PASSA IL BENEVENTO

di Salvatore Condemi per http://www.latinasport.info

Ritorniamo a parlare per un attimo di Serie B

Dopo il Carpi, prima qualificata alle semifinali playoff di Serie B, ad avanzare al turno successivo sono i campani, che continuano dunque a sognare la Serie A: dopo il 2-1 di ieri sera, il Benevento affronterà il Perugia nella doppia semifinale playoff.

Il primo tempo vede subito una grande occasione per lo Spezia: sugli sviluppi di corner Vignali calcia col sinistro ma prende il pallone in maniera troppo sporca. Il Benevento prende però campo con calma e crea una grossa occasione con un lancio di Lopez che Chichizola forse blocca in porta: per l’arbitro si continua. I padroni di casa spingono e guadagnano un calcio di rigore al 19′, per un intervento ingenuo di Djokovic su Eramo. Dal dischetto però Chichizola è bravissimo a ipnotizzare Ceravolo, vanificando l’occasione. Poco male però, perché lo stesso Ceravolo sugli sviluppi del corner successivo si prende la rivincita e sigla l’1-0 con un grandissimo stacco aereo. Il Benevento vola sulle ali dell’entusiasmo e dopo poco segna addirittura il 2-0: Puscas sorprende Chichizola con un tiro da fuori e aumenta il vantaggio rispetto ai liguri. Lo Spezia prova a fare qualcosa in più ma la prima frazione si chiude con doppio vantaggio dei campani.

Nella seconda frazione ovviamente lo Spezia cerca il gol della speranza e lo trova al 70′ con Nenè: l’ex Cagliari, subentrato da poco a Granoche, batte un Cragno decisamente colpevole con una conclusione dalla distanza che passa sotto la figura del portiere. Lo Spezia continua a premere: in virtù della classifica, deve segnare due gol per passare al turno successivo. In particolare Mastinu si fa notare con tre occasioni che però non portano alla rete. I liguri devono però fare i conti con l’espulsione di Vignali, che lascia i suoi in 10 per i minuti finali di partita. La rimonta non riesce e Benevento-Spezia termina 2-1: le Streghe vanno in semifinale mentre lo Spezia fallisce ancora una volta l’appuntamento con la promozione.

TABELLINO BENEVENTO-SPEZIA

FORMAZIONI
BENEVENTO (4-2-3-1): Cragno; Gyamfi, Lucioni, Camporese, Lopez; Viola, Chibsah; Eramo, Puscas, Falco (74′ Ciciretti); Ceravolo (87′ Melara). All. Baroni

SPEZIA (4-3-1-2): Chichizola; De Col (75′ Sciaudone), Valentini, Terzi, Ceccaroni; Vignali, Maggiore, Djokovic (58′ Mastinu); Fabbrini; Granoche (64′ Nenè), Giannetti. All. Di Carlo

AMMONITI: Chibsah, Puscas (B) – Vignali (S)

ESPULSI: Vignali (S)

MARCATORI: 22′ Ceravolo, 25′ Puscas (B), 70′ Nenè

ARBITRO: Manganiello

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LA CADUTA DEGLI DEI

Federico Ginanneschi
Lo spazio di Federico Ginanneschi su Latinasport.info

Avremmo potuto scrivere “cronaca di una morte annunciata” o addirittura “il crollo dell’impero” o ancora meglio “dove osano le aquile“, tutti grandi film che hanno fatto la storia della cinematografia.

Sicuramente il primo – la Caduta degli Dei  – può essere il più appropriato tra i tanti titoli perché con oggi a mezzogiorno si chiude l’ennesimo capitolo nero della storia calcistica di Latina. Nessuno avrebbe potuto minimamente concepire un epilogo del genere e nessuno avrebbe potuto pensare che per l’ennesima volta il popolo nerazzurro venisse beffato. Da oggi si scatenerà la caccia alle streghe al fine di trovare il principale responsabile dell’ennesimo fallimento. Di responsabili ce ne sono in quantità industriale ma la domanda è di prassi: a cosa serve oramai trovare il capro espiatorio? Potrebbe tutt’al più esser utile a tirare fuori tutta quella rabbia e quella tristezza che ognuno di noi si porta dentro. Inoltre, ci può piacere oppure ci può stare antipatico, possiamo nutrire simpatia anziché antipatia, ma credo che sfogare la propria rabbia contro il sindaco della città sia davvero ingiusto: personalmente non credo abbia grosse responsabilità. Forse qualche mea-culpa dovrebbe recitarla quella frangia di tifosi che, ceca di e per passione, non riusciva a capire che l’avvento della cosìddetta triade era solo presagio di sventura. Come si può credere che il Latina in soli 2 anni potesse raggiungere la serie A e come si può credere che esista una joint venture con una squadra bulgara? Comunque tutti questi punti interrogativi mi fanno sorgere un ulteriore dubbio: può una persona buttare al vento 72.000 euro? Questi soldi da dove provengono? Perché non credo e non voglio né pensare né tanto meno immaginare che oggi, con una crisi economica ancora forte e radicata nel tessuto sociale, possa esserci gente che butta al vento i soldi. Nessuno immagina o si rende conto che 72.000 euro, sono 145.000.000 delle vecchie lire, non una bazzecola né tanto meno quisquiglie.

