tanto altro ancora”

 

 

Gianluca Savoldi ha realizzato questo video col quale denuncia un retroscena a dir poco clamoroso. Secondo Savoldi – ex attaccante della squadra amaranto dal 2001 al 2003, 62 presenze e 20 gol – le assunzioni del nuovo tecnico della Reggina, Agenore Maurizi, e del Coordinatore del Settore Tecnico, Salvatore Basile, sarebbero la ”scelta meno azzeccata possibile” per una Reggina che per blasone, storia ed ambizioni, dovevano ”opportunamente” essere ben altre. E, teorizzando altri ”errori” (se così li possiamo definire), Savoldi, nel suo intervento, chiede rispetto per la Reggina e per Gabriele Martino.

Noi, in qualità di testata giornalistica, non vogliamo e non possiamo entrare nel merito. Queste sue gravissime affermazioni sono da prendere con le pinze e – vieppiù – necessariamente confutate da fatti ben circostanziati che ne avvalorino la veridicità. Gianluca Savoldi pur militando solo per tre stagioni nella squadra amaranto (due in A ed una in B) è rimasto ‘’amaranto dentro’’,  potrebbe aver seguito una pista ben precisa per giungere a tali dichiarazioni, chissà. Resta pur sempre una situazione surreale: conoscendo Mimmo Praticò, che ha sempre vissuto nell’ambito dello sport, ci pare una notizia troppo eclatante per esser vera. Conoscendo Mimmo Praticò quale persona integerrima, ci pare al di sopra di ogni sospetto e confermiamo ciò che abbiamo scritto prima: ci pare una notizia abbondantemente fragorosa ed esplosiva. Insomma non ci possiamo e non ci vogliamo credere altrimenti sarebbe davvero come assistere alla ‘’caduta degli dei’’.


Oggi, come noto, la presentazione del duo Basile-Maurizi. Il presidente della Urbs Reggina 1914, Mimmo Praticò, a margine della presentazione del duo Basile-Maurizi, teso come una corda di violino si è preso la scena ed ha attaccato quanti continuano a polemizzare attorno alle vicende del club amaranto.

Vi riproponiamo tutte le parole del massimo dirigente, raccolte dai colleghi di ‘’Tuttoreggina.com’’.

TUTTE LE SPESE SOSTENUTE – “Ho letto e sentito qualcosa che mi ha fatto male. A distanza di poco tempo dalla fine del campionato, che ha visto questa società piazzarsi a due punti dai playoff, siamo qui per continuare un percorso. Dopo il fallimento della vecchia società potevamo partire dalla terza serie, ma siamo stati in grado di partire dalla serie D e non da più giù. Abbiamo pagato il fondo perduto di 350mila euro e abbiamo conquistato i playoff. Potevamo benissimo partire dalla quarta serie, ma per rispetto dei tifosi e per amore della squadra del cuore, per dare prestigio sportivo alla città, per il nostro orgoglio e la nostra dignità, abbiamo fatto un ulteriore sforzo economico per pagare il fondo perduto per il ripescaggio: tutto ciò è avvenuto appena 10 mesi fa, non dieci anni fa. Non bisogna avere la memoria corta e non bisogna vivere nel mondo dei sogni. Abbiamo portato a termine un campionato difficilissimo, molto oneroso e inesplorato, ma la società è comunque soddisfatta per aver raggiunto in anticipo l’obiettivo con una giornata di anticipo: ma tutto ciò è sembrato dovuto a qualcuno! Questi soggetti potrebbero venire a guidare la Reggina e provare a fare meglio di noi: abbiamo visto quanto è lunga la fila per acquistare la Reggina, ad oggi il numero è zero! Abbiamo anche affittato il Sant’Agata, 10mila euro al mese, dando adeguata sistemazione, ma in pochi se ne sono accorti. Abbiamo messo in piedi un settore giovanile con sette squadre, per dare un futuro al calcio reggino. Voglio anche ricordare a me stesso la fidejussione sostitutiva di 350 mila euro alla quale ha provveduto solo e soltanto la famiglia Praticò, visto che gli altri soci non ne avevano la possibilità: il Messina invece ha commesso un abuso“.

