QUOD NOS LATINAE? 

Dovrebbe essere la volta buona ma vogliamo continuare ad usare il condizionale: la cordata voluta fortissimamente dal sindaco Damiano Coletta potrebbe prendere finalmente forma per sostituire la “fallita” U.S. Latina Calcio. Stando a quanto riportato dal sito ”Sei colonne.com”, parebbe che ieri sera ci sia stata la tanto attesa fumata bianca. Finora nessuna smentita ma neppure conferme hanno accompagnato la notizia.

Secondo indiscrezioni trapelate da ambienti vicini al Sindaco, sembra che i sette imprenditori chiamati al capezzale del calcio pontino, abbiano raggiunto un accordo di massima. Adesso, la principale speranza resta quella che nei prossimi giorni i “magnifici sette” possano gettare le prime basi per costruire la società che dovrà poi iscriversi ad un campionato dilettantistico.

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SOLO CONTATTI E SINERGIE CON IL ”NUOVO” LATINA: L’UNICUSANO PUNTA MOLTO PIÙ IN ALTO

di Salvatore Condemi per Latinasport.info

Che “l’azienda” Unicusano abbia ambizioni e mire di un certo tipo lo sapevamo anche perché lo stesso patron Bandecchi l’aveva sbandierato ai quattro venti. Ed era di dominio pubblico che vi erano stati dei contatti per il trasferimento del titolo del Fondi a Latina che però il presidente Ranucci ha smentito pur mantenendo salva la possibilità di stringere sinergie con un nuovo club nascente nel capoluogo pontino. Contati e sinergie confermate al sottoscritto anche dal Capo Ufficio Stampa del sodalizio fondano, Dottor Paolo Russo. 

Intanto, è notizia di oggi quella battuta dal Corriere dell’Umbria (e confermata anche dal sito di Alfredo Pedullà) secondo cui ci sarebbe una possibile acquisizione della Ternana da parte dello stesso gruppo: “È stato programmato a sorpresa un incontro con Stefano Bandecchi, patron dell’Unicusano Fondi, fortemente interessato all’acquisizione della Ternana. I contatti sono andati avanti sottotraccia e in modo molto riservato nelle ultime ore, adesso il summit può davvero portare alla svolta”. 

Lo stadio più bello del Lazio: il “Francioni”

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Lo stadio più bello del Lazio è il “Francioni”

Chi ha seguito le serie minori oltre a partite di basso livello, giocatori scarsi, tifoserie grottesche, più di tutto ha dovuto subire di assistere agli incontri in impianti brutti, squallidi, grigi e cadenti.

Mille norme e regole si applicano con durezza ai tifosi ma non si considera cosa debbano talvolta subire. È una vera e propria mortificazione per lo sportivo andare in trasferta, spesso umiliato in trappole e gabbie di ferro e cemento.

Baluardo di civiltà è lo stadio Fancioni di Latina: bello, monumentale, funzionale. Come tanta altra parte della città la firma è del grande Oriolo Frezzotti. Cosa si aspetta a proporlo nella lista dei beni dell’UNESCO? Si tende spesso ad elogiare le grandezze altrui a iniziare dallo stadio che i ciociari stanno ultimando e non ci rendiamo conto che la bellezza del nostro non potrà mai essere eguiata.

Ripartiamo dalla nostra grande eredità e nessuna squadra calpesti il sacro manto. Lo stadio è del capoluogo e basta.

Angelo Dolce

SPIEGHIAMO COS’E’ IL ”CROWDFUNDING”

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Il crowdfunding è un fenomeno nato in Australia e negli Stati Uniti, attraverso il quale il promotore di un’iniziativa a carattere economico, sociale, culturale o benefico richiede al pubblico indistinto (crowd), tramite un sito internet (il portale o piattaforma), somme di denaro, anche di modesta entità, per sostenere il progetto esposto (funding).

Esistono diverse tipologie di crowdfunding, distinte in base alla finalità per la quale si raccolgono le risorse finanziarie, oppure in relazione alla remunerazione prevista per i finanziatori del web:

–Il modello donation based, presume la raccolta di fondi per iniziative senza scopo di lucro;

–il modello reward based, che prevede, in cambio di una donazione in denaro, una ricompensa non monetaria: la ricezione di un premio oppure un riconoscimento immateriale, come un ringraziamento pubblico sul sito della società neo costituita;

–il modello lending based, che si basa sui microprestiti a persone o imprese;

–il modello equity based, che prevede la partecipazione al capitale sociale dell’impresa e che attualmente è l’unica forma regolamentata in Italia dalla Consob. Nel 2012 infatti, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un canale di finanziamento alternativo rispetto al credito bancario, il cui razionamento è stato esasperato dalla crisi finanziaria, il Governo ha disciplinato lo svolgimento dell’attività di equity crowdfunding in Italia, attraverso il Decreto n. 179/2012.

