REGGINA, PERCHE’ FINISCE UN IDILLIO

Chi l’avrebbe potuto mai dire? Lo scorso anno di questi tempi, il “gatto e la volpe” lavoravano incessantemente per regalare il professionismo ad un ambiente che fino ad un lustro prima batteva squadroni come Milan e Juve. Un percorso faticoso e pieno di asperità culminato con il ripescaggio della squadra amaranto in Lega Pro. Un cammino continuato pur di reperire i fondi necessari da mettere a disposizione del DG Martino nel tentativo di costruire una squadra in pochissimi giorni. Un successo a tempo di record con la salvezza ottenuta con una giornata di anticipo. E le dichiarazioni del tipo “il merito di questo risultato, oltre che dell’allenatore e dei giocatori è soprattutto di Gabriele Martino”.

Un amico di vecchia data, tuttavia, ci ha svelato un retroscena particolare: in occasione di Vibonese-Catanzaro, i due stavano a debita distanza e in settori diversi. C’era ovviamente un qualcosa che non quadrava ma non potevamo certamente immaginare l’imminente decisione di intraprendere un nuovo cammino separando le strade tra la proprietà ed il responsabile dell’area tecnica.

Di motivazioni neanche a parlarne: né l’uno né tantomeno l’altro ha fornito spiegazioni, sebbene si possano immaginare. Nonostante i confronti e le discussioni siano state una costante, nulla, però, ha mai lasciato presagire ad una possibile rottura. Rapporti consolidati, amicizia datata e stima reciproca. Le posizioni hanno fatto la differenza e soprattutto le dichiarazioni. ”Profilo bassissimo da parte del massimo dirigente, prudenza massima, ambizioni sempre contenute. Voglia di serie B nel giro di qualche anno, desiderio di alzare l’asticella da subito, alimentare l’entusiasmo dei tifosi manifestatosi per esempio in occasione dell’ultima gara di campionato e la conferma del tecnico Zeman per Gabriele Martino. Modi di pensare diversi, ma con la possibilità di trovare un punto d’incontro, almeno apparentemente, poi il raffreddarsi dei rapporti, fino al gelo assoluto e la rottura” scrive l’edizione Strill sport di Reggio. Che continua in tal senso ponendosi dei quesiti: ”Fermo restando che situazioni di questa natura nel mondo del calcio se ne vedono quotidianamente e che assolutamente legittima è la scelta di voler cambiare, in virtù di tutto quello che sappiamo riguardo i rapporti personali tra le parti, la prima cosa che ci si chiede perché sia stato così difficile trovarsi a confronto ed esprimere chiarezza nelle intenzioni? Perché prima di andare alla ricerca di una nuova figura alla quale consegnare la responsabilità tecnica, si è deciso di interrompere le comunicazioni, continue e costanti fino a qualche settimana prima? Perché il DG nonostante indicazioni diverse arrivassero dalla società, ha insistito su ambizioni diverse? I motivi veri sono solo le parti in causa a conoscerli e non sarebbe male che a breve venissero esposti. Di sicuro, proprio per quanto ribadito riguardo i rapporti soprattutto di amicizia tra il presidente Praticò e l’ex DG Martino, riteniamo che la vicenda poteva essere gestita in maniera diversa.” Ai posteri ovviamente l’ardua sentenza. Ma a stretto giro di posta per favore.

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