NON MOLLIAMO, MA RILANCIAMO – “Fossimo stati egoisti, a fine campionato potevamo farci da parte. Per qualcuno tutto è dovuto, sento tante voci tipo alzare l’asticella o fare una squadra per puntare in alto. È facile giocare con il sedere degli altri, ma qui nulla è dovuto se non ai nostri tifosi. Se a qualcuno non sta bene, che si trovi qualcuno a sostituirci entro giugno, il quale ci rimborsi delle spese sostenute. Ma noi siamo pronti per ripartire, con rinnovato slancio e per i nostri impagabili tifosi. Per qualcuno di voi (giornalisti, ndr) l’importante è calunniare, strumentalizzare, pretendere e pensano a calpestare la dignità di persone oneste e lavoratrici“.

RISPETTO! –  “Qualcuno vive per la Reggina, ma qualcun’altro vive di Reggina. Con le battute si vogliono far passare accuse e offese che toccano la famiglia, ma questa gente come vive? Cosa ha nel cuore questa gente? Pretendiamo rispetto! In questa città, l’educazione presuppone debolezza e si pretende che questa squadra arrivi in serie A. Tra le ripescate in Lega Pro, solo Albinoleffe, Olbia, Fondi e Reggina hanno mantenuto la categoria“.

NELLA REGGINA NON AGLI AVVENTURIERI – “Si è parlato di pochi spiccioli, ma abbiamo fatto salti mortali per pagare gli stipendi e rispettare gli stipendi. In molte società hanno accumulato i pagamenti e sono arrivati al fallimento. Noi non vogliamo passare come quelli che hanno fatto fallire la Reggina. Chi vuole entrare nella Reggina non deve farlo per fare business e speculazione, sin quando c’è Mimmo Praticò qui si fa calcio per passione. In tutti questi mesi, questa società ha avuto tantissime difficoltà che avrebbero potuto indurla a dire basta. Meritiamo rispetto, perchè siamo arrivati qui solo con le nostre forze, senza l’aiuto di nessuno“.

PAREGGIO DI BILANCIO – “Con Maurizi e Basile vogliamo realizzare un calcio sostenibile, rispettando il fair play finanziario. Non siamo in contrapposizione con il direttore Martino, lui è un tesserato della nostra società. Era nostra intenzione entrare piú nelle scelte tecniche. Ci siamo dati dei modelli di riferimento e la nostra intenzione é quella di essere ambiziosi ma rispettando i parametri finanziari. Basile si occuperà della costruzione della squadra ma non solo, grazie anche ai rapporti che si è creato nel corso del tempo. Abbiamo scelto Agenore Maurizi, gran studioso del calcio“.

Non è stato completata la sottoscrizione del capitale sociale nella sua interezza. 

LA SCELTA DI BASILE – “Ho incontrato Basile al calciomercato lo scorso 31 gennaio, ho notato una persona preparata e competente. Siamo convinti possa essere una pedina tecnica importante per la nostra società“.

Vogliamo dare un futuro alla società, ma anche consolidare. Nelle scelte ci assumiamo il rischio, è normale possa essere così . Nessuno ha la garanzia che prendendo esempio Mourinho, si possano ottenere i successi.

Abbonamenti? Ne parleremo in Cda. Io vorrei aprire la campagna abbonamenti una volta formata la squadra, così ognuno valuterà se sottoscrivere la tessera o meno.

Sant’Agata? Probabile si possa fare un bando, ma mi auspico un’apertura verso questa società da parte di chi concede la struttura. È troppo importante avere questa struttura per fare calcio.

Chissa quale sarà stata la reazione del Presidente Praticò dopo aver visto il video – per così dire – ”incriminato” realizzato da una vecchia bandiera amaranto come Gianluca Savoldi? Se era doverosamente teso come una corda di violino prima, figuriamoci dopo. 

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GIANNINI RITORNA ALL’ANTICO

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E’ la notizia che tutti aspettavamo ansanti: l’ex capitano della Roma, Giuseppe Giannini, torna a fare l’allenatore. Dopo la brevissima ed infruttuosa parentesi nel Latina di Mancini e Ferullo nel quale ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore giovanile, guiderà nella prossima stagione il Racing Roma, società che attende il ripescaggio in Lega Pro (per il quale ha da tempo presentato richiesta) dopo la retrocessione dal girone A.  In passato aveva allenato l’Argeș Pitești – squadra rumena di massima serie – e poi Foggia, Sambenedettese, Gallipoli, Verona, Grosseto e nazionale del Libano sempre con alterne fortune. Solo con i pugliesi del Gallipoli era riuscito a centrare la promozione in serie B. A metà campionato le dimissioni.