L’attività di gestione di portali per il crowdfunding, inquadrabile nell’ambito dei servizi di investimento, è stata ricondotta alla “ricezione e trasmissione ordini”, pertanto oltre alle banche e alle imprese di investimento autorizzate (“gestori di diritto”), è stato consentito ai sensi dell’articolo 3 della MiFID, che l’attività fosse svolta anche da altri soggetti sottoposti ad autorizzazione e alla vigilanza della Consob (“gestori autorizzati”). Il Decreto pertanto ha introdotto una disciplina speciale (nazionale) per i gestori di portali diversi dalle banche e dalle imprese di investimento, i quali devono essere iscritti nell’apposito registro tenuto dalla Consob, non possono detenere somme di denaro e strumenti finanziari di pertinenza di terzi e devono trasmettere gli ordini riguardanti la sottoscrizione e la compravendita degli strumenti finanziari esclusivamente a banche e imprese di investimento. L’iscrizione nel registro ha natura autorizzatoria, in quanto è subordinata alla sussistenza dei requisiti definiti dalla norma primaria e di quelli ulteriori, fra i quali quelli di onorabilità e professionalità, delegati alla potestà regolamentare della Consob.

Il ruolo delle piattaforme di crowdfunding è di concentrare su un portale on-line i progetti presentati dalle startup e l’interesse dei potenziali investitori, facilitando in questo modo la raccolta di capitale da parte dei primi.

La mappatura delle piattaforme di crowdfunding italiane mostra una continua crescita del settore. Questa non appare più legata, come in passato, all’imitazione di modelli stranieri di successo, ma alla specializzazione settoriale e territoriale.

I progetti che sono proposti sulle piattaforme di crowdfunding prevedono di norma un obiettivo, in termini di quantità di risorse, e una scadenza temporale entro la quale raccoglierle. Alla scadenza è possibile che il budget richiesto sia stato raggiunto, per cui tutte le promesse d’investimento saranno perfezionate e accreditate sul conto intestato al promotore del progetto, ma potrebbe anche verificarsi il mancato raggiungimento dell’obiettivo finanziario, per cui nessun versamento sarebbe perfezionato e il donatore non si vedrebbe addebitare l’importo promesso. Nel primo caso il promotore dovrà procedere allo sviluppo del progetto e all’inoltro dei premi promessi ai donatori (quando previsti).

In merito ai costi delle operazioni di crowdfunding e alla remunerazione del gestore del portale si registrano comportamenti molto eterogenei. Alcuni portali trattengono una percentuale del capitale raccolto da ogni progetto di investimento, altri propongono servizi completamente gratuiti e si finanziano mediante le donazioni che i promotori dei diversi progetti vorranno offrire.

Il mercato di riferimento delle piattaforme di crowdfunding italiane continua a essere prevalentemente di tipo nazionale (73%) o locale (14%), sono poche le piattaforme che guardano fuori dai confini nazionali (12%). Tra le leve per la crescita del crowdfunding italiano, la cultura (73%) è al primo posto, le norme all’ultimo.

Attualmente in Italia esistono ben 82 piattaforme censite per finanziare i progetti, di cui 13 ancora in fase di lancio e 69 già attive.

Per quanto concerne, invece, le campagne destinate al finanziamento collettivo, dei 100.000 progetti presentati nel 2014,                                                                                                                sono stati accettati e 6.300 (circa il 30%) hanno riscosso successo raccogliendo un totale di 56,8 milioni di euro. Sempre in merito alle campagne, il 91% dei finanziamenti ottenuti tramite crowdfunding ha raggiunto cifre comprese tra i 1.000 euro ed i 10.000 euro e il settore dell’equity (che è addirittura riuscito a raggiungere una dimensione media pari a 294.000 euro) ha superato di molto le donazioni destinate ad ambiti come, ad esempio, quello del reward o quello del donation. Questi i dati relativi al ruolo del crowdfunding in Italia: una formula alternativa di finanziamento collettivo, che sembra acquisire sempre più importanza anche nel nostro paese.