Dalla prossima stagione Latina ed il Latina ricomincerà dai campi di terra battuta, andrà alla scoperta di un Italia nascosta che non conosciamo, un Italia fatta di paesini e frazioni, un Italia fatta di campi sportivi e non di stadi, fatta di gradinate fatiscenti e non di tribune. Sicuramente tutto questo ci aiuterà a capire cosa significhi realmente la parola ”Serie B”,  cosa significhi stare tutti i giorni sulle televisioni nazionali e tutti i giorni sui quotidiani. Da domani di tutto questo resterà solo un bel ricordo. Un ricordo lungo 4 fantastici anni, svanito alle 12.00 di oggi 24 maggio 2017.

Chiunque arrivi domani, speriamo giunga al cospetto della cittadinanza sportiva con un progetto serio, speriamo che non sia l’ennesimo fuoco di paglia e speriamo che da qui a pochi mesi non ci si debba ritrovare a raccontare le stesse storie. Non credo – anzi ne sono fortemente convinto – che Latina non meriti tutto quello che gli è successo negli ultimi mesi. Il suo fallimento altro non è che la conseguenza di uno strascico di inchieste giudiziarie nelle quali riemergeva sempre il nome dell’us Latina calcio. Certamente non sarò io stabilire chi aveva ragione o torto, chi è colpevole e chi è innocente, sicuramente il corso della giustizia ci darà le risposte che cerchiamo.

Avrei potuto immaginare altri 100 epiloghi a questa storia, ma non una fine cosi. Basta piagnistei e basta se e basta ma, basta volersi dare risposte, ma soprattutto basta parlare di cosa sono stati e cosa hanno fatto: é giunta l’ora di buttare tutto alle spalle, perché – come ho sempre sostenuto – i presidenti passano, i dirigenti passano, i giocatori passano, ma l’unica cosa che non passerà mai e che rimarrà sempre come patrimonio è il tifoso. Il tifoso sopravvive a tutto e a tutti ed il tifoso è l’unica componente che non fallirà mai. E come l’Araba Fenice anche il Latina saprà rialzare la testa e risorgere dalle proprie ceneri. Chiudo con un…….”comunque grazie per questa bella avventura”…..

Scritto da Federico Ginanneschi per Latinasport.info

 

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Belle le parole di Federico Ginanneschi il quale, più di ogni altro, ha dato addosso alla nuova proprietà fin dal suo ingresso al Latina: ricordo le interviste e le invettive nei confronti della cordata che rilevò la dissestata società. Ci aveva visto lungo evidentemente. E allora il titolo, secondo noi, sarebbe inappropriato e fuori luogo, quasi anacronistico e sconveniente. E si perché, se Federico ha effettivamente (e prima di tutti) annusato aria di bruciato, se Federico ha realmente (e prima di chissà chi altro) compreso che questi personaggi non fossero utili alla causa nerazzurra, se Federico ha veramente capito (prima di qualsiasi altro soggetto) che Mancini e company non fossero all’altezza delle aspettative, non si può certamente parlare della ”caduta degli dei” perché quei personaggi erano e sono tutto fuorché dei. Forse sarebbe stato meglio scrivere ”io l’avevo detto” ma neanche questo titolo sarebbe stato utile perché, ad oggi, asserire ”io l’avevo capito” piuttosto che ‘io lo sapevo” anziché ”io me lo sentivo” serve a poco o niente.

