LO SFOTTO’ E LE DINAMICHE DEL TIFO

LO SFOTTO’ E LE DINAMICHE DEL TIFO

Il luogo comune stabilisce un principio di autorità, è un’interpretazione popolare della realtà.

Indica confini e luoghi mentali identificabili e riconoscibili.

La comunicazione negli stadi e tra gruppi avversari è basata fondamnetalmente sullo sfottò.

Un vero sfottò ha la necessità di essere chiaramente riconosciuto dalla parte colpita.

In verità è un riferimento ad un pathos condiviso che riguardo il dramma che ha colpito una parte ma che avrebbe potuto essere vissuto da tutti.

Diffidare dunque in ambito calcistico da chi fa sfottò troppo leggeri o troppo educati perchè in verità sono intrinsecamenti falsi.

Angelo Dolce

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LO SFOTTO’ E LE DINAMICHE DEL TIFO

LO SFOTTO’ E LE DINAMICHE DEL TIFO

Il luogo comune stabilisce un principio di autorità, è un’interpretazione popolare della realtà.

Indica confini e luoghi mentali identificabili e riconoscibili.

La comunicazione negli stadi e tra gruppi avversari è basata fondamnetalmente sullo sfottò.

Un vero sfottò ha la necessità di essere chiaramente riconosciuto dalla parte colpita.

In verità è un riferimento ad un pathos condiviso che riguardo il dramma che ha colpito una parte ma che avrebbe potuto essere vissuto da tutti.

Diffidare dunque in ambito calcistico da chi fa sfottò troppo leggeri o troppo educati perchè in verità sono intrinsecamenti falsi.

Angelo Dolce

La sera leoni e al mattino…

La sera leoni e al mattino…

Se il buongiono si vede dal mattino la situazione dello sport a Latina si può paragonare a quelle giornate che iniziano con un mal di testa tremendo post sbornia per cui si è incapaci di intendere e di volere, che si ha la bocca impastata e così il senso di vertigine e la nausea rendono insicuri anche i soliti passi intorno casa.

Il tramonto della vecchia era del dissesto e del malcostume avrebbe dovuto lasciar spazio ad un’alba fresca, spumeggiante, piena di radioso avvenire, di fiducia e colma d’oro.

Invece ci ritroviamo aggrappati al balcone di un bar come ad un salvagente in mezzo al mare in burrasca, implorando un caffè amaro senza avere la forza di controbbattere le chiacchere dei soliti avventori che ci rintronano con voci possenti come tuoni e rispetto alle quali non siamo in condizione di rispondere.

Ecco che, nauseati e stanchi buttiamo giù due aspirine, comincia a ricomporsi la realtà che ci vede sempre più isolati e chiusi in dinamiche ancora più provinciali.

Come quando dopo la sbornia sovvengono i turpi ricordi di cui ci rendiamo conto di essere stati protagonisti di deliri incontrollati ecco che oggi al risveglio realizziamo ciò che è stato: il calcio non c’è più, possibile? Si è così. La pallavolo, è il caso di dirlo ha preso il volo altrove, davvero? Si purtroppo.

E in più, ai nefasti ricodi della mente che comincia a tornare in sè, sono inteminabili le chiacchiere che ubriacano più del vino: cordate, un tale scienziato, supposizioni di supposte indolori e altro ancora, mentre tutto va a picco.

Ieri sembrava di ruggire e di aggredire il futuro, oggi, con le occhiaie e l’alito pesante speriamo che la giornata passi alla svelta.

Giuro che non lo farò mai più, ci diciamo pieni di buona volontà, ma la giornata è appena al principio e la sera si avvicina con il tramonto e poi il buio, adesso, ci fa paura.

Angelo Dolce

 

 

 

 

 

 

