CIRCA 350MILA EURO SOLO PER PARTECIPARE ALLA SERIE D

CIRCA 350MILA EURO SOLO PER PARTECIPARE ALLA SERIE D

In data 4 luglio dello scorso anno, la Lega Nazionale Dilettanti rendeva note date e modalità per l’iscrizione al campionato di serie D 2016-2017 . I club aventi diritto avrebbero potuto presentare ”online” la domanda per la partecipazione al torneo di quarta serie dal 4 luglio sino alle ore 18.00 del 12 luglio.

A corredo della documentazione richiesta,  i club avrebbero dovuto versare la ”tassa associativa a fondo perduto” di 300mila euro, 11mila euro per i diritti d’iscrizione alla serie D e 2mila per l’iscrizione al campionato Juniores Nazionali, obbligatorio per tutti i team, più 3200 euro per l’acconto spese. Inoltre, sarebbe dovuto essere necessario allegare la fidejussione esclusivamente bancaria pari a 31mila euro. La Covisod quindi avrebbe esaminato le domande entro il 22 luglio ed i club che eventualmente sarebbero stati bocciati, avrebbero avuto tempo sino al 26 di Luglio per presentare ricorso, allegando la tassa di 500 euro e entro il 28 l’organismo di controllo si sarebbe pronunciato sul ricorso.

Dovessero rimanere inalterate le somme dovute, il Latina dovrebbe pagare una cifra pari a 347.200 euro per partecipare al massimo torneo dilettante nazionale.

Siamo andati a spulciare il  Comunicato Ufficiale n. 239/L del 10.06.2016 che regola, tra l’altro, i caso di non ammissione ad un campionato professionistico. ”In caso di non ammissione al campionato di Serie A, Serie B e di Divisione Unica-Lega Pro – spiega il dispositivo – il Presidente Federale, d’intesa con il Presidente della LND, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della LND, anche in soprannumero, purché la stessa società adempia alle prescrizioni previste dal singolo Comitato per l’iscrizione al Campionato. Qualora fosse consentita la partecipazione al Campionato Interregionale o al Campionato Regionale di Eccellenza, la società – impone la norma – dovrà versare un contributo alla FIGC nel primo caso non inferiore ad euro 300.000,00 e nel secondo caso non inferiore ad euro 100.000,00. E’ facoltà del Presidente, d’intesa con i Vice Presidenti della FIGC, con il Presidente della Lega Dilettanti e con i Presidenti delle componenti tecniche stabilire un contributo superiore al predetto minimo.”

Colpisce questo capoverso: ”E’ facoltà del Presidente, d’intesa con i Vice Presidenti della FIGC, con il Presidente della Lega Dilettanti e con i Presidenti delle componenti tecniche stabilire un contributo superiore al predetto minimo” che, senza ulteriori specificazioni, chiarimenti, giustificazioni o alternative impone un contributo eventualmente differente per talune società.

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MORGAN PEDRETTI: ‘’A LATINA HO VISSUTO UN’ESPERIENZA CHE MI HA FATTO CRESCERE’’

di Salvatore Condemi per http://www.latinasport.info

<<Sto inseguendo un sogno>> dice Morgan Pedretti, faccia pulita di un bambino nel fisico d’un ragazzone alto un metro e ottanta. Professione? <<Studente che sogna di emulare Buffon o Donarumma…>> La voce è flebile, forse rotta dall’emozione di trovarsi di fronte ad un attempato giornalista con una penna in mano e pronto a riportare tutto. Perché ne ha cose da raccontare dopo l’esperienza di Latina. <<Tutto ad un tratto mi son trovato da solo a oltre 700 chilometri da casa. E non è stato facile.>>

Chi parla è Morgan Pedretti, 15 anni, portiere classe 2002 in forza al Latina almeno fino a pochi giorni fa.

