Ahiahi Cosenza… Il Parma blinda la finale playoff di Serie C. Giuseppe Serravite: ”Tiferò per l’Alessandria del mio amico Pillon”

Niente da fare per il Cosenza. Al Marulla, davanti a 11mila spettatori, i rossoblu Silani non vanno oltre lo zero a zero e perdono il treno della promozione in serie Cadetta in virtù del risultato di 1 a 0 ottenuto dal Pordenone in terra friulana. Appuntamento rimandato alla prossima stagione.

I tifosi del Cosenza presenti nella gara di andata a Pordenone



I ducali del Parma, dopo aver vinto 2-1 la gara d’andata contro la Lucchese, si sono ripetuti espugnando anche il campo dei toscani con lo stesso risultato. Sarà quindi tra Parma e Pordenone la semifinale playoff per designare la quarta promozione in B che si disputerà in gara secca a Firenze, domenica prossima.

Era quasi riuscita l’impresa al Livorno che arrivava al Giglio di Reggio Emilia con l’1 a 2 subito al Picchi. I toscani erano andati in doppio vantaggio per poi farsi rimontare dalla rete di Cesarini. Ai supplementari arriva il due pari e sono gli emiliani a passare il turno. Sarà quindi Reggiana – Alessandria l’altra semifinale.

Ci sarà da divertirsi. Abbiamo sentito telefonicamente l’amico Giuseppe Serravite, ex bomber di tante squadre semi-professioniste e dilettantistiche nonché guru del giornalismo sportivo calabrese ed enciclopedia umana dei fatti sportivi che riguardano gli amaranto e non solo. Con lui abbiamo parlato di questi play off: <<Mi ha sorpreso positivamente il Cosenza che si è ben determinato in questo finale di campionato. Secondo il mio punto di vista la semifinale sarebbe dovuta essere Parma-Cosenza con i silani potenziali vincitori. Il Parma, infatti, mi ha profondamente deluso. Scaglia? Tanto fumo e niente arrosto. L’unico allenatore che ha saputo sfruttare al meglio le sue caratteristiche è stato Vincenzo Vivarini capace di fare buone cose in quel Latina che non avrebbe potuto dare di più vista la situazione societaria. Ritornando ai play off – conclude l’amico Giuseppe – ho visto un bel Lecce anche se è stato sfortunato dal dischetto. L’Alessandria del mio amico Pillon piano piano sta risalendo la china ed alla fine conquisterà la promozione ai danni del Parma che, ripeto, non mi ha assolutamente entusiasmato. Io tifo per l’Alessandria visto che il Sud non è più rappresentato>>. 

 

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IL LECCE VIENE PIEGATO AI RIGORI 

In casa giallorossa Mister Rizzo fa giocare la sua squadra con un 4-3-3 che vede Perucchini in porta; Lepore, Cosenza, Giosa e Ciancio in difesa. Costa Ferreira, Arrigoni e Lepore a centrocampo; Pacilli, Caturano e Torromino a comporre il trio offensivo. Nell’Alessandria il tecnico Pillon si affida al 4-4-2 con il duo d’attacco composto da Bocalon e Gonzalez. Nicco sostituisce in mezzo al campo lo squalificato Cazzola.

Il Lecce impone subito il suo gioco. I salentini ci provano con Costa Ferreira: tiro cross che si perde abbondantemente sul fondo. Rispondono i grigi con un’azione manovrata chiusa da un tiro a giro di Gonzalez, alto di poco sull’incrocio dei pali. Al 17’ ancora Lecce con Ciancio che fugge a sinistra e crossa per Caturano il quale, tutto solo e da ottima posizione, tira fuori.

I giallorossi spingono a più non posso ed al 19’ Pacilli prova un sinistro a giro, ma la palla esce di un soffio. Il Lecce vuole segnare, non c’è un minuto di sosta: Vannucchi è super respingendo il tiro di Caturano. E’ una vera e propria battaglia tra i giallorossi ed il portiere dei piemontesi: al 22’ Vannucchi è mostruoso su Lepore. Si arriva al 43’, l’Alessandria attacca con Marras che crossa dalla destra: Cosenza, in spaccata, libera e respinge in angolo.

Nella ripresa il Lecce parte subito in attacco: botta di Costa Ferreira dal limite e deviazione in angolo di Vannucchi. Sul conseguente corner Giosa, di testa, sfiora il palo. I giallorossi non mollano, diagonale di Torromino velenosissimo con la palla che si spegne di poco a lato.