LATINA, ENNESIMO COPIA-INCOLLA IN ATTESA DI NOTIZIE FRESCHE

Era previsto per la tarda serata di oggi un nuovo summit tra i componenti della cordata chiamata dal Sindaco Coletta per riportare il calcio a Latina ripartendo dalle serie minori. Secondo indiscrezioni, all’Ordine del Giorno  ci sarebbe dovuto essere la bozza di Statuto e Atto Costitutivo che sono stati redatta nei giorni scorsi. Secondo le voci che ogni tanto valicano le secrete stanze del Palazzaccio, sembra che la ”Santa Alleanza” (o sarebbe meglio dire i ”I Magnifici Sette”?) abbia racimolato poco più della cifra richiesta per assicurare l’iscrizione al campionato di serie D. Ma sono soltanto illazioni e (fors’anche) presunzioni che riportiamo solo per diritto di cronaca benché in città queste voci si rincorrono veloci. E’ giusto rammentare che serviranno circa 350mila euro solo per l’iscrizione al Campionato Interregionale di Serie D previa domanda di ammissione per le società non aventi diritto (ed ammesse eventualmente in esubero) entro e non oltre le ore 14.00 del 7 luglio prossimo venturo da recare ”brevi manu” (o da indirizzare tramite Raccomandata con Rievuta di Ritorno) al Dipartimento Interregionale della L.N.D. Ci sarebbe da allestire almeno due compagini: prima squadra e rappresentativa Juniores. E poi ovviamente lo staff tecnico e sanitario, ricercare un magazziniere, l’addetto stampa, i vari operai per la manutenzione corrente ed altre figure direttive ed esecutive. Per ricoprire l’importante ruolo di Direttore Generale è stato allertato Mister Chiappini così come Sanderra per quello di allenatore della prima squadra.

Un ennesimo copia incolla delle notizie di tre giorni fa perché sono (né più né meno) le stesse dei giorni scorsi.

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FRANCO JACOPINO: ”REGGINA AMBIZIOSA MA CON OCULATEZZA”

Chi non conosce Franco Iacopino? Supponiamo che nel momento in cui la regia ha inquadrato la sua sagoma con i suoi immancabili Ray Ban scuri, più di qualcuno ha avuto un tuffo al cuore. Era lui con la sua compostezza, con la sua educazione, con il suo amplombe, con la sua dialettica che l’ha sempre contraddistinto. E la sua voce impostata è riconoscibile tra milioni. Cinquantaquattro anni da dirigente sportivo, 42 nella Reggina, 2 a Catanzaro e 10 a Modena, questi i numeri di Franco Iacopino nel mondo del calcio. Inizia giovanissimo con Dolfin e Granillo e poi il percorso più noto come Segretario Generale della società amaranto, oggi pomeriggio è stato ospite di Reggina in rete estate, la trasmissione condotta da Michele Favano e in onda su Immedia Live. E dall’alto della sua lunghissima esperienza, ha avuto modo dispiegare con parole semplici cos’è il pareggio del bilancio:

Il pareggio di bilancio prospettato dalla società nel comunicato dell’altra sera, non significa che il club non farà investimenti, ma si conterrà a spendere in base ai ricavi ottenuti. I ricavi ti permettono di programmare. La società fatica sopratutto a raccogliere risorse, perché è inserita in un contesto economico in grande difficoltà. In questa situazione un grandissimo aiuto può arrivare dalle forze istituzioni e civili, a partire dal Comune per finire a Confindustria. Tramite la loro opera, si può arrivare a portare risorse importanti per poter magari alzare l’asticella di un campionato differente“.

Quello che sta vivendo la società è un momento di difficoltà? “La società, seppur sottotraccia, ha lavorato per porre le basi in vista della prossima stagione. Sia la proprietà che il direttore sportivo Martino si sono mossi per i rispettivi ruoli“.

Poi ha parlato del suo sogno nel cassetto: “Il museo è un grande sogno. Di materiale, ne ho tantissimo tra cui gagliardetti di ogni tipo e foggia. Per non parlare dei cappellini. Sono 750 e più”.  E quindi ha sfoggiato una spilletta datata 1914, una del 1942, altre del 1967 e via via fino ad arrivare a quelle meno peziose dei giorni nostri.

 

 

 

LATINA, ”CITTA’ DELLO SPORT”, SALUTA LA TOP VOLLEY…

 

 

E ci risiamo. Latina poco a poco perde i pezzi più pregiati. Dopo la scomparsa dell’U.S. Latina dai campionati professionistici – e quindi dal calcio che conta – anche per la Top Volley Latina giunge la sconfitta più dolorosa, la disfatta più cocente, la debacle più stupida possibile.