Resta inteso che quella sorta d’impopolarità, Benedetto Mancini, se la sia cercata fin dal primo momento: se l’ex A.U. del Latina non avesse pronunciato parole come ”costruiremo il centro sportivo” (o giù di lì), non avesse enfatizzato i programmi con un ”vi prometto la salvezza e la serie A nel giro di 2 anni” (o giù di lì) e, per finire, avesse preannunciato i suoi propositi invece di procrastinarli a ”patatrac avvenuto” ossia dopo il mancato bonifico di 648mila ”eurazzi” (o giù di lì), saremmo stati ancora una volta ammaliati dalla sua grande arte oratoria e, quindi, convinti dalla bontà dei suoi proclami. E allora il più appropriato titolo sarebbe: ”Altrimenti ci arrabiamo”…

Il titolo ”la caduta degli dei” diventa appropriato nella seconda parte del suo intervento. allorquando scrive ”l’unica cosa che non passerà mai e che rimarrà sempre come patrimonio è il tifoso”. Il tifoso ha sempre ragione per due motivi. Prima di tutto perché paga sia in termini monetari che in quelli di tempo e di sacrifici d’ogni tipo; in secondo luogo – anche se consequenziale – perché rimane la vera ricchezza della società di calcio. E non c’è campione, non c’è plusvalenza, non c’è guadagno, non c’è giocata, non c’è tempo che valga quanto un singolo appassionato, un singolo aficionado, un singolo tifoso che, quindi, è un dio. Il vero dio del calcio.

L’Araba Fenice – è risaputo – è un uccello mitologico il cui motto è ”Post fata resurgo” che significa ”dopo la morte mi rialzo”. I latinensi, sono come l’araba fenice: faranno la stessa cosa: ”si rialzeranno dopo l’ennesima volta”. Suggerisco, allora, il seguente titolo ”Speriamo che maa cavo anche quest’antra vorta…

‘Namo famo e poi te cachi in mano.

di Angelo Dolce per Latinasport.info

“Dimmi”

“Ma come dimmi, hai fatto tutto tu, hai promesso, hai detto!”

“E che vuoi fare, era tanto per dire. Credevo di potere, contavo di contare, pensavo di pensare, e che ci vuoi fare, non te la devi prendere così a male”.

“Ma hai parlato e dichiarato, hai detto e compromesso, ci hai messo nella merda e adesso?”

“Adesso me ne vado, silenzioso come son arrivato. Anzi non mi ringraziare amo i colori su questo ci puoi giurare!”.

“Ma io ti gonfio anzi ti ammazzo, ti uccido e ti squarto, ti dilanio e ancora ti scrocio, infame e bastardo mafioso!”

“Ma cosa vuoi ammazzare, così ho agito perché già sapevo che sempre in piedi ricadevo, questa è la storia di questa terra; la parola mai è onorata, gli impegni sono opinioni e infine della gente me ne sbatto i coglioni”.

La mattina a Latina è fresca e gradevole e  l’oro delle grandi aspettative e dei cambiamenti positivi è quello che merita il nostro popolo sognatore. Ma presto arriva il caldo e il mezzogiorno, tutto svanisce e si squaglia nell’aria che si ammanta della pesantezza della solita realtà scontata.

Non fa soffrire tanto che qualcuno abbia cercato di fregarci nella vita, tanto che si offenda la nostra intelligenza.

Così in mille altre situazioni non cresce il nostro territorio. Si piatano le rose ma il fiore della nostra gioventù va via, si parla di futuro ma sprofondiamo nella palude.

Certo potremmo chiamarci Littoria o Latina, ma sempre questa è la storia: razza pontina.

Angelo Dolce

IN SERIE D ESCLUSO IL CHIETI… SPERIAMO CHE IL LATINA DI COLETTA OTTENGA IL SUO POSTO

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D’ora in poi dobbiamo necessariamente interessarci alle partite di serie D. Andiamo a fare il quadro della situazione (semmai ci riusciamo) anche se, chi scrive, ha avuto modo di conoscere questa realtà due anni fa dopo ben trenta e rotti anni trascorsi a commentare incontri di serie A, B e C. Prima però un consiglio è d’obbligo: dimentichiamo (o almeno riponiamo nel cassetto)  obbligatoriamente le dirette Sky, il Novantesimo Minuto e quello sporadico ma prezioso contatto a Rai Sport. E’ stato bello ma ora non c’è più. Già da oggi. In Lega Pro avremmo potuto assistere alle partite su Sportube ma non è stato possibile e anche su questo siamo obbligati a stendere il cosiddetto velo pietoso.

Ecco la serie D – Da tempo definite le nove squadre promosse in Lega Pro dalla Serie D, Cuneo (girone A), Monza (B), Mestre (C), Ravenna (D), Gavorrano (E), Fermana (F), Arzachena (G), Bisceglie (H) e Sicula Leonzio (I), quest’ultime sono adesso in corsa per la Poule Scudetto (classificatesi al primo posto in ciascuno dei singoli gironi, sono esse suddivise in tre triangolari), le vincenti dei gironi A, B e C; le vincenti dei gironi D, E ed F e le vincenti dei gironi G, H ed I.

Girone A: Cuneo, Monza, Mestre
Girone B: Ravenna, Gavorrano, Fermana
Girone C: Arzachena, Bisceglie, Sicula Leonzio

Prima giornata:
Fermana-Ravenna 0-1 / Mestre-Cuneo 2-1 / Arzachena-Bisceglie 0-2
Seconda giornata:
Cuneo-Monza 0-2 / Gavorrano Fermana 2-3/ Sicula Leonzio-Arzachena 2-0
Terza giornata (24 maggio ore 16):
Monza-Mestre
Ravenna-Gavorrano
Bisceglie-Sicula Leonzio

1 giugno 2017: Semifinali; 2 giugno 2017: Finale (ore 19)

Con i play out di Serie D, sono andate in archivio le trentacinque retrocessioni della stagione 2016-2017 del massimo campionato dilettantistico nazionale (dovevano essere 36 ma l’esclusione del Chieti dal campionato ha tolto un posto) previste dall’attuale formula della Premier League dei Dilettanti. Definito il quadro delle squadre che, la prossima stagione parteciperanno al campionato di Eccellenza (da attendere eventuali ripescaggi):

Girone A:  Pro Settimo & Eureka, Pinerolo, Legnano, Verbania
Girone B: Cavenago Fanfulla, Virtus Bolzano, Olginatese, Levico Terme
Girone C: Eclisse Carenipievigina, Vigontina, Vigasio, Cordenons
Girone D: Poggibonsi, Virtus Castelfranco, Ribelle, Sangiovannese
Girone E: Grosseto, Sporting Recco, Fezzanese, Jolly Montemurlo
Girone F: Civitanovese, Recanatese, Alfonsine
Girone G: Foligno, Città di Castello, Torres, Muravera
Girone H: Città di Ciampino, Cynthia, Agropoli, Vultur Rionero
Girone I: Due Torri, Sersale, Castrovillari, Roccella

Esclusa dal campionato: Chieti (Girone F). Proprio questa esclusione potrebbe dare la possibilità al sodalizio che nascerà dalla cordata ideata dal Sindaco Coletta di potersi iscrivere (in sovrannumero) al campionato di serie D. Per il resto staremo a vedere…

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BENEDETTO MANCINI: ”NON ME LA SON SENTITA”

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Il Corriere dello Sport a pochi minuti dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione delle offerte per l’acquisto del titolo sportivo del Latina preannunciava il ritorno di Benedetto Mancini. Sentito telefonicamente, l’ex (ed ultimo) A.U. del Latina Calcio ci ha rivelato: <<Non me la sono sentita di continuare dopo aver letto alcune dichiarazioni apparse sui giornali. Questa mattina mi sono alzato alla buonora per versare l’assegno circolare di cinquantamila euro ma poi ho pensato che sarebbe stato tutto inutile. Non voglio passare per colui che ha rovinato il calcio nella città pontina e non voglio passare per quello che non ha saputo fare. La verità è che non potuto fare. E soprattutto – sostiene Benedetto Mancini – non voglio essere parificato a tutti quelli che prima di me hanno disperso questa ricchezza. Mi può andar bene che tutti ce l’avessero con Mancini ma non mi può star bene che alcuni giornali si scaglino a priori contro di me senza conoscere la realtà. Mi dispiace per questa conclusione ma ho preso questa decisione con molta serenità. D’altronde ho avuto altre offerte e mi getterò a capofitto su queste altre opportunità. Per una questione di correttezza – ha riferito – ieri sera ho avuto un incontro con dei capo-tifosi illustrando il mio progetto e ricevendo apprezzamenti. Badate bene: io non chiedevo né il permesso né la condivisione né tanto meno l’approvazione. E’ andata come è andata. E non mi resta che fare l’in bocca al lupo a chi intraprenderà questa nuova avventura>>.

