LATINA, IL PRESENTE CI SFUGGE…

LATINA, IL PRESENTE CI SFUGGE…

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In attesa di novità e di scoop piuttosto che di illusioni e speranze provenienti dal Municipio di Latina, ripercorriamo la ”situazione Latina Calcio”. Partiamo con l’informare i tifosi che, secondo indiscrezioni, dalla cosiddetta ”cordata del Sindaco Damiano Coletta” sarebbe ”fuori uscito” niente popo’ di meno che il Cavaliere Aldo Braca. Sono solamente ridde di voci che si rincorrono incalzanti,  senza tregua e senza posa.

L’oggi dice che l’iniziativa di Damiano Coletta potrebbe concretamente naufragare così com’è disgraziatamente fallito il tentativo di Mancini. Con l’aggravio che, mentre l’imprenditore romano non è riuscito a mantenere la serie C perché (verosimilmente) non ha fatto bene i suoi calcoli, il Sindaco – in caso di insuccesso – lascerebbe la città di Latina senza calcio. Non crediamo che questo avvenga. O, per essere il più chiari possibili, non vogliamo crederci.

Le cronache, tuttavia, disegnano uno scenario che lascia sbigottita tutta la città: cosa starà facendo il Sindaco, come si sta muovendo, che tipo di società vuole allestire, chi avrebbe chiamato alla sua corte, chi avrebbe rifiutato e chi si sarebbe ritirato nel frattempo? Ergo: perché il Primo Cittadino di Latina non dice ”ufficialmente” come stanno effettivamente le cose? Le stesse cronache riportate da alcuni giornali raffigurano una cordata composta da sette partecipanti con il primo cittadino che cerca altri tre aspiranti candidati. Insomma, se non si tratta di ”azionariato popolare” poco ci manca.

Quando la nostra testata aveva lanciato l’idea, c’è stato qualche ”ben pensante” che si è messo a ridere a crepapelle. ”E chi li metterebbe sti soldi?” ci hanno detto. Ebbene, non più tardi di due anni fa di questi tempi, la nostra testata nella città di Latina ha raccolto ben seimila euro per salvare la Reggina. Perché non poterlo fare allora pure per il Latina a Latina?

Oramai siamo fuori tempo massimo per cui non possiamo far altro che confidare in Coletta che riuscirà a emozionarci con la storica ”veni, vidi, vici”… Venni, vidi, vinsi è la frase più celebre che il condottiero Gaio Giulio Cesare pronunciò dopo aver spazzato via, in pochissimo tempo e senza alcuna difficoltà, l’esercito di Farnace a Zela. In questo caso, però, la battaglia è contro un nemico che non si vede e non si sente nell’immediato: il tempo. Gustave Flaubert diceva che ”L’avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge”.

 

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