Con noi c’è il padre Alberto, che si sente orgoglioso del suo ragazzo. E sfidiamo chiunque a non esserlo avendo un figlio di 15 anni che ultimamente è stato stabilmente convocato con la squadra Under 17. Ci racconta: <<Morgan ha iniziato a 5 anni e mezzo a giocare nella la US Sestese, seguito costantemente dall’amato nonno, ex giocatore del Bari e della Juve ed altre squadre di serie B e di serie C. Ora purtroppo il nonno non c’è più. A Sesto Calende ha iniziato come giocatore di movimento, per poi appassionarsi grazie al nonno al ruolo di portiere. All’età di 8 anni è stato contattato dalla Soccer Boys, società di rilievo che sceglieva le giovani promesse per poi inserirle nel calcio professionistico; nel 2013 è passato al Novara Calcio dove rimane per due stagioni affinando la tecnica e imparando rigore, disciplina e sacrificio grazie all’amato mister dei portieri Fulvio Ferrara. La stagione seguente sarebbe dovuto andare al Varese Calcio, scelto dal mister Ermes Berton, ma purtroppo il destino ha voluto che il Varese fallisse. A quel punto abbiamo ricevuto la telefonata dell’Aurora Pro Patria che, venuta a conoscenza del fallimento del Varese e del fatto del fatto che Morgan fosse svincolato, lo ha richiesto come primo portiere di esperienza. Ma a Busto Arsizio non è andata come speravamo per vari motivi e Morgan si è svincolato. A quel punto mister Ermes Berton si è offerto di allenare a titolo gratuito Morgan presso la società Verbano Calcio, aggregando il ragazzo alla prima squadra che in quel momento disputava il campionato di Eccellenza. Nel frattempo Morgan ha fatto diversi provini tra cui Alessandria, Giana Erminio, Renate, Pescara e Latina. La scelta è ricaduta sui laziali e Morgan dal 29 settembre del 2016 si è trasferito, lasciando la famiglia a soli 14 anni>>.

E’ la volta del ragazzo: <<A Latina sono stato fortemente voluto dal mister dei portieri della prima squadra del Latina calcio, Fabrizio Zambardi. Da subito sono stato aggregato al gruppo della primavera e degli Under 17, unico 2002 della rosa. Come mi sono trovato a Latina? E’ stata dura. Non mi sono trovato bene anche perché il Convitto dove risiedevo era a Norma. Il più delle volte partivo con l’autobus il mattino presto e facevo ritorno sempre con i mezzi pubblici la sera tardi e spesso senza neppure mangiare. Alcuni dirigenti del Latina non sapevano neppure della mia esistenza. Poi mio papà mi ha preso un appartamento a Latina: da quel momento sono stato addirittura abbandonato completamente dalla società. E’ stata un’esperienza tremenda che mi ha fatto crescere sotto tutti i punti di vista. Quando sono arrivato a Latina sono stato aggregato alla Selezione Primavera allenata da Mister Quaglieri. Ero il più piccolo ed ho legato con tutti. Ho avuto dei problemini solo con uno che aveva paura che gli soffiassi il posto tra i pali. Al convitto, a parte i problemi logistici, mi son trovato bene con i compagni. Si mangiava da schifo ma va bene così: è acqua passata.>>

Poi è arrivata la convocazione… <<Si, quando sono stato inaspettatamente convocato da Mister Carlo Pedi, ho toccato il cielo con un dito. E’ vero che ho ‘’fatto’’ 11 panchine ma è pur vero che per un ragazzo di 15 anni è stata una grande soddisfazione far parte di un gruppo di ragazzi che erano almeno 2 anni più grandi. E’ stata una bellissima esperienza.>>

Guardandolo, si nota che non è un adolescente come tutti gli altri. La sua felicità sono un paio di guanti, un paio di scarpette e un pallone. Nonostante gli allenamenti siano intensi e frequenti, Morgan frequenta il liceo delle Scienze Umane opzione Economico Sociale presso l’Istituto Alessandro Manzoni, con voti che vanno dal 7 al 9. Oltre ad essere un bravo giocatore è evidentemente un ottimo studente.

E poi? <<Noi continuiamo a vivere a Sesto Calende, ma con il cuore siamo stati a Latina, insieme a lui! Per noi – dice il papà – Morgan è un orgoglio sotto tanti punti di vista: scuola, calcio, educazione e per ringraziarlo non possiamo fare altro che aiutarlo nella sua smisurata passione standogli vicino e sostenendolo nelle sue decisioni. Siamo una famiglia semplice, facciamo lavori umili, ma onesti. Morgan ha anche una sorellina che ad oggi ha un anno e mezzo, altro motivo di sofferenza per Morgan che ne è infinitamente innamorato. Ed ora? Non lo so. Deve continuare a studiare…>>

La stessa domanda la poniamo a Morgan: <<Non lo so, ma io ho voglia di fare sacrifici per il pallone per togliermi tante soddisfazioni ma soprattutto per darle ai miei genitori.>>

Un’ ultimissima domanda: se ti arrivasse una chiamata da Reggio Calabria? <<Ci andrei subito. Reggio è una piazza importantissima. La lontananza non mi interessa e non mi fa paura: ci sono le vacanze per stare con la famiglia>>

L’avevamo detto che Morgan non è un adolescente come tutti gli altri. Chiunque società avesse intenzione di prenderlo in carica, avrà una perla ed un portiere di sicuro affidamento e dal futuro fulgido. Parola di uno che di ”pallone” – senza offesa – ne capisce.

 

 

LATINA, IL PRESENTE CI SFUGGE…

LATINA, IL PRESENTE CI SFUGGE…

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In attesa di novità e di scoop piuttosto che di illusioni e speranze provenienti dal Municipio di Latina, ripercorriamo la ”situazione Latina Calcio”. Partiamo con l’informare i tifosi che, secondo indiscrezioni, dalla cosiddetta ”cordata del Sindaco Damiano Coletta” sarebbe ”fuori uscito” niente popo’ di meno che il Cavaliere Aldo Braca. Sono solamente ridde di voci che si rincorrono incalzanti,  senza tregua e senza posa.

L’oggi dice che l’iniziativa di Damiano Coletta potrebbe concretamente naufragare così com’è disgraziatamente fallito il tentativo di Mancini. Con l’aggravio che, mentre l’imprenditore romano non è riuscito a mantenere la serie C perché (verosimilmente) non ha fatto bene i suoi calcoli, il Sindaco – in caso di insuccesso – lascerebbe la città di Latina senza calcio. Non crediamo che questo avvenga. O, per essere il più chiari possibili, non vogliamo crederci.

Le cronache, tuttavia, disegnano uno scenario che lascia sbigottita tutta la città: cosa starà facendo il Sindaco, come si sta muovendo, che tipo di società vuole allestire, chi avrebbe chiamato alla sua corte, chi avrebbe rifiutato e chi si sarebbe ritirato nel frattempo? Ergo: perché il Primo Cittadino di Latina non dice ”ufficialmente” come stanno effettivamente le cose? Le stesse cronache riportate da alcuni giornali raffigurano una cordata composta da sette partecipanti con il primo cittadino che cerca altri tre aspiranti candidati. Insomma, se non si tratta di ”azionariato popolare” poco ci manca.

Quando la nostra testata aveva lanciato l’idea, c’è stato qualche ”ben pensante” che si è messo a ridere a crepapelle. ”E chi li metterebbe sti soldi?” ci hanno detto. Ebbene, non più tardi di due anni fa di questi tempi, la nostra testata nella città di Latina ha raccolto ben seimila euro per salvare la Reggina. Perché non poterlo fare allora pure per il Latina a Latina?

Oramai siamo fuori tempo massimo per cui non possiamo far altro che confidare in Coletta che riuscirà a emozionarci con la storica ”veni, vidi, vici”… Venni, vidi, vinsi è la frase più celebre che il condottiero Gaio Giulio Cesare pronunciò dopo aver spazzato via, in pochissimo tempo e senza alcuna difficoltà, l’esercito di Farnace a Zela. In questo caso, però, la battaglia è contro un nemico che non si vede e non si sente nell’immediato: il tempo. Gustave Flaubert diceva che ”L’avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge”.

 

LE AMBIZIONI DELL’UNICUSANO FONDI

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E’ una notizia non notizia o, quantomeno è soltanto un’appendice all’intervista rilasciata qualche tempo fa al Corriere dello Sport, precisamente l’anno scorso di questi tempi. <<Italianità e progettualità>>. Sono le parole d’ordine da cui l’Unicusano Fondi vuole ripartire dopo il primo anno in Lega Pro concluso con la disputa di una sola gara di play-off. Lo ha detto Stefano Bandecchi, fondatore dell’ Università “Niccolò Cusano” e ”vero” patron dell’Unicusano Fondi: «L’anno scorso si era parlato di un programma quinquennale per conquistare la B, oggi  posso sbilanciarmi: punto direttamente alla serie B.>> Insomma, l’obiettivo dichiarato è uno: il “progetto Serie B”, cioè arrivare al secondo gradino del calcio  italiano con soli talenti italiani. Un po’ come la Spal, che ha recentemente compiuto un’impresa simile tornando in Serie A senza stranieri in rosa. L’Unicusano si appresta dunque a preparare un’altra stagione in Lega Pro, innanzitutto riconfermando i vertici del team che si è da poco  guadagnato un posto nei  play-off: già firmati i rinnovi del ds Luca Evangelisti e dell’allenatore Pochesci. Il progetto di Bandecchi ha mire esclusive: «Farei come in Spagna, dove l’Athletic Bilbao è formato esclusivamente da calciatori baschi; in futuro vorrei che la mia squadra fosse formata solamente da calciatori della regione Lazio». Ci tiene però a non passare per razzista: «Non ho nulla contro gli stranieri, ma nel mondo del calcio siamo diventati troppo esterofili – prosegue Bandecchi – se vogliamo che crescano nuovi campioni italiani, i nuovi Totti, in questo sport è necessario partire dall’italianità. Sarà infatti italiana sia la proprietà che i calciatori; avere una squadra totalmente composta da atleti italiani – conclude – è un passo fondamentale per la diffusione della nostra cultura sportiva».

Quando le spiegazioni si ”danno” con la baldanza e con l’entusiasmo straripante di chi ha sempre ”masticato” calcio sin da bambino (Bandecchi è tifosissimo del Livorno ed ha praticato molti sport a livello agonistico) risulta maggiormente esauriente. Sentite le sue dichiarazioni:  <<Poi un giorno in Serie A – afferma il patron dell’UnicusanoFondi – vinceremo contro  squadre che io ritengo nel 90% dei casi straniere per proprietà o composizione. Mi scuseranno tutti per questo mio alto senso di patriottismo, e lo dico anche a quegli imprenditori che mettono le bandierine italiane sui loro prodotti>>. E’ un azzardo oppure una semplice provocazione? Propendiamo per la seconda ipotesi ma quando si è davanti ad un progetto e ad un cospicuo gruzzolo da investire, nulla può essere precluso. D’altronde, come suol dirsi, senza soldi ”non si cantano messe”.  <<Dieci squadre in Lega Pro stanno fallendo, dodici non hanno pagato gli stipendi. Qui c’è il rischio che qualcuno, che non ha pagato quanto dovuto, riesca ad arrivare in serie B e poi con i soldi dei diritti televisivi saldi i debiti. Se io allestisco uno squadrone con tutti i calciatori più forti e poi non li pago, che senso ha? Vendiamo le squadre agli stranieri e poi non paghiamo gli stipendi. Assurdo>>.

Stefano Bandecchi è un tipo tosto, concreto e pragmatico. E l’annuncio che l’UnicusanoFondi andrà in ritiro a Norcia è una ”semplice” conseguenza: <<Siamo la prima squadra di professionisti ad aver prenotato lì. Bisogna fare qualcosa di concreto per aiutare la popolazione di quel territorio a risollevarsi, le chiacchiere stanno a zero.  Tutto quello che diciamo noi proviamo a farlo>>.

E conclude con quello che non avremmo voluto sentire: <<Non verremo a giocare a Latina. Fondi ha uno stadio e per la serie A ne costruirò uno di proprietà>>. Megalomane? Visionario? Borioso? Presuntuoso? Tracotante? Sarà, ma a noi di Stefano Bandecchi piace la sua ”livornesità”…

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