La sera leoni e al mattino…

La sera leoni e al mattino…

Se il buongiono si vede dal mattino la situazione dello sport a Latina si può paragonare a quelle giornate che iniziano con un mal di testa tremendo post sbornia per cui si è incapaci di intendere e di volere, che si ha la bocca impastata e così il senso di vertigine e la nausea rendono insicuri anche i soliti passi intorno casa.

Il tramonto della vecchia era del dissesto e del malcostume avrebbe dovuto lasciar spazio ad un’alba fresca, spumeggiante, piena di radioso avvenire, di fiducia e colma d’oro.

Invece ci ritroviamo aggrappati al balcone di un bar come ad un salvagente in mezzo al mare in burrasca, implorando un caffè amaro senza avere la forza di controbbattere le chiacchere dei soliti avventori che ci rintronano con voci possenti come tuoni e rispetto alle quali non siamo in condizione di rispondere.

Ecco che, nauseati e stanchi buttiamo giù due aspirine, comincia a ricomporsi la realtà che ci vede sempre più isolati e chiusi in dinamiche ancora più provinciali.

Come quando dopo la sbornia sovvengono i turpi ricordi di cui ci rendiamo conto di essere stati protagonisti di deliri incontrollati ecco che oggi al risveglio realizziamo ciò che è stato: il calcio non c’è più, possibile? Si è così. La pallavolo, è il caso di dirlo ha preso il volo altrove, davvero? Si purtroppo.

E in più, ai nefasti ricodi della mente che comincia a tornare in sè, sono inteminabili le chiacchiere che ubriacano più del vino: cordate, un tale scienziato, supposizioni di supposte indolori e altro ancora, mentre tutto va a picco.

Ieri sembrava di ruggire e di aggredire il futuro, oggi, con le occhiaie e l’alito pesante speriamo che la giornata passi alla svelta.

Giuro che non lo farò mai più, ci diciamo pieni di buona volontà, ma la giornata è appena al principio e la sera si avvicina con il tramonto e poi il buio, adesso, ci fa paura.

Angelo Dolce

 

 

 

 

 

 

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