 

REGGINA, LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DI MAURIZI E BASILE

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Riportiamo qui di seguito alcuni passi della conferenza stampa per la presentazione di Mister Agenore Maurizi e del nuovo Coordinatore Tecnico Salvatore Basile.

 

Il Presidente Mimmo Praticò presenta così il nuovo coordinatore dell’area tecnica amaranto: <<Prima di fare sogni e voli pindarici, c’è la necessità di guardare al bilancio. Per questo vorremmo evitare di fare dei passi più lunghi della gamba: a tutti piacerebbe andare in A ma non sempre è tutto possibile. Ciò non di meno, siamo e rimaniamo ambiziosi. Per tale motivo – ha spiegato Mimmo Praticò – ci avvaliamo del contributo di Salvatore Basile. Ci sono già tante idee chiare. L’ho conosciuto lo scorso 31 gennaio ed ho subito notato la sua determinazione nel parlare di calcio: ad ogni domanda rispondeva con dovizia di particolari. Siamo convinti pertanto che il Signor Basile possa essere una pedina importante per noi>>.

 

Basile, visibilmente emozionato, racconta le sue sensazioni a poche ore dalla investitura: <<Ringrazio il Presidente per l’incarico conferitomi: mi dà grande orgoglio. Ci tengo a ringraziarlo perché è un presidente di grande valore e per me, che sono calabrese, queste sono cose che contano. La Reggina – continua il crotoniate Salvatore Basile –  è una grande opportunità e mi vengono i brividi solo a pensarci. So cosa è la maglia amaranto e so cos’è questa piazza: d’altronde, la storia ed il blasone non si comprano al supermercato. Siamo fermamente convinti che mister Maurizi possa essere l’uomo giusto per guidare il progetto della società che da questo momento è anche mio. Ho visto diverse partite della squadra amaranto della passata stagione – rivela – ed ho già un’idea. Ho conosciuto il presidente a Milano quando ancora lavoravo per conto del Vicenza proprio parlando di calciatori interessanti che c’erano in squadra>>. Quindi entra nel dettaglio del lavoro che da qui a poche ore gli spetta: <<Sotto contratto ci sono due pedine importanti come Porcino e De Francesco con scadenza 2018 per i quali dovremo comprendere il da farsi, unitamente a tante altre valutazioni che riguardano i pochi giocatori sotto contratto. Crediamo in un futuro fondato sui giovani, perché il calcio va in quella direzione. Dobbiamo strutturarci come società e questo può avvenire solo nel tempo. Ora sono alla Reggina e questa opportunità non me la faccio certamente scappare>>.

 

Riprende la parola Mimmo Praticò per presentare “Uno studioso del calcio che saprà farsi apprezzare da tutti i tifosi”. Così il Presidente presenta il nuovo allenatore amaranto, che senza troppi giri di parole esprime tutta la sua voglia di cominciare con la Reggina: <<Reggio – esordisce Agenore Maurizi –  è una piazza importante e competente, con una tifoseria meravigliosa. Con fortissima emozione posso assicurare questo: abbiamo fame di ottenere risultati.  Non credo troppo ai sistemi di gioco e ai moduli. Credo moltissimo ai principi ed ai valori umani. Sono per il calcio propositivo, per le squadre aggressive, abili a portare il pressing e brave a curare le palle inattive. Faccio questo mestiere – continua il trainer laziale di Colleferro – da ben undici anni tra i professionisti con risultati non sempre apprezzati. E’ inutile dire il contrario così come non posso certamente nascondere che ci sono stati anche dei miei errori. Ho avuto troppi esoneri? Si, è vero: sono proprio quelli che mi hanno spinto a commettere degli errori. Vorrei, però, che da oggi in poi io possa essere valutato per quello che andremo a fare e per quello che si farà e non certamente per ciò che ho fatto. D’altra parte, questa per me – concludeè l’occasione più importante della mia carriera. Spero di giocarmela al meglio>>.

 

 

Presi a pallonate.

Presi a pallonate.

 

Il bene trionfa sempre sul male, questa è la morale delle infinite serie dei cartoni giapponesi, quasi un dogma.