Non è bastata l’esperienza negativa subita dal Molfetta costretto a rinunciare all’iscrizione alla Superlega di Volley per l’inadeguatezza del palazzetto dello sport della città pugliese. No: a meno di un mese dall’iscrizione al prossimo campionato di Serie A di Pallavolo Maschile (oggi si chiama Superlega di volley)  la ”Top Volley Latina” non ha un campo da gioco. La nuova norma in vigore dalla stagione 2017-2018, infatti, prevede che le squadre partecipanti al massimo campionato di volley debbano giocare su un campo con una capienza di almeno 3000 spettatori. Il PalaBianchini è quindi fuori norma con il suo migliaio (e poco più) di posti a sedere. Dicevamo del Molfetta. Era, dunque, una notizia di metà maggio e di tempo ce n’era per intervenire. E invece no. La nuova regola la si conosceva già da tantissimo tempo, precisamente da due anni, da quando la Federazione Italiana Pallavolo ed il Coni avevano deliberato la deroga (appunto) di ventiquattro mesi per permettere alle società ed alle istituzioni locali di mettersi in regola.

Ergo: la Top Volley per le partite di campionato deve emigrare altrove, dicendo addio a Latina. Bisognerà vedere quale potrebbe essere il Palazzetto idoneo ad ospitare tali manifestazioni sportive e le difficoltà non sono di poco conto. Forse Roma oppure Sora o Frosinone.

Per questa ennesima tegola sulla testa, i latinensi chi devono ringraziare? E’ per caso lo stesso personaggio che ha voluto il Latina Calcio giocare sui campi di pozzolana?

REGGINA, CI VORREBBE MOLTA PIU’ TRASPARENZA

di Salvatore Condemi per http://www.latinasport.info

L’obiettivo per la prossima stagione amaranto dovrebbe essere l’ormai famoso ”pareggio di bilancio”. In parole povere: andare avanti con i piedi di piombo facendo riferimento alle ‘’esigue’’ casse societarie. Certo, nessuno chiede alla società presieduta da Mimmo Praticò di svenarsi per raggiungere chissà quale obiettivo. Non c’è bisogno. E, anzi, tutte le componenti dovrebbero remare nella stessa direzione. Da un punto di vista pragmatico, come non dare torto a chi vuole evitare di fare il passo più lungo della gamba? La società ha diramato un comunicato ufficiale ben specifico che non stiamo qui a riportare. Forse, sarebbe stato meglio scrivere: ‘’chi avesse a cuore le sorti della Reggina, si facesse avanti’’. Se Mimmo Praticò avesse poco poco compreso che non ce la possa fare, non vorremmo ritornare a rivivere certe situazioni già passate due anni orsono allorquando Lillo Foti dovette alzare le mani in segno di resa abbandonato al proprio destino da tutto e da tutti. Bisogna agire tempestivamente ma con lungimiranza per non dilapidare il lavoro certosino di due anni.

Abbiamo intuito che l’oggetto del contendere tra Praticò e Martino sia l’asticella delle ambizioni che il DG vorrebbe alzare mentre il Presidente lasciare alla stessa altezza.

La Reggina non è Mimmo Praticò e non è neppure Gabriele Martino. La società amaranto è formata da tutti i cittadini di Reggio Calabria, di tutta la Provincia, di tutta la Regione e, se vogliamo, di tutti i tifosi sparsi in questo pazzo pazzo mondo. Si era parlato di un interessamento della messicana ‘’Mediacom’’ ma questo avvicinamento sembra fare il paio con gli australiani di fotiana memoria. Andiamo avanti a marcia a vista e se arriva lo ‘’zio d’America’’ che sia il benvenuto con tanto ‘’red-carpet’’ di rito; altrimenti si abbia l’accortezza di accendere almeno i fari nella notte buia. In considerazione del comunicato e della diatriba dai toni ancora ‘’soft’’, quindi, Mimmo Praticò avrebbe l’obbligo di sviscerare tutto quello che ha dentro con la massima trasparenza e Gabriele Martino quello di dare seguito al suo lavoro con i pochi spiccioli che il Presidente può spendere. I ‘’tira-e-molla’’ non servono a niente.

Intanto, continuano il toto-Mister ed il toto-Ds. A detta di Lega Pro, il sodalizio amaranto sarebbe vicino all’ingaggio del nuovo direttore sportivo e del nuovo allenatore. Per la panchina il nome forte è quello di Agenore Maurizi, per la poltrona di diesse pare a un passo Salvatore Basile. I due hanno lavorato insieme a Ischia nel recente passato. Quindi si allontanerebbe Mauro Facci.