FRANCO JACOPINO: ”REGGINA AMBIZIOSA MA CON OCULATEZZA”

Chi non conosce Franco Iacopino? Supponiamo che nel momento in cui la regia ha inquadrato la sua sagoma con i suoi immancabili Ray Ban scuri, più di qualcuno ha avuto un tuffo al cuore. Era lui con la sua compostezza, con la sua educazione, con il suo amplombe, con la sua dialettica che l’ha sempre contraddistinto. E la sua voce impostata è riconoscibile tra milioni. Cinquantaquattro anni da dirigente sportivo, 42 nella Reggina, 2 a Catanzaro e 10 a Modena, questi i numeri di Franco Iacopino nel mondo del calcio. Inizia giovanissimo con Dolfin e Granillo e poi il percorso più noto come Segretario Generale della società amaranto, oggi pomeriggio è stato ospite di Reggina in rete estate, la trasmissione condotta da Michele Favano e in onda su Immedia Live. E dall’alto della sua lunghissima esperienza, ha avuto modo dispiegare con parole semplici cos’è il pareggio del bilancio:

Il pareggio di bilancio prospettato dalla società nel comunicato dell’altra sera, non significa che il club non farà investimenti, ma si conterrà a spendere in base ai ricavi ottenuti. I ricavi ti permettono di programmare. La società fatica sopratutto a raccogliere risorse, perché è inserita in un contesto economico in grande difficoltà. In questa situazione un grandissimo aiuto può arrivare dalle forze istituzioni e civili, a partire dal Comune per finire a Confindustria. Tramite la loro opera, si può arrivare a portare risorse importanti per poter magari alzare l’asticella di un campionato differente“.

Quello che sta vivendo la società è un momento di difficoltà? “La società, seppur sottotraccia, ha lavorato per porre le basi in vista della prossima stagione. Sia la proprietà che il direttore sportivo Martino si sono mossi per i rispettivi ruoli“.

Poi ha parlato del suo sogno nel cassetto: “Il museo è un grande sogno. Di materiale, ne ho tantissimo tra cui gagliardetti di ogni tipo e foggia. Per non parlare dei cappellini. Sono 750 e più”.  E quindi ha sfoggiato una spilletta datata 1914, una del 1942, altre del 1967 e via via fino ad arrivare a quelle meno peziose dei giorni nostri.

 

 

 

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