Quando Holly tira un calcio al pallone sembra che stia per eseguire una escuzione capitale, una pallonata fatale per chiunque si trovasse a tiro.

Ne segue pure una lunga sentenza in cui Holly  spiega al mondo perchè è giusto che la palla si deformi dalla violenza del calcio, che sorvoli il campo senza orizzonte e che vada in rete o frantumi il palo. Lo fa perchè è giusto così, Holly, come sempre avviene nella cultura giapponese, non è più un ragazzino giocatore ma un giustiziere e agisce per il bene del mondo, della patria e della famiglia.

In questi giorni ci sentiamo presi a pallonate nè più nè meno come gli avversari di Holly, colpevoli di essere semplicemente dalla parte sbagliata del campo rischiando una commozione celebrale. Ecco che ci leggono la sentenza lunga, prolissa, definitiva e inappellabile e giù un tiro che fa schizzare la palla. Piazza del popolo sembra un campo di guerra tante ne vengono fatte esplodere. Spostandoci di poco, direi dalle parti di Mila Azumi la celebre pallavolista, la musica non cambia. Proprio la leader delle Seven Fighters, come una cordata di sette campioni, si allena di continuo tirando schiacciate miciadiali sopra qualunque sventurato gli capiti a tiro.

In città sembra sia diventato, tirare pallonate, lo sport preferito. Partecipano in molti, anche ex glorie che, seppur fuori allenamento non si tirano indietro quando la tentazione è forte. Marc Lenders, arrabbiato nero, fa esplodere qualche colpo e pure Mimì Ayuara, più attempata, dà giù di man rovescio.

A sera siamo gonfi di lividi e speriamo che passi di moda questo gioco al massacro, tenendo conto che però, pur nel nostro piccolo, le nostre cominciano a rompersi.

Angelo Dolce

 

 

 

 

 

 

 

 

REGGINA, CONOSCIAMO PIU’ DA VICINO AGENORE MAURIZI E SALVATORE BASILE

 

Si comincia a delineare la Reggina 2017/18. Dopo l’arrivo di Agenore Maurizi il cui curriculum che fa storcere il naso a più di qualcuno ancorché ”pluri esonerato” a destra e a manca – come abbiamo riportato su altro articolo – non ci resta che cogliere il lato positivo della questione: si è fatto in fretta. Forse perché il tecnico – nato a Colleferro tra il verde dei Casteli Romani il 20 Luglio 1964 – era già nel carnet della società amaranto e perché – verosimilmente – non ha una quotazione da capogiro come lo avrebbe potuto avere un Sanderra pe fare un piccolo esempio. E poi, perché, negli anni passati era stato più volte accostato alla Reggina di Foti. Altri tempi ed altri scenari. Comunque la risposta è arrivata a stretto giro di posta ed eccolo a far parte della grande famiglia amaranto con qualche anno di ritardo. I musi lunghi tra i tifosi rimangono sebbene bisognerebbe vederlo all’opera. Va bene che le statistiche parlano di due schiaffoni dati alla Reggina versione ”prego si accomodi” dall’allora allenatore dell’Ischia Isola Verde ai tempi dell’ultima catastrofica apparizione amaranto in Lega Pro. Quelli erano altri tempi ed altri scenari. Ma i dati rimangono e fanno testo. Dicevamo che bisogna vederlo all’opera: i bene informati dicono prediliga un 3-5-2 offensivo ed il 4-4-1-1 difensivo col movimento dei due esterni di centrocampo che, accentrandosi, attaccano i portatori di palla avversari. Una sorta di ”blocco centrale a pioggia” proveniente dal calcio a 5. Sarà abbastanza dispendioso sia dal punto di vista fisico che da quello mentale ma se i meccanismi vengono ”ingurgitati” a memoria dai giovanotti in campo, potrebbe dare i frutti sperati. Un dato è certo: i movimenti da attuare in campo devono essere provati e riprovati per cui il nuovo tecnico avrà bisogno di tantissimo tempo.

Ed eccoci a parlare di Salvatore Basile che di professione fa lo ”Scouting”. Le cronache dicono di una breve carriera calcistica per i molteplici infortuni che hanno letteralmente fatto passare la voglia di scendere in campo. Adesso lo conosceremo con l’investitura della qualifica di Responsabile e Coordinatore dell’Area Tecnica in quel di Reggio Calabria. Non sappiamo bene di cosa si interesserà ma con una attribuzione simile supponiamo possa vestire i panni di Direttore Sportivo tralasciando quelli di talent scout con i quali fece bene sia a Caserta che a Vicenza negli anni scorsi.