Al 64’ prima occasione per i padroni di casa: Bocalon ruba la palla a Giosa ed apre per Marras il quale entra in area e tira alto. Tre minuti più tardi azione personale di Nicco che prova un sinistro dai 15 metri, ma Perucchini para a terra senza problemi. Rizzo inserisce Mancosu e Doumbia al posto di Pacilli e Torromino: Lepore ad avanza per fare l’esterno destro.

All’80’ Doumbia ha a disposizione un’importante azione gol: l’esterno, a tu per tu con Vannucchi, prova il tiro ma il portiere respinge con un miracolo. All’89’ Costa Ferreira prende palla e prova un tiro da fuori area con Vannucchi che respinge ancora una volta.

L’arbitro assegna quattro minuti di recupero. Si fa male Vitofrancesco, Rizzo lo sostituisce con Tsonev. Lepore si arretra a fare il terzino, il bulgaro va a fare l’esterno. La partita si conclude qui: si andrà ai supplementari.

PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE – Le squadre sono molto stanche, l’unica azione degna di nota è quella di Marras che con un tiro manda la palla alta di poco.

SECONDO TEMPO SUPPLEMENTARE – Negli ultimi minuti di questa incredibile partita si susseguono i crampi sia da una parte che dall’altra. Al 117′ Mancosu, a Vannucchi ormai battuto, colpisce incredibilmete la traversa. L’Alessandria non ci sta e sfiora il vantaggio con un destro velenosissimo di Nicco che finisce fuori alla destra di Perucchini. L’arbitro assegna un minuto di recupero che scorre senza troppi sussulti. Il passaggio del turno si deciderà ai calci di rigore.

– CALCI DI RIGORE –

Costa Ferreira: calcia alto

Branca: gol

Tsonev: gol

Evacuo: gol

Mancosu: gol

Bocalon: gol

Caturano: gol

Sosa: gol

Lepore: gol

Sestu: parata di Perucchini

Ciancio: palo

Nicco: gol

L’Alessandria vince 5-4 ai calci di rigore, passa il turno e vola a Firenze per giocare la semifinale secca. Una partita dominata letteralmente dal Lecce che però non è riuscito a concretizzare le innumerevoli occasioni create.

CARPI-BENEVENTO DA BRIVIDI

Lungo il pomeriggio di Latinasport.info: oggi spazio ai playoff di Lega Pro e Serie B.
Cominciamo alle 18.00 con Alessandria-Lecce, trasmessa da Rai sport, mentre alle 18.30 l’attesissimo Reggiana-Livorno. Alle 20.30 Carpi-Benevento valida come gara d’andata per la promozione nella massima serie. E sempre alle 20.30 Cosenza-Pordenone e Lucchese-Parma.
In Lega Pro i granata della Reggiana sono in leggero vantaggio sugli amaranto del Livorno grazie al 2 a 1 dell’andata. Il Parma una settimana fa aveva vinto per due reti ad uno. Sette giorni fa, il sorprendente Pordenone aveva vinto per 1 a 0 sul Cosenza. Mentre a uno pari nella vera finale tra grigi piemontesi e giallorossi del Lecce.
Un pittoresco scorcio della Curva del Cosenza Calcio

 

 

La presentazione di Carpi-Benevento

Il Carpi per ritornare in A dopo un solo anno in B e dopo aver eliminato il Frosinone. Il Benevento per conquistare una storica promozione, bissando la prestazione di Perugia. Entrambe, ovviamente, vogliono centrare l’obiettivo di far compagnia a Spal ed Hellas Verona, già promosse al termine della regular season. Ed entrambe sono reduci da un ottimo periodo di forma. Tra finale playoff e campionato infatti i biancorossi non perdono da otto partite con uno score di 5 successi e 3 pareggi (ultimo KO a Cittadella, 4-1), mentre i giallorossi da sette con un bilancio di 5 vittorie e 2 pareggi (ultimo KO a Cesena, 4-1). Il Carpi potrà contare inoltre sul reparto difensivo, che ha blindato la propria porta da 203’, in casa addirittura da 312’ (l’ultimo a segnare fu Coronado, attaccante del Trapani). Sono quattro i precedenti tra le due squadre e i due giocati in Emilia, a Reggio Emilia e Modena, sono sempre terminati con il risultato di 1-1. Quello di domani sarà infatti il primo confronto che verrà disputato al “Cabassi”, per l’occasione pieno in ogni ordine di posto e pronto a spingere i biancorossi verso il sogno serie A. Ad arbitrare il match sarà Gianluca Manganiello di Pinerolo, coadiuvato dagli assistenti Marco Zappatore di Taranto e Emanuele Prenna di Molfetta. Designato come IV ufficiale Matteo Bottegoni di Terni, gli addizionali di porta saranno invece Aleandro Di Paolo di Avezzano e Gianluca Aureliano di Bologna.

QUI CARPI – Dopo la rifinitura ieri mattina, mister Castori ha convocato 21 biancorossi per la finale di andata di domani sera col Benevento. Assenti, oltre a Bifulco, D’Urso e Forte, gli squalificati Gagliolo e Struna. In dubbio l’acciaccato Lollo, in preallarme l’ex nerazzurro Mbaye.

Portieri: Colombi, Belec, Petkovic
Difensori: Letizia, Sabbione, Poli, Seck, Romagnoli, Lasicki
Centrocampisti: Concas, Bianco, Pasciuti, Lollo, Mbaye, Jelenic
Attaccanti: Beretta, Mbakogu, Di Gaudio, Lasagna, Carletti, Fedato

QUI BENEVENTO – I campani sono già in Emilia Romagna, trasferta per cui mister Baroni ha convocato 23 giocatori. Nella lista non figura Ciciretti, mentre è presente Ceravolo, che è pronto a stringere i denti per scendere in campo. È assente per squalifica Puscas, che è però partito comunque con la squadra. Fanno parte della spedizione giallorossa ben quattro ex amaranto della Reggina.

Portieri: Alastra, Cragno, Gori, Piscitelli
Difensori: Lucioni, Pezzi, Gyamfi, Padella, Lopez, Camporese, Venuti
Centrocampisti: Chibsah, De Falco, Del Pinto, Eramo, Matera, Melara, Viola, Buzzegoli
Attaccanti: Ceravolo, Cissé, Falco, Brignola

LE PROBABILI FORMAZIONI DEL MATCH

Carpi (4-4-2) Belec; Sabbione, Romagnoli, Poli, Letizia; Jelenic, Lollo, Bianco, Di Gaudio; Lasagna, Mbakogu. A disposizione: Colombi, Petkovic, Seck, Lasicki, Pasciuti, Mbaye, Concas, Beretta, Carletti, Fedato. All. Fabrizio Castori

Benevento (4-2-3-1) Cragno; Venuti, Camporese, Lucioni, Lopez; Chibsah, Viola; Cissè, Falco, Eramo; Ceravolo. A disposizione: Gori, Alastra, Pezzi, Gyamfi, Padella, De Falco, Del Pinto, Matera, Melara, Buzzegoli, Brignola. All. Marco Baroni

Arbitro: Gianluca Manganiello di Pinerolo

Fabio Ceravolo del Benevento in azione

QUELLA SUA MAJETTA FINA…

…tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto.

Non riuscivamo proprio ad immaginarcelo che la storia del calcio a Latina potesse finire proprio così, mentre ci stritolavamo sugli spalti per acciuffare al volo una maglietta bagnata dei nostri campioni in campo o quando palpitavamo a pochi minuti dal sogno di avere la squadra della nostra città in serie A.

Sembravano momenti unici e irrepetibili, lontani da ogni sentimento che non fosse di ritrovata identità, gioia, orgoglio e fierezza.

Il popolo pontino, giovane e neofita di queste emozioni si è lasciato andare a briglia sciolta con l’entusiamso sfrenato di chi è costretto dai lunghi digiuni a vivere con voracità i momenti di gloria. Sembrava la festa degli alpini, ripetuta ogni domenica, innaffiata dai fiumi di alcol e contettezza, più forte di un rave.

In curva è avvenuta anche la pacificazione sociale e diverse lingue e culture si sono incontrate, adeguando i nostri standard provinciali alla celebrata piazza della serie cadetta.

Ecco che i cavalli che pascolavano liberi e fecondi nel parco di Campo Boario diventavano aurighi olimpionici. Ecco che le risse da strada e le continue provocazioni e violenze che l’innocente gioventù pontina, tra cui me stesso, ha dovuto subire sono state elevate a incontri della nobile arte. Ecco che i furti, le estorsioni, le prevaricazioni sono diventate la corsa ostacoli e i due mile siepi.

Affollati sugli spalti gremiti i lontani termini esotici gitani hanno trovato una loro dignità linguistica e così si sono fusi con la più fiera stirpe fascista. Ne è nato il fascio-gitano, vera offessa alla memoria di chi ha creduto con sincerità e onestà ideali alti e nazionali.

Mejetta nera, petti in fuori e tatuaggi al sole nessuno poteva immaginare che potesse finire così, con disonore e infamia. Perchè al di là dei cialtroni, dei parolai, degli incapaci e delle giunte presuntuose e snob, nessuno reato è grave contro un popolo come quello di frodarlo e mentirgli e, ancora una volta strappargli via il futuro.

Nessuno poteva immaginare e allora proviamo a immaginarci noi diversi e, in qualunque serie giocherà la squadra, impariamo il senso dell’onore e della dignità che ci rende veramente fieri e liberi.

Angelo Dolce

Il Real Madrid annienta la Juventus in Finale di Champions League

di Matteo Giovanni Troiani

La finale di Champions League disputata a Cardiff ha visto trionfare gli ”alieni” del Real Madrid per 4-1 contro la Juventus. I madridisti, quindi hanno potuto alzare al  cielo la loro dodicesima coppa dalle grandi orecchie.

Il Real stabilisce un nuovo record in assoluto, vincendo due finali consecutive da quando si chiama Champions League; durante il periodo in cui si chiamava “Coppa Campioni” ne ha vinti addirittura 5, per poi perdere la sesta finale contro l’Inter di Herrera.

Le Formazioni :

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La partita  pare scaldarsi già dall’inizo con molti scontri tra Mandzukic e Carvajal. In campo la tensione si taglia a fette tra gli uomini scesi in campo. La Juve è  partita col verso giusto: dopo tre minuti Gonzalo Higuain era stato già pericoloso due volte, con un colpo di testa (2′) e con una gran botta (3′), ma la vera occasione l’ha avuta l’ex romanista Pjanic al 6′, con un destro al volo indirizzato sul primo palo su cui Navas si è lanciato in maniera ottima. Il Real una volta sola aumenta il proprio raggio d’azione e se ne vede la pericolosità, anche perché l’azione del vantaggio, l’unica dei madridisti  fino a quel momento, è scaturita da un  inconprensione fra Dybala e Dani Alves in posizione offensiva, che ha aperto la strada al contropiede madridista. Ronaldo ha innescato Carvajal il quale, con un diagonale rapido e preciso sfiorato da Bonucci, batte Buffon.

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L’armata di  Massimiliano Allegri, incassato il colpo come un esperto pugile, si rialza e in sette minuti riacciuffail pari con un azione concreta e logica. Lancio di Bonucci per Alex Sandro che crossa prontamente, stop e palleggio di Higuain, altro stop e semirovesciata  bellissima di Mandzukic a scavalcare  Keylor Navas per l’1-1. Dalla reazione bianconera sono nate anche le ammonizioni di Ramos per fallo su Dani Alves e di Carvajal che ha atterrato Manduzkic, mentre Pjanic ha protestato per un fallo di mano di Ronaldo in barriera su punizione, comunque fuori area. Il Real ci ha provato prima dell’intervallo con un diagonale di Casemiro che non dà i risultati sperati.

Nel secondo tempo  la Juventus scende in campo senza mente e ardimento. Ha continuamente sofferto sulla destra dove Barzagli è stato in balia di  Isco e Benzema, allargati a turno sulla fascia. Il Real cresce di minuto in minuto, la Juve si squaglia come neve al sole ed il gol dei blancos non si è fatto attendere troppo: prima  la fucilata da lontano rasoterra di Casemiro, poi l’incursione di Modric per CR7, dopo una dormita di Mandzukic mentre la difesa provava a risalire.

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La partita è finita esattamente al ’64. Allegri ha provato a fare dei cambi che non hanno trasformato minimamente le sorti della finale, mentre Zidane ha potuto anche regalare l’ovazione a Isco e la gloria a Bale, entrato per partecipare alla festa. Sui titoli di coda, s’è iscritto al tabellino dei marcatori  pure il neoentrato Marco Asensio, che al ’90 fà iniziare la festa. La Juventus non c’era più da parecchio: i bianconeri nel secondo tempo sono stati annientati facilmente da un Real Madrid che ha dimostrato di essere ancor più galacticos dei galacticos.

Cristiano Ronaldo si è giudicato il titolo di capocannoniere del torneo con 12 gol e stabilisce ben due record: con la vittoria di questa sera sale a 4 Champions League vinte e il calciatore che segna consecutivamente per tre finali un gol.

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Purtroppo per Gigi Buffon anche questa volta ha visto alzare al cielo la Coppa dalle grandi orecchie. La prima è successo contro il Milan nel 2003 ai rigori, la seconda contro il Barcelona nel 2015 per 3-1 e ieri sera contro il Real Madrid per 4-1. Questo resoconto ha bisogno di una considerazione: Buffon ha avuto la sfortuna di incontrare squadre molto più forti e attrezzate a cominciare dal mitico Milan di ben 14 anni fa. Capita. Fanno specie le lacrime di sconforto del portierone a fine gara che si contappongono a quelle di gioia dello Juventus Stadium non più di quindici giorni fa.

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