LE AMBIZIONI DELL’UNICUSANO FONDI

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E’ una notizia non notizia o, quantomeno è soltanto un’appendice all’intervista rilasciata qualche tempo fa al Corriere dello Sport, precisamente l’anno scorso di questi tempi. <<Italianità e progettualità>>. Sono le parole d’ordine da cui l’Unicusano Fondi vuole ripartire dopo il primo anno in Lega Pro concluso con la disputa di una sola gara di play-off. Lo ha detto Stefano Bandecchi, fondatore dell’ Università “Niccolò Cusano” e ”vero” patron dell’Unicusano Fondi: «L’anno scorso si era parlato di un programma quinquennale per conquistare la B, oggi  posso sbilanciarmi: punto direttamente alla serie B.>> Insomma, l’obiettivo dichiarato è uno: il “progetto Serie B”, cioè arrivare al secondo gradino del calcio  italiano con soli talenti italiani. Un po’ come la Spal, che ha recentemente compiuto un’impresa simile tornando in Serie A senza stranieri in rosa. L’Unicusano si appresta dunque a preparare un’altra stagione in Lega Pro, innanzitutto riconfermando i vertici del team che si è da poco  guadagnato un posto nei  play-off: già firmati i rinnovi del ds Luca Evangelisti e dell’allenatore Pochesci. Il progetto di Bandecchi ha mire esclusive: «Farei come in Spagna, dove l’Athletic Bilbao è formato esclusivamente da calciatori baschi; in futuro vorrei che la mia squadra fosse formata solamente da calciatori della regione Lazio». Ci tiene però a non passare per razzista: «Non ho nulla contro gli stranieri, ma nel mondo del calcio siamo diventati troppo esterofili – prosegue Bandecchi – se vogliamo che crescano nuovi campioni italiani, i nuovi Totti, in questo sport è necessario partire dall’italianità. Sarà infatti italiana sia la proprietà che i calciatori; avere una squadra totalmente composta da atleti italiani – conclude – è un passo fondamentale per la diffusione della nostra cultura sportiva».

Quando le spiegazioni si ”danno” con la baldanza e con l’entusiasmo straripante di chi ha sempre ”masticato” calcio sin da bambino (Bandecchi è tifosissimo del Livorno ed ha praticato molti sport a livello agonistico) risulta maggiormente esauriente. Sentite le sue dichiarazioni:  <<Poi un giorno in Serie A – afferma il patron dell’UnicusanoFondi – vinceremo contro  squadre che io ritengo nel 90% dei casi straniere per proprietà o composizione. Mi scuseranno tutti per questo mio alto senso di patriottismo, e lo dico anche a quegli imprenditori che mettono le bandierine italiane sui loro prodotti>>. E’ un azzardo oppure una semplice provocazione? Propendiamo per la seconda ipotesi ma quando si è davanti ad un progetto e ad un cospicuo gruzzolo da investire, nulla può essere precluso. D’altronde, come suol dirsi, senza soldi ”non si cantano messe”.  <<Dieci squadre in Lega Pro stanno fallendo, dodici non hanno pagato gli stipendi. Qui c’è il rischio che qualcuno, che non ha pagato quanto dovuto, riesca ad arrivare in serie B e poi con i soldi dei diritti televisivi saldi i debiti. Se io allestisco uno squadrone con tutti i calciatori più forti e poi non li pago, che senso ha? Vendiamo le squadre agli stranieri e poi non paghiamo gli stipendi. Assurdo>>.

Stefano Bandecchi è un tipo tosto, concreto e pragmatico. E l’annuncio che l’UnicusanoFondi andrà in ritiro a Norcia è una ”semplice” conseguenza: <<Siamo la prima squadra di professionisti ad aver prenotato lì. Bisogna fare qualcosa di concreto per aiutare la popolazione di quel territorio a risollevarsi, le chiacchiere stanno a zero.  Tutto quello che diciamo noi proviamo a farlo>>.

E conclude con quello che non avremmo voluto sentire: <<Non verremo a giocare a Latina. Fondi ha uno stadio e per la serie A ne costruirò uno di proprietà>>. Megalomane? Visionario? Borioso? Presuntuoso? Tracotante? Sarà, ma a noi di Stefano Bandecchi piace la sua ”livornesità”…

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