Il Capitolo Gabriele Martino è ancora aperto. Anzi apertissimo: in considerazione che il suo contratto scade nel 2019, solamente una ipotetica ufficialità potrebbe dare l’agio di pensare all’eventuale ”ben servito” all’attuale Direttore Generale dell’Urbs Reggina 1914. Quindi sono state solo chiacchiere da bar quelle che hanno accompagnato l’inizio estate degli amarantdechatlon

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REGGINA, PRESO L’ALLENATORE. E’ AGENORE MAURIZI.

Franco Iacopino aveva pronosticato che la Reggina avrebbe lavorato ad un progetto ambizioso gettando contemporaneamente l’occhio a quelle che sono le energie economiche. In ogni caso il Presidente Praticò non ha perso tempo. E in nottata ha comunicato il colpo: ”La Reggina 1914 comunica che alle 23.15 è stato siglato l’accordo con il coordinatore dell’area tecnica Salvatore Basile e l’allenatore Agenore Maurizi che saranno presentati alla stampa sabato 10 giugno alle ore 17.30 presso la Sala Conferenze del Centro Sportivo Sant’Agata”.

Chi è Agenore Maurizi. – Da giocatore c’è poco da dire: ha militato sia in formazioni di calcio a 5 che a quello a 11 brillando solo nella prima disciplina. Nel 2004 frequenta il corso a Coverciano e consegue l’abilitazione ad allenatore di calcio a 5 di primo livello. Nel 2007, dopo aver allenato nel calcio a 5, la Federazione gli affida l’incarico di direttore tecnico nel calcio a 11 e di selezionatore per la rappresentativa di Serie D. Svolge con entusiasmo e riconoscenza questo incarico per due edizioni e, dopo aver conseguito il patentino di allenatore al supercorso di Coverciano, diventa nella seconda metà della stagione 2007-2008 l’allenatore della Massese in Serie C1, subentrando a Giuseppe Giannini. L’anno successivo è la Scafatese in Seconda Divisione a chiamarlo alla guida tecnica, e arriva decimo. Nella stagione 2009-2010 allena in Prima Divisione la Cavese. Da qui in poi annate esaltanti si alternano a quelle da dimenticare. Il lancio, la gestione e la crescita dei giovani è forse il suo fiore all’occhiello. Il 18 novembre 2014 diventa nuovo allenatore dell’Ischia Isolaverde al posto dell’esonerato Antonio Porta, riuscendo a portare il sodalizio isolano alla salvezza in Lega Pro, grazie alla vittoria ai play-out contro l’Aversa Normanna. Ultimamente ha allenato la Lupa Roma ma è stato ancora una volta sollevato dall’incarico.

Carattere vulcanico ed irrascibile, perde spesso la testa cosicché le parolacce e le impecazioni ”si perdono”, specialmente di fronte alle domande dei giornalisti. E’ successo l’ultima volta  il 12 Aprile 2015 dopo il pareggio dell’Ischia per 1-1 contro il Cosenza. La sceneggiata del mister è iniziata a bordo campo, dopo la domanda di un giornalista sull’astinenza da vittoria, ed è continuata in sala stampa. Agenore Maurizi ha urlato ai cronisti: “Stavate in mezzo alla m… e rompete i c…“, scuotendo un tavolino. Poi ha proseguito lo show personale per alcuni minuti. Un episodio forse dettato dal nervosismo del post partita.

La Reggina avrà scelto l’eclettico trainer perché – checchè se ne possa dire – risulta un allenatore abbastanza esperto, capace di far giocare bene le sue squadre. Agenore Maurizi lo si potrebbe definire quasi camaleontico: riesce ad adattarsi benissimo e a plasmare la squadra secondo la propria idea di calcio. La sua scelta convince e risulta azzeccata. Qualsia altro allenatore sarebbe stato sicuramente più utile di Karel Zeman.

Con queste due entrate nasce un nuovo ciclo per la società amaranto che potrà e dovrà fare un grande lavoro di crescita con il progetto che rimane lo stesso, ossia quello di ambire ad un piazzamento playoff valorizzando i giovani.