FINISCE IN PARITÀ LA SFIDA DEL CURI

Non vanno oltre il pari senza reti, Perugia e Spezia, impegnate al Curi nell’anticipo della 40/a giornata di Serie B.


Migliore l’approccio dello Spezia: al 6′ il palo dice no a Granoche; al 13′ un altro affondo trova un attento Brignoli. Il Perugia cambia modulo e cresce: al 27′ ci prova Di Nolfo, che supera Valentini con un tunnel e sfiora la porta.


Nella ripresa è del Perugia il primo assalto, con Guberti che al 48′ impegna Chichizola su punizione. La risposta dei liguri è con Terzi, che al 67′ trova ancora un super Brignoli. Ma è uno dei pochi sussulti di un 2/o tempo movimentato nel finale solo da un colpo di testa in area di Mustacchio, fermato dal numero 1 spezzino, e dai reclami umbri per un mancato rigore.


La nuova Classifica: 

Spal 74; 

Verona 69; 

Frosinone 68; 

Perugia 61; 

Benevento (-1) 58; 

Cittadella 57; 

Spezia 56; 

Carpi 55; 

Bari 52; 

Entella e Salernitana 51; 

Novara 50; 

Cesena 49; 

Pro Vercelli 47; 

Ascoli, Brescia e Avellino (-3) 45; 

Trapani 44; 

Vicenza 41; 

Ternana 40; 

Pisa (-4) 34; 

Latina (-7) 30.


Fonte: Ansa

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BIANCHIMANO E REGGINA, UN MATRIMONIO PERFETTO 

di Salvatore Condemi per Latinasport.info

Sta nascendo la Reggina del futuro. La squadra del Presidente Praticò, infatti, sarebbe pronta a piazzare il primo colpo. Si tratta dell’attaccante Andrea Bianchimano, arrivato in estate dal Milan, ma in scadenza di contratto che il giovane brianzolo (è nato a Carate Brianza il giorno di Natale del 1996) sarebbe intenzionato a non prolungare. Il giovane attaccante, che ha realizzato tre centri e quattro assist nei 1300 minuti in cui è stato utilizzato da Mister Zeman, dovrebbe firmare un contratto pluriennale con il club calabrese diventando a tutti gli effetti di proprietà degli amaranto. Sicuramente un ottimo colpo di mercato in vista di un campionato duro, lungo ed estenuante come può esserlo la Lega Pro e che, si spera, vedrà la Reggina quale protagonista e quindi tra le pretendenti alla vittoria finale.

VASTO INCENDIO A POMEZIA. NON CI SONO VITTIME

Incendio di vaste proporzioni questa mattina alla Eco X di via Pontina Vecchia a Pomezia. Sul posto sono intervenuti tempestivamente Vigili del Fuoco e Forze dell’ordine. Sembra che il materiale incendiato sia plastica che ha formato una nube nera visibile da tutte le zone della città e dalla Pontina. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco di Roma e Pomezia con tre squadre, tre autobotti e il carro schiuma. Un’alta colonna di fumo si innalza sopra il cielo per il rogo.

Come si diceva, ad andare in fiamme sarebbero state delle balle compresse di materiale plastico e non ci sarebbe nessuna persona ferita o intossicata. Sul posto anche la polstrada di Aprilia e la protezione civile. Per spegnere l’incendio è stato anche fatto intervenire dell’aeroporto un automezzo speciale, il veicolo Dragon. La densa colonna di fumo nera che si è alzata in cielo è ben visibile da Pomezia fino a Roma alle Capannelle.

Pesanti, ovviamente, le ripercussioni sul traffico con rallentamenti nel tratto compreso tra Incrocio Ardeatina e Incrocio Strampelli in direzione Incrocio Via Cristoforo Colombo.

La Eco X si trova sulla Via Pontina Vecchia al km 33,381. E’ un’impresa che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti industriali e speciali.

incendio ecox pomezia

…QUANDO IL TIFO MINACCIA DI MORTE…

Non solo Roma nella macabra galleria di contestazioni violente

Minacciate minacciate, qualche cosa resterà… Il calcio vive un’altra di quelle pagine di cui farebbe volentieri a meno. I manichini impiccati dei giocatori romanisti De Rossi Nainggolan e Salah ritrovati questa notte vicino al Colosseo, sono solo l’ultimo atto di un fenomeno che sembra non toccare mai il fondo. E poco cambia se gli autori siano ultras laziali o romanisti. Di sicuro resta per i giocatori la preoccupazione per gesti che non si può mai sapere dove portano e riguardano ormai tutti i protagonisti del calcio.

Due settimane fa un tifoso del Milan è finito sotto inchiesta per minacce di morte all’arbitro Davide Massa, mentre a Genova è in corso un procedimento per minacce di alcuni ultrà all’ex tecnico rossoblù Gianpiero Gasperini. Un mese fa minacce di morte sono arrivate anche al goleador del Leicester Jamie Vardy, accusato da un anonimo di essere fra gli ispiratori dell’esonero di Claudio Ranieri. Nel lontano 1996 a Verona fu ‘impiccato’ il manichino di Michael Ferrier, olandese di colore appena ingaggiato dagli scaligeri: non lo volevano perchè nero. Il giocatore finì poi alla Salernitana. Ci sono gesti dal sapore tremendo, come quello di Ascoli nel 2013: la squadra andava male in campionato e i giocatori trovarono delle croci piantate sul campo di gioco.

L’attuale capitano del Milan Riccardo Montolivo (al quale è stata pure augurata la morte quando si è infortunato) