LA CERA SQUAGLIA E IL SANTO E’ ANCORA FERMO…

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Trionfo dei giallorossi – Termina 1-1 con gol di Basrak (7′) e Bubas (39′) la gara valida per il ritorno dei play-out tra Vibonese e Catanzaro. Grazie al risultato dell’andata (3-2 per i giallorossi), sono le Aquile a festeggiare la salvezza, mentre i rossoblù tornano mestamente in serie D dopo una sola annata in Lega Pro.

La metà delle ripescate già in D – L’anno scorso di questi tempi Forlì, Lupa Roma, Melfi, Racing Club Roma, TarantoVibonese speravano nel ripescaggio in Lega Pro che in estate avrebbero festeggiato in ”pompa magna”. Adesso queste sei società si disperano per la retrocessione in Serie D. Un ritorno tra i dilettanti avvenuto già da tempo per Racing e Taranto, ultime nei rispettivi gironi, mentre le altre quattro hanno abbandonato il professionismo quest’oggi, al termine dei play-out. Per il Racing, poi, senza una vera sede, senza uno stadio, senza tifosi e senza programmi, la retrocessione potrebbe rivestire connotati ferali.

Tra le 10 ripescate, obiettivo salvezza raggiunto solo da Reggina e Olbia, oltre che da Albinoleffe e Fondi capaci di raggiungere i play-off. Il fondo perduto di 250mila euro ha pesato come un macigno nella costruzione delle rose, impedendo il salto di qualità tecnico che, magari, avrebbe permesso la permanenza tra i professionisti. Sei club, insomma, più poveri rispetto a un anno fa ma con la stessa categoria nelle mani: la Serie D.

Il tempo passa inesorabile – Trarre esperienza da queste situazioni che colpiscono le altre società è quanto meno furbo se non propedeutico. A prescindere che – molto probabilmente – l’istituto del ”ripescaggio” potrebbe essere messo in naftalina una volta per sempre, il Latina che nascerà dovrà avere un’intelaiatura massiccia sia dal punto di vista economico, sia, naturalmente, dal punto di vista dell’organico in una categoria dove si spende tanto e si ricava poco o nulla specialmente se non si ha un nutritissimo numero di tifosi. A parte ogni altra considerazione, ci pare che questa ”misteriosa” cordata stia tergiversando fin troppo, perdendo tempo prezioso per allestire i team – tra prima squadra e settore giovanile – che permettano la sopravivenza. Se poi i progetti dovessero essere ambiziosi, i tempi per mettere a punto lo ”squadrone” per soddisfare le aspettative e le esigenze della piazza (per piazza si intenda città, tifosi e stampa) il tempo è già inevitabilmente sfuggito dalle mani. Come dire: ”la cera squaglia e il santo non cammina”.

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