LA CADUTA DEGLI DEI

Federico Ginanneschi
Lo spazio di Federico Ginanneschi su Latinasport.info

Avremmo potuto scrivere “cronaca di una morte annunciata” o addirittura “il crollo dell’impero” o ancora meglio “dove osano le aquile“, tutti grandi film che hanno fatto la storia della cinematografia.

Sicuramente il primo – la Caduta degli Dei  – può essere il più appropriato tra i tanti titoli perché con oggi a mezzogiorno si chiude l’ennesimo capitolo nero della storia calcistica di Latina. Nessuno avrebbe potuto minimamente concepire un epilogo del genere e nessuno avrebbe potuto pensare che per l’ennesima volta il popolo nerazzurro venisse beffato. Da oggi si scatenerà la caccia alle streghe al fine di trovare il principale responsabile dell’ennesimo fallimento. Di responsabili ce ne sono in quantità industriale ma la domanda è di prassi: a cosa serve oramai trovare il capro espiatorio? Potrebbe tutt’al più esser utile a tirare fuori tutta quella rabbia e quella tristezza che ognuno di noi si porta dentro. Inoltre, ci può piacere oppure ci può stare antipatico, possiamo nutrire simpatia anziché antipatia, ma credo che sfogare la propria rabbia contro il sindaco della città sia davvero ingiusto: personalmente non credo abbia grosse responsabilità. Forse qualche mea-culpa dovrebbe recitarla quella frangia di tifosi che, ceca di e per passione, non riusciva a capire che l’avvento della cosìddetta triade era solo presagio di sventura. Come si può credere che il Latina in soli 2 anni potesse raggiungere la serie A e come si può credere che esista una joint venture con una squadra bulgara? Comunque tutti questi punti interrogativi mi fanno sorgere un ulteriore dubbio: può una persona buttare al vento 72.000 euro? Questi soldi da dove provengono? Perché non credo e non voglio né pensare né tanto meno immaginare che oggi, con una crisi economica ancora forte e radicata nel tessuto sociale, possa esserci gente che butta al vento i soldi. Nessuno immagina o si rende conto che 72.000 euro, sono 145.000.000 delle vecchie lire, non una bazzecola né tanto meno quisquiglie.

Dalla prossima stagione Latina ed il Latina ricomincerà dai campi di terra battuta, andrà alla scoperta di un Italia nascosta che non conosciamo, un Italia fatta di paesini e frazioni, un Italia fatta di campi sportivi e non di stadi, fatta di gradinate fatiscenti e non di tribune. Sicuramente tutto questo ci aiuterà a capire cosa significhi realmente la parola ”Serie B”,  cosa significhi stare tutti i giorni sulle televisioni nazionali e tutti i giorni sui quotidiani. Da domani di tutto questo resterà solo un bel ricordo. Un ricordo lungo 4 fantastici anni, svanito alle 12.00 di oggi 24 maggio 2017.

Chiunque arrivi domani, speriamo giunga al cospetto della cittadinanza sportiva con un progetto serio, speriamo che non sia l’ennesimo fuoco di paglia e speriamo che da qui a pochi mesi non ci si debba ritrovare a raccontare le stesse storie. Non credo – anzi ne sono fortemente convinto – che Latina non meriti tutto quello che gli è successo negli ultimi mesi. Il suo fallimento altro non è che la conseguenza di uno strascico di inchieste giudiziarie nelle quali riemergeva sempre il nome dell’us Latina calcio. Certamente non sarò io stabilire chi aveva ragione o torto, chi è colpevole e chi è innocente, sicuramente il corso della giustizia ci darà le risposte che cerchiamo.

Avrei potuto immaginare altri 100 epiloghi a questa storia, ma non una fine cosi. Basta piagnistei e basta se e basta ma, basta volersi dare risposte, ma soprattutto basta parlare di cosa sono stati e cosa hanno fatto: é giunta l’ora di buttare tutto alle spalle, perché – come ho sempre sostenuto – i presidenti passano, i dirigenti passano, i giocatori passano, ma l’unica cosa che non passerà mai e che rimarrà sempre come patrimonio è il tifoso. Il tifoso sopravvive a tutto e a tutti ed il tifoso è l’unica componente che non fallirà mai. E come l’Araba Fenice anche il Latina saprà rialzare la testa e risorgere dalle proprie ceneri. Chiudo con un…….”comunque grazie per questa bella avventura”…..

