LATINA, IL SILENZIO E’ D’ORO…

Del ”nuovo” corso del Latina – se un nuovo corso ci sarà – non se ne sa proprio nulla: tutto è rinchiuso negli stanzoni del Municipio e da quei tortuosi anfratti esce poco o niente. La parola d’ordine sembra “Il silenzio è d’oro come il titolo del film  diretto da René Clair, vincitore del Pardo d’Oro al Festival di Locarno nel lontano 1947. E’ un’attesa sfiancante che sta letteralmente logorando il popolo nerazzurro. Negli ultimi tempi, come ci è parso di sentire nei bar, nelle piazze e nei vari ritrovi cittadini, i tifosi non credono più al progetto. Più di qualcuno, addirittura, rimpiange Indiana JonesMancini e la sua ”Lega Pro perduta”. Paradossale? Mica tanto: dopo gli insulti, gli sberleffi, gli improperi, gli scherni e l’irrisione nei confronti dell’imprenditore romano, più di qualche persona sta ritornando sui suoi passi: ”La Serie C è serie C… Con questi Signori si avrà almeno la serie D oppure…?” Tralasciamo il significato specifico dell’avverbio ”oppure” che ha pur sempre un fortissimo valore ed un molteplico peso. Ma se la gente ha cambiato opinione in così poco tempo ci sarà un perché che tralasciamo e vogliamo tralasciare per rispetto al lavoro del Sindaco Damiano Coletta che si è dovuto fare garante come le norme della FIGC dettano ed impongono in materia di fallimento sportivo.

L’attesa è, insomma, inevitabile ed ineluttabilmente deve rimanere tale. La cordata si deve preparare a ciò che verrà con la palese consapevolezza di tagliare quanto più possibile con quel passato prossimo che definire imbarazzante e pieno zeppo di errori (ed omissioni) è il minimo sindacale. Formalità (mica tanto formalità ma chiamiamole anche così) e poi scadenze da rispettare, trattative da portare avanti attraverso l’opera delle componenti, unità d’intenti sempre necessaria per raggiungere nuovi traguardi rispettabili e ”subitaneamente” quantificati devono essere una costante senza, ovviamente tralasciare nulla, men che meno la parte tecnica. Appunto, la parte tecnica, con un progetto delineato e chiaro, ma non solo: la nuova società dovrà lavorare alacremente e con la giusta avvedutezza per raggiungere quei risultati sportivi che il popolo nerazzurro non auspica ma pretende

Il Nuovo Latina lavora ma lo fa  sottotraccia come si faceva nei paesi ante caduta del Muro di Berlino. L’importante, comunque, è che stia lavorando a quelle che devono essere le imminenti scelte. Non vogliamo credere ad un qualcosa di diverso perché la gente nerazzurra non se lo merita.

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