Il Real Madrid annienta la Juventus in Finale di Champions League

di Matteo Giovanni Troiani

La finale di Champions League disputata a Cardiff ha visto trionfare gli ”alieni” del Real Madrid per 4-1 contro la Juventus. I madridisti, quindi hanno potuto alzare al  cielo la loro dodicesima coppa dalle grandi orecchie.

Il Real stabilisce un nuovo record in assoluto, vincendo due finali consecutive da quando si chiama Champions League; durante il periodo in cui si chiamava “Coppa Campioni” ne ha vinti addirittura 5, per poi perdere la sesta finale contro l’Inter di Herrera.

Le Formazioni :

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La partita  pare scaldarsi già dall’inizo con molti scontri tra Mandzukic e Carvajal. In campo la tensione si taglia a fette tra gli uomini scesi in campo. La Juve è  partita col verso giusto: dopo tre minuti Gonzalo Higuain era stato già pericoloso due volte, con un colpo di testa (2′) e con una gran botta (3′), ma la vera occasione l’ha avuta l’ex romanista Pjanic al 6′, con un destro al volo indirizzato sul primo palo su cui Navas si è lanciato in maniera ottima. Il Real una volta sola aumenta il proprio raggio d’azione e se ne vede la pericolosità, anche perché l’azione del vantaggio, l’unica dei madridisti  fino a quel momento, è scaturita da un  inconprensione fra Dybala e Dani Alves in posizione offensiva, che ha aperto la strada al contropiede madridista. Ronaldo ha innescato Carvajal il quale, con un diagonale rapido e preciso sfiorato da Bonucci, batte Buffon.

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L’armata di  Massimiliano Allegri, incassato il colpo come un esperto pugile, si rialza e in sette minuti riacciuffail pari con un azione concreta e logica. Lancio di Bonucci per Alex Sandro che crossa prontamente, stop e palleggio di Higuain, altro stop e semirovesciata  bellissima di Mandzukic a scavalcare  Keylor Navas per l’1-1. Dalla reazione bianconera sono nate anche le ammonizioni di Ramos per fallo su Dani Alves e di Carvajal che ha atterrato Manduzkic, mentre Pjanic ha protestato per un fallo di mano di Ronaldo in barriera su punizione, comunque fuori area. Il Real ci ha provato prima dell’intervallo con un diagonale di Casemiro che non dà i risultati sperati.

Nel secondo tempo  la Juventus scende in campo senza mente e ardimento. Ha continuamente sofferto sulla destra dove Barzagli è stato in balia di  Isco e Benzema, allargati a turno sulla fascia. Il Real cresce di minuto in minuto, la Juve si squaglia come neve al sole ed il gol dei blancos non si è fatto attendere troppo: prima  la fucilata da lontano rasoterra di Casemiro, poi l’incursione di Modric per CR7, dopo una dormita di Mandzukic mentre la difesa provava a risalire.

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La partita è finita esattamente al ’64. Allegri ha provato a fare dei cambi che non hanno trasformato minimamente le sorti della finale, mentre Zidane ha potuto anche regalare l’ovazione a Isco e la gloria a Bale, entrato per partecipare alla festa. Sui titoli di coda, s’è iscritto al tabellino dei marcatori  pure il neoentrato Marco Asensio, che al ’90 fà iniziare la festa. La Juventus non c’era più da parecchio: i bianconeri nel secondo tempo sono stati annientati facilmente da un Real Madrid che ha dimostrato di essere ancor più galacticos dei galacticos.

Cristiano Ronaldo si è giudicato il titolo di capocannoniere del torneo con 12 gol e stabilisce ben due record: con la vittoria di questa sera sale a 4 Champions League vinte e il calciatore che segna consecutivamente per tre finali un gol.

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Purtroppo per Gigi Buffon anche questa volta ha visto alzare al cielo la Coppa dalle grandi orecchie. La prima è successo contro il Milan nel 2003 ai rigori, la seconda contro il Barcelona nel 2015 per 3-1 e ieri sera contro il Real Madrid per 4-1. Questo resoconto ha bisogno di una considerazione: Buffon ha avuto la sfortuna di incontrare squadre molto più forti e attrezzate a cominciare dal mitico Milan di ben 14 anni fa. Capita. Fanno specie le lacrime di sconforto del portierone a fine gara che si contappongono a quelle di gioia dello Juventus Stadium non più di quindici giorni fa.

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