Scritto da Federico Ginanneschi per Latinasport.info

 

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Belle le parole di Federico Ginanneschi il quale, più di ogni altro, ha dato addosso alla nuova proprietà fin dal suo ingresso al Latina: ricordo le interviste e le invettive nei confronti della cordata che rilevò la dissestata società. Ci aveva visto lungo evidentemente. E allora il titolo, secondo noi, sarebbe inappropriato e fuori luogo, quasi anacronistico e sconveniente. E si perché, se Federico ha effettivamente (e prima di tutti) annusato aria di bruciato, se Federico ha realmente (e prima di chissà chi altro) compreso che questi personaggi non fossero utili alla causa nerazzurra, se Federico ha veramente capito (prima di qualsiasi altro soggetto) che Mancini e company non fossero all’altezza delle aspettative, non si può certamente parlare della ”caduta degli dei” perché quei personaggi erano e sono tutto fuorché dei. Forse sarebbe stato meglio scrivere ”io l’avevo detto” ma neanche questo titolo sarebbe stato utile perché, ad oggi, asserire ”io l’avevo capito” piuttosto che ‘io lo sapevo” anziché ”io me lo sentivo” serve a poco o niente.

Resta inteso che quella sorta d’impopolarità, Benedetto Mancini, se la sia cercata fin dal primo momento: se l’ex A.U. del Latina non avesse pronunciato parole come ”costruiremo il centro sportivo” (o giù di lì), non avesse enfatizzato i programmi con un ”vi prometto la salvezza e la serie A nel giro di 2 anni” (o giù di lì) e, per finire, avesse preannunciato i suoi propositi invece di procrastinarli a ”patatrac avvenuto” ossia dopo il mancato bonifico di 648mila ”eurazzi” (o giù di lì), saremmo stati ancora una volta ammaliati dalla sua grande arte oratoria e, quindi, convinti dalla bontà dei suoi proclami. E allora il più appropriato titolo sarebbe: ”Altrimenti ci arrabiamo”…

Il titolo ”la caduta degli dei” diventa appropriato nella seconda parte del suo intervento. allorquando scrive ”l’unica cosa che non passerà mai e che rimarrà sempre come patrimonio è il tifoso”. Il tifoso ha sempre ragione per due motivi. Prima di tutto perché paga sia in termini monetari che in quelli di tempo e di sacrifici d’ogni tipo; in secondo luogo – anche se consequenziale – perché rimane la vera ricchezza della società di calcio. E non c’è campione, non c’è plusvalenza, non c’è guadagno, non c’è giocata, non c’è tempo che valga quanto un singolo appassionato, un singolo aficionado, un singolo tifoso che, quindi, è un dio. Il vero dio del calcio.

L’Araba Fenice – è risaputo – è un uccello mitologico il cui motto è ”Post fata resurgo” che significa ”dopo la morte mi rialzo”. I latinensi, sono come l’araba fenice: faranno la stessa cosa: ”si rialzeranno dopo l’ennesima volta”. Suggerisco, allora, il seguente titolo ”Speriamo che maa cavo anche quest’antra vorta…

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2 pensieri su “LA CADUTA DEGLI DEI

  1. Carissimi fratelli di Latina,Sono le ore 06:34 di giovedi 25 05 17, e ho letto da poco la notizia che è andata deserta l’asta per salvare il calcio a Latina.Capisco, la vostra amarezza, perchè noi reggini,abbiamo provato gli stessi sentimenti due anni fa,quando la società presieduta da Lillo Foti,non si è iscritta,per mancanza di fondi, in Lega Pro, pur avendo vinto i play out con il Messina.Noi, fortunatamente,abbiamo trovato un mix tra imprenditori e professionisti di Reggio,che hanno messo le mani in tasca e sono partiti dalla Lega Nazionale Dilettanti, conquistando ,se non ricordo male,il quarto posto ,con allenatore la bandiera amaranto,Ciccio Cozza,lo stesso che quest’anno ha portato la Sicula Leonzio in Lega Pro.Anche noi abbiamo affrontato squadre contro le quali,in altri tempi ,avremmo mandato a giocare i pulcini ,ma…tutti i mali non vengono per nuocere. La regular season dell’anno calcistico da poco concluso, ci ha visti ripescati in Lega Pro,ed una salvezza messa in dubbio fino all’arrivo della primavera.Grazie alla fiducia accordata alla nuova Società,da alcuni grandi club( Inter,Milan,Fiorentina),abbiamo avuto dei prestiti importanti per formare la squadra.Vi ho, in sintesi, tracciato un esperienza che potreste fare anche vostra.Spero che anche il calcio a Latina, possa, pian piano, riemergere dalle macerie e per fare ciò aspettatevi tante polemiche o bisticci alla ricerca di qualunque “capro espiatorio”.Tenete duro,meno polemiche ci sono e meglio è.Da noi si erano formate due cordate che con l’intervento dell’amministrazione comunale si è tutto appianato.AUGURI DA UN FRATELLO REGGINO.Franco Cleopadre

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