CARPI E BENEVENTO NON SI FANNO MALE

Il primo atto della finalissima verso la “A” finisce 0-0 nel catino di Carpi con soli 5500 spettatori (1500 giunti da Benevento)

I primi 90′ non producono squilibri né gol né tanto meno gioco per cui tutto si deciderà giovedì sera al “Santa Colomba-Ciro Vigorito”. A parità di reti, al triplice rischio, sarebbero i sanniti a seguire Spal e Verona nel massimo campionato italiano. Al “Cabassi” – pieno di 5500 anime massima capienza, una vergogna – dopo un primo tempo gradevole, è seguita una ripresa priva di emozioni.

Carpi-Benevento, playoff Serie B 2016-2017: un duello tra Mirko Eramo (con la mascherina protettiva) e Simone Romagnoli (LaPresse)

 

La cronaca della partita

Primo tempo gradevole e dai ritmi alti: le due squadre si controllano ma, al tempo stesso, non rinunciano all’iniziativa offensiva. Al 2′ ci prova subito il Benevento, con un destro (neutralizzato da Belec) di Karamoko Cissé, schierato come unica punta a causa delle assenze di Ciciretti, Pușcaș (squalificato) e Ceravolo, in panchina perché ancora non al meglio.

Carpi-Benevento, playoff Serie B 2016-2017: un contrasto tra il terzino del Benevento (in maglia scura) Walter López e Fabio Concas (LaPresse)

 

Il Carpi, senza allenatori in panchina a causa delle squalifiche di Fabrizio Castori e del vice Giandomenico Costi, si fa sentire al 10′ con una volée di Bianco che sibila il palo alla sinistra di Cragno. Passa un minuto e tornano in auge i sanniti, con un sinistro velenoso di Viola, che dai venti metri impegna Belec in tuffo. Il Carpi ci prova con la sua arma migliore, il contropiede, come quello innescato al 22′ da Letizia ma gettato alle ortiche da Lasagna. KL15 prova a farsi perdonare al 35′ con una rasoiata che fa scorrere un brivido lungo la schiena di Cragno. Nella ripresa è Di Gaudio a gettare al vento un contrattacco doc al minuto 63. A parte questo (e un parziale blackout di una torre d’illuminazione del “Cabassi”), da qui al triplice fischio, accade davvero poco. Ogni verdetto è rinviato al match di ritorno, in uno stadio sannita che si prevede completamente pieno di sedicimila anime. Per questo motivo speriamo possano essere promossi i sanniti: sarebbe una vergogna ”mandare” di nuovo in A una società seguita da 3500 tifosi.

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