C’ERA UNA VOLTA IL LATINA CALCIO

Il Latina Calcio non esiste più. Nessuna offerta è pervenuta, infatti, al Tribunale di Latina entro mezzogiorno e così la società di Piazzale Prampolini scompare dal mondo professionistico. Quindi né Deodati né tanto meno Mancini  hanno trasformato le loro dichiarazioni d’amore nei confronti di Latina e del Latina in progetti concretamente validi. La cosa che fa più male, a parte il ritorno tra i campi di pozzolana, il giocare contro squadre che non siano il Brescia, la Salernitana, il Bari, il Cesena, la Ternana, il Frosinone e via dicendo, è che con questo epilogo si dissolvono almeno un centinaio di posti lavoro. Questa è la chiusura più ignominiosa, disonorevole ed infamante possibile che sa di sconfitta per la città e per tutto il territorio. Grazie alle baggianate commesse da dilettanti allo sbaraglio e da gente che evidentemente non conosce il patrimonio dilapidato, il calcio a Latina dovrà ripartire, suo malgrado, da dove è giunta sette anni or sono. Si ricomincia da capo, dirà il Sindaco Coletta, ma in ogni caso non potrà essere la stessa cosa. E’ il caso di dire: c’era una volta il Latina Calcio.

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IL MOLFETTA NON SI ISCRIVE ALLA SUPERLEGA DI VOLLEY 

La ”Questione” Molfetta, se così la possiamo definire, fa da apripista a quella che interesserà – e che colpirà – molte altre società che praticano questa disciplina a certi livelli.  

Per oggi ci soffermiamo a quanto successo nella città publiese pubblicando uno stralcio della lettera del presidente Antonaci rivolta alla città e ai tifosi sulla mancata iscrizione del club pugliese alla Superlega 2017/18. Alla fine il problema non è la mancanza di mainsponsor ma il vincolo del palas a 3.000 spettatori.

Cari tifosi, cari appassionati,

di solito maggio era per tutti noi mese di grandi sogni, di trattative avviate, nelle più o meno segrete stanze. Pianificavamo il mercato, il direttore sportivo sondava la disponibilità di giocatori di ogni dove, prima di sferrare l’attacco giusto e di lanciare la sua scommessa sempre vincente, nel rispetto della consueta parsimonia che ha contraddistinto la nostra politica gestionale.

Oggi, 22 maggio, ci troviamo a comunicare una notizia che di certo non farà piacere ai tifosi, ma di cui forniremo le motivazioni. Pur avendone diritto, per aver sempre rispettato ogni obbligo contrattuale e regolamentare, la Pallavolo Molfetta non si iscriverà alla prossima Superlega. Una decisione senz’altro pesante, ma figlia di valutazioni razionali, che svariano dall’aspetto economico a quello logistico. Una decisione sofferta, ma che non ha il senso di un macigno lanciato contro la passione di tutti voi e tutti noi, ma che si spera possa essere “solo” un momento di una storia che continua.

I motivi

Fondamentalmente i motivi sono due: l’assenza di un main sponsor interessato ad investire, per promuovere il proprio brand, con mezzi finanziari adeguati al mercato della SuperLega, e il numero limitato di posti a sedere del PalaPoli. Sono due fattori che analizzeremo con calma e lucidità, nella speranza di fornire uno specchietto chiaro della situazione attuale.

Questione palazzetto. Oltre tre anni fa è stato sottoscritto il regolamento di Lega che imponeva, a partire dalla stagione 2017/18, di avere una “casa” di 3mila posti. Lo sapete, non abbiamo una capienza del genere. I nostri numeri, dopo l’ampliamento della struttura, parlano di 1682 spettatori, più 60 atleti. A certificarlo è stata la commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, che in marzo ha effettuato un accurato sopralluogo. Sono numeri non sufficienti per la Lega, con la quale i rapporti sono comunque ottimi e franchi. Il PalaPoli, il PalaBolgia, nostro mitico fattore aggiunto oggi non rispetta i parametri che la Lega ci impone e che noi conosciamo bene. Dovremmo andare fuori per disputare il campionato, individuare una realtà alternativa. Inutile negare che ci abbiamo pensato e che ci penseremmo. Se le strade del nostro club e della Superlega, come speriamo, dovessero in qualche modo reincrontrarsi, magari in sinergia con altri club del nostro territorio per realizzare una pallavolo sostenibile, l’ipotesi di trasferirci altrove potrebbe essere presa in considerazione. Sarà il tempo, eventualmente, a dirlo.