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REGGINA, UNO PIU’ UNO FA DUE…

 

di Antonio Barillà per Latinasport.info e Reggina Club Latina

I tifosi amaranto attendono notizie dalla società. La Reggina sta gettando le basi per programmare la stagione futura. Dopo la separazione dall’allenatore Zeman, Praticò e soci stanno regolarizzando le posizioni per quello che riguarda l’iscrizione al prossimo campionato e tutte le scadenze da rispettare. Il Presidente  ha ribadito, a più riprese, che non vi saranno problemi sotto questo aspetto e che l’impegno preso verrà portato avanti, oggi nei limiti di quelle che sono le possibilità economiche della società, in attesa di tempi migliori che verosimilmente significa entrata di altri soci, magari stranieri. Staremo a vedere.

L’aspetto tecnico è ovviamente ancora da definire nonostante il ben servito a Zeman. Abbiamo comunque avuto sentore che alla corte di Praticò potrebbe arrivare Stefano Sanderra oppure Antonio Calabro.

Il primo arriva da una drammatica situazione vissuta a Catanzaro culminata con l’allontanamento a causa delle incomprensioni avute con il Patron Cosentino. Ultimamente, il giovane ma esperto allenatore romano aveva declinato un’ipotetica chiamata del Latina del nuovo corso che è ancora in fase embrionale. Infatti, come i tifosi amaranto avranno potuto leggere, il Latina Calcio non esiste più: è miseramente fallito sotto i colpi della Procura e di gente decisamente incapace di gestire un qualcosa evidentemente più grande di loro. Sanderra, durante una trasmissione dell’unica TV pontina, ha annunciato di avere mercato in Lega Pro e di essere già in contatto con una società meridionale dal grande passato. Uno più uno fa due. I bene informati, comunque, lo danno già in riva allo Stretto.

Antonio Calabro, pugliese di Galatina, è un nome ed una garanzia dopo il prestigioso piazzamento della ”sua” Virtus Francavilla. Tra l’altro, Calabro è un estimatore del 3-5-2 che la Reggina pratica quasi a memoria. Dovessero rimanere elementi come Bangu, Bianchimano, De Francesco e Capitan Coralli la disposizione tattica attuata dal quarantenne darebbe più di qualche soddisfazione al pubblico amaranto.

Anche noi di Latinasport.info abbiamo parlato del momento no vissuto dalla coppia più bella della serie C ma non vogliamo né credere né concepire che le strade ”del gatto e della volpe” si possano dividere. Risulta infatti difficile pensare che in tutto questo tempo il Presidente Praticò ed il DG Martino non ne abbiamo parlato. Il fatto che Martino abbia più volte parlato dell’asticella delle ambizioni da alzare, significa che qualcosa c’è.

Ovviamente il confronto con i soci, le successive valutazioni e la scelta del nuovo allenatore, rappresentano i primi passi del nuovo percorso, aspetti che ancora non sono stati ufficialmente esposti ma è plausibile che le prime notizie possano arrivare a partire dalla settimana prossima. Su crowdfunding, sponsorizzazioni, campagna abbonamenti, la parte organizzativa della società ci lavora da tempo.

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PRATICO’ – MARTINO, LE STRADE SI DIVIDONO?

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Mimmo Praticò valuta e compie e parla poco. Il silenzio, d’altronde, è d’oro, in special modo quando bisogna prendere scelte così importanti. Per il momento l’unica decisione presa in maniera definitiva è quella riguardante l’allenatore. I forti dubbi su Karel Zeman, che si sono trascinati per gran parte del campionato, hanno preso il sopravvento su quel finale a dir poco esaltante che, ad ogni buon conto, non è stato sufficiente a far cambiare idea alla proprietà. Un provvedimento assunto direttamente dal Presidente che mai – prima d’ora – era entrato nel merito sulle questioni tecniche. Ma qualcosa è cambiato e sta cambiando perché Mimmo Praticò vuole vederci chiaro e condividere le scelte tecniche operate dal Direttore Generale della società che, in tal senso, viene messo in fortissima discussione. E’ inutile nasconderlo: il rapporto tra i due si è parecchio raffreddato. E’ vero che a breve i due si incontreranno ma è altrettanto vero che la società ha inteso guardarsi intorno e fare una serie di valutazioni che sono ancora in atto. Insomma urge capire se sarà possibile percorrere un’unica via piuttosto che strade diverse. In questi giorni verrà fuori un’altra decisione definitiva. Le alternative ci sono già che hanno però bisogno di giuste e ponderate valutazioni. Ad ogni modo, il giocattolo non si è rotto: i tifosi della Reggina disseminati in tutto il mondo possono dormire sonni tranquilli. Anzi…

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