GNIF GNAF

Palude eravamo e palude torneremo. Lunghe sono le ore d’attesa nei corridoi delle stanze del comune solcate initenrrottamente dal salvatore di turno.

Lo scricchiolio degli stivali dei nuovi pionieri giunti per bonificare la città è incessante. Fino a notte le silhouette al chiarore delle lampade ad olio si intravedono attraverso le finestre che danno su Piazza del popolo.

Ecco che qualcuno esce dal comune, presto le gente chiede se ci sono novità, se qualcosa si muove e quello risoluto,  risponde: “Grandi cose, grande avvenire, bonificheremo questa palude credetemi “. Poi a grandi falcate, ripetendo il sinistro suono onomatopeico degli stivaloni sull’acquitrino, se ne va facendo “Gnif Gnaf, gnif, gnaf”.

La gente sospira e vuole credere al sogno di avere una squadra nella ormai redenta terra pontina dai miasmi e dai fetori dell’acqua stantia, dall’ ignoranza e dall’abiezione di una vita durissima e senza identità. Così si pensa tra i giardini grandi (A. Mussolini), piazza della libertà e piazza del popolo.

“Vi prometto che bonificherò questa terra malsana e malarica, porterò il progresso e la civiltà”, dice ancora il sindaco dal balcone di marmo del comune e, tornando sui suoi passi, facendo sempre quel fastidioso rumore dietro di sè “Gnif e gnaf”, raggiunge le sue stanze accogliendo altre idee e altri peronaggi in cerca di una soluzione.

“Sindaco”, gli dice uno dei tanti che riceve- dobbiamo sbrigarci, il tempo stringe se vogliamo salvare la città”.

“Quale città!- risponde furente- io vedo solo una distesa d’ acqua e di selve impenetrabili. Dobbiamo prima bonificarla e poi rifondarla”.

L’altro: “Scadano i tempi per iscrivere la squadra di calcio al campionato”.

Il sindaco si alza pensieroso, gniffa e gnaffa anora un po’ per la sala e risponde:

“Dovremmo bonificare un pezzo di palude e farne un campo più solido perchè il pallone rimbalzando non faccia gnif gnaf”.

“Già esiste, dobbiamo trovare degli imprenditori che investano ma bisogna far presto”.

“Quanto costerebbe il tutto? Spero che ce la caviamo con un mazzo di fiori, magari con una confezione di Chinino e del DDT che queste parti è sempre utile”

“300.000”

“Cosa? Ma è una follia!- dice scalpititando per la sala, Gnif gnaf, gnif gnaf- impossibile. Dobbiamo bonificare le melve, sanare gli argini, curare i bambini dare case ai pionieri”.

“Veramente queste cose le hanno già fatte 80 anni fa”.

“Non dite sciocchezze, io vedo solo una palude putrida”.

“Ma la gente avrà diritto ad avere una squadra per cui tifare e stare assieme, fare gruppo”

“Lo so io quale sport piace alla gente di qui: lo Gnif gnaf. Due squadre giocano a calcio e vince chi attraversa la palude toccando la palla solo con i piedi, geniale vero? Così facendo aiuteranno a prosciugarla. Uno sport sociale”.

“La palude è già prosciugata”.

“Ridicolo, dunque lo Gnif gnaf…

Angelo Dolce

 

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