L’ANGOLO TIME OUT DI LATINASPORT.INFO

”Si chiude una stagione caratterizzata anche nell’ultima partita dalla medesima solfa. Primo tempo convincente, secondo tempo avvilente. Vivarini con i cambi demolisce definitivamente ogni possibilità di conservare quantomeno il pareggio. Ora vedremo se l’obiettività sarà pregio di molti o l’individuazione di precise responsabilità sarà merito di pochi.”


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Così, in modo lapidario, grave, conciso, epigrafico, addirittura quasi telegrafico, sintetico, stringato, succinto ma assolutamente categorico, l’amico Daniele Santamaria Maurizio, inviperito più che mai, si scaglia contro l’operato di Vivarini reo di aver demolito definitivamente la possibilità di portare a casa un punticino da un Partenio bardato a festa per una vittoria in rimonta che ha sudato e conquistato con le unghie e con i denti. Nel primo tempo, come ha affermato l’Avvocato Santamaria Maurizio, l’unica ad ambire alla vittoria sarebbe stata senza alcun dubbio la squadra pontina, oggi in maglia bianca, con Robertino Insigne, mai prima d’ora, mattatore assoluto dell’incontro e autore di una pregevolissima rete degna del più famoso fratello Lorenzo che, sistematicamente, delizia il popolo del San Paolo. Roberto Insigne, finalmente degno emulo delle fantastiche prestazioni offerte al Granillo, ha potuto giostrare liberamente e senza troppi assilli tattici se non in chiave ”palla lunga e pedalare”. Di seguito è stato tolto dal campo per dare consistenza e copertura al reparto difensivo sotto i sovrastanti attacchi biancoverdi che, lì davanti erano portati da ben cinque elementi tra cui un certo Castaldo, un certo Ardemagni, un certo Camarà, nomi che farebbero tremare i polsi di qualsiasi allenatore avversario. In panchina, oltre De Giorgio, Mister Vivarini aveva a disposizione ragazzini di belle speranze e nulla più. Il divario di forze in campo e le differenti motivazioni hanno fatto il resto determinando l’ennesima sconfitta nerazzurra dopo aver pregustato la vittoria per gran parte dell’incontro.

Errori, omissioni, sviste? Si, è vero: troppi sono gli errori che hanno caratterizzato l’operato del tecnico abruzzese durante il corso del girone di ritorno e troppi gli ”accontentiamoci del paeggino” contro squadre meno forti del Latina (anche durante l’andata). Ma è sacrosantemente vero che, per i motivi risaputi, la qualità della compagine era davvero minima e la quantità davvero scarsa. Per non parlare dei ”poi vediamo, qualcuno prenderemo”, dei doppioni, dei muscoli di carta pesta, dei polmoni ipertrofici, delle mezze calzette e delle prime donne con isterie continue.

Responsabilità? In questo marasma che ha portato alla cancellazione della massima espressione sportiva della città, tutte le componenti hanno le proprie responsabilità. Si salva una sola, la più importante: i tifosi che pagano e pagheranno più di tutti. E anche questa sera l’ha dimostrata ampiamente: nonostante la retrocessione e nonostante la consapevolezza del risultato, cento e più persone erano al fianco della squadra per incitarla e non farla sentire mai sola.

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