I CIOCIARI VEDONO FAR FESTA

La squadra di Castori con doppia inferiorità numerica, compie una vera e propria impresa vincendo a Frosinone in una partita dove si è visto di tutto.

Dopo lo striminzito pareggio dell’andata, il primo tempo sarà tramandato ai posteri soltanto per l’espulsione di Struna, per doppia ammonizione. La squadra ospite resiste ed al 78′ della ripresa si vede addirittura negare un rigore ”grande quanto una casa” per fallo su Di Gaudio. Nel trambusto che segue viene espulso anche Gagliolo. Il tecnico carpigiano Castori entra in campo per protestare e viene allontanato dall’arbitro mentre Mbakogu se ne va polemicamente dal terreno di gioco anche se “ufficialmente” sostituito da Fedato. Il Frosinone sembra destinato a passare per la migliore posizione in regular season ma a 4′ dal termine ecco lo zampata di Letizia, che da 25 metri regala ai suoi una finale oramai inaspettata. Mbakogu, nell’esultanza seguita al gol, rivolge un gestaccio ai tifosi di casa. A partita terminata, giocatori e tecnico sono stati sonoramente contestati a suon di fischi. Insomma epilogo ben diverso rispetto ai programmi della vigilia per i canarini che devono ritornare a calcare i campi della serie cadetta. Se Atene piange, Sparta non ride…

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ARONICA: ”UN IN BOCCA AL LUPO AL LATINA”

Vi proponiamo una breve intervista realizzata da Latinasport.info all’ex difensore di Reggina, Palermo, Juve e NapoliSalvatore Aronica, incontrato per caso in un Autogrill dell’Autostrada Salerno – Reggio Calabria dal nostro Antonio Barillà.

L’ex giocatore amaranto è stato dapprima titubante nel parlare della sua ex squadra ma poi si è sciolto: <<La Reggina ha centrato una salvezza importantissima al primo tentativo: questo significa tantissimo in termini di entusiasmo. In questi casi il blasone conta poco anche se giocare contro la squadra amaranto ha il proprio fascino. Il colore amaranto incute sempre molto rispetto in qualsivoglia categoria>>.

Visto che ci siamo, parliamo del Latina: <<Non conosco la realtà ma il mio amico Mark Iuliano mi ha sempre detto un gran bene. Quando una società fallisce, falliscono tutti. Io ho vissuto marginalmente quella della Reggina e ne so qualcosa. Non so chi si sia avvicinato al Latina negli ultimi tempi anche se ho seguito la vicenda attraverso i giornali. Credo – prosegue l’ex terzino che dovrebbe trovare panchina in questi giorni – che il fallimento sia stato inevitabile ma non so se ricominciare dai dilettanti serva a risalire la china in tempi rapidi. Non tutte le società hanno la forza e la consapevolezza di essere la Reggina o il Messina o il Palermo. Mi sento vicino ai giocatori del Latina che hanno fatto quello che hanno potuto, ai tifosi e a tutti coloro che dovranno ricominciare>>.

Alla domanda ‘’come si dovrà operare secondo Salvatore Aronica?’’, il palermitano si destreggia così: <<Ripeto, non sarà facile. La Serie D è una categoria difficile, però, di fronte ad un progetto serio, nulla risulta irrealizzabile. Non sarà una passeggiata, di questo ne sono sicuro. Bisogna provarci, tutto qui>>.

Scoop! Ecco la squadra del cuore del Sindaco

Finalmente la controversa questione del calcio pontino trova una soluzione.

Un cordata guidata dalla cooperativa Latina Bene Comunque si impegna a salvare la squadra ed è subito entusiasmo.

Il progetto è solido e pone le sue basi su valori fondamentali come l’amore la fratellanza e l’integrazione.

“Aspettiamo che presto sbarchino rinforzi. Nella nostra squadra sarà bene dare spazio anche a chi non ha voce in società. Quindi in formazione sarà importante avere tra i pali, in prestito dalla cooperativa “alcolisti anonimi” un vero fenomeno che prende tutte le palle, anche tre alle volta. In difesa un gruppo di rifugiati. Sulle fasce due convertite all’Islam che giocheranno col velo e in attacco due ex scafisti che hanno cambiato vita”.

L’entusiasmo è contagioso è a breve altre novità mercato.

Primi obiettivi?

L’importante è partecipare e sarebbe bello che anche la cittadinanza partecipasse, magari portando fiori allo stadio.

Primo appuntamento: memoriale Scarpetta rossa.

Si consolida il gemellaggio con il Ramahalla e presto le news e le partite saranno trasmesse su radio del popolo.

Angelo Dolce

 

BRAVO TOTTI. LA TUA SIMPATIA OSCURA TUTTI. MA A REGGIO CALABRIA…

Francesco Totti è conosciuto da tutti per le prodezze che ”sa fare” in campo e dovrà essere ricordato come un grande atleta a livello sportivo. Ma soprattutto a livello umano. La sua carriera ed il suo amore per questo sport, in particolar modo per la Roma sono da ammirare e da applaudire aldilà delle rivalità.

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Totti all’età di 10 anni

Tutto però arriva ad una fine e dopo all’addio alla nazionale italiana ora è arrivato il momento di dire anche addio alla serie A ed alla sua tanto amata maglia rosso e gialla. Si lascia alle spalle però una carriera di tutto rispetto con vittorie in campo nazionale ma anche internazionale come il titolo mondiale ed europeo con la nazionale italiana.

Francesco Totti in lacrime per l’addio al calcio giocato, ma anche l’Olimpico piange il suo campione. Il n.10 rientra in campo per l’addio alla maglia giallorossa e tutto l’Olimpico applaude mostrando cartelli giallorossi: all’abbraccio a James Pallotta al quale vengono tributati fischi e soltanto fischi. Poi il giocatore non trattiene le lacrime e abbraccia i suoi figli in campo. Giro di campo per Francesco Totti all’Olimpico, e tutto lo stadio Olimpico lo acclama mentre lui si inchina al pubblico, la figlia Isabel in braccio e gli occhi lucidi. Dopo che aveva abbracciato in lacrime i suoi tre figli in campo, non sono riusciti a trattenere le lacrime anche molti dei suoi compagni di squadra che lo hanno accolto tra due ali al ritorno in campo: Florenzi e De Rossi sono scoppiati a piangere. Molti gli striscioni sugli spalti, tra gli altri uno dice “si dica che ho vissuto ai tempi di Totti”. Bellissimo. Tristissimo. Indimenticabile.

Nonostante ciò, a Reggio Calabria ancora lo prendono per i fondelli. Il risultato è da dimenticare: il numero 10 giallorosso prova il cucchiaio, Campagnolo rimane in piedi, blocca il pallone e si arrabbia. Capello, l’allora allenatore capitolino, si fa beccare dalle telecamere mentre gli dà del ‘deficiente‘, lo stesso allenatore friulano lo rimbrotta pubblicamente: “Non si deve mancare di rispetto agli avversari, non ha fatto una bella figura”. 

Un applauso giunga a Francesco Totti, un grande tra i grandi da Latinasport.info.


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‘Ndringhiti ‘ndringhiti ‘ndringhiti ‘ndá u Catanzaro in serie A!

Ricordo bene la sigla UC ’73 che è sopravvissuta per anni sulle mura dell’ oratorio San Marco di Latina.

Il Catanzaro si è salvato e militerà ancora un anno in serie C, l’ex lega Pro.

Polvere di gloria rispetto ai fasti degli anni ’70 è ’80, quando c’era O Rey alias Massimo Palanca con i baffoni, ancora oggi un’icona e un mito nella città calabrese.

Era un calcio più eterogeneo con giocatori di destra e di sinistra, belli e brutti, dalle storie diverse ma col sogno di essere bandiere, simboli.

Tutto era diverso anche i cori e i colori delle sciarpe confezionate a mano e le canzoni tratte dalla propria cultura popolare.

I giocatori passano, come i soldi e le stagioni sono sempre più anonime e uguali di questi tempi.

Vero onore a chi porta i baffoni con fierezza e chi canta le note della propria terra, onore al Catanzaro.

Angelo Dolce

 

 

SINDACO, ADESSO COME LA METTIAMO?

L’esercizio provvisorio è stato inevitabilmente e definitivamente chiuso dai curatori fallimentari cosicché il Latina Calcio è ineluttabilmente e irrevocabilmente sparito, sciolto, morto, consumato, defunto, perduto e chi più ne ha voglia di mettere ne mettesse.

Da questo preciso momento la FIGC avrà il potere di svincolare autoaticamente i giocatori ancora sotto contratto i quali saranno prima o poi indennizzati grazie all’intervento dello speciale fondo istituito dalla Federazione.

Chi invece rimarrà con una mano davanti ed una di dietro, saranno i tanti padri e le tante madri di famiglia che, economicamente, contavano sullo stipendio del Latina Calcio e che ora sono in mezzo ad una strada.

La nostra solidarietà giunga a quella cinquantina tra collaboratori del sodalizio (dagli impiegati ai fisioterapisti, dai giardinieri ai tecnici, dai magazzinieri ai semplici abbuffini tiratardi) e a tutti quelli dell’indotto (ristoranti, alberghi, stores e negozietti vari che vendevano gadget e magliette) i quali, ”giustamente” potranno recarsi dal Sindaco di Latina, Damiano Coletta, per richiedere un posto di lavoro.  Anche la nostra ”piccola” testata giornalistica dovrà, suo malgrado, ridimensionare il proprio organico mandando a gambe all’aria anni e anni di progetti e di programmi. Adesso come la mettiamo Dottor Coletta?


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NON C’E’ PACE PER IL CATANZARO

 

Il presidente del Catanzaro Calcio – che proprio nella giornata di ieri ha conseguito la salvezza in Lega Pro ai danni della Vibonese in un derby al cardiopalma – Giuseppe Cosentino e la figlia Ambra, sono due delle 4 persone arrestate e poste ai domiciliari. Cosentino è accusato di appropriazione indebita e di reati tributari mentre la figlia e gli altri 2 arrestati, dipendenti della società di import-export dell’imprenditore, sono accusati di riciclaggio. Per l’accusa avrebbero trasferito in Svizzera ingenti somme di denaro. La società del Catanzaro Calcio, secondo quanto si è appreso, è comunque estranea ai fatti di riciclaggio contestati agli indagati. Le somme, infatti, sarebbero state distratte dalla società di Cosentino che ha rapporti anche con la Cina.

Riciclaggio: arrestato presidente Catanzaro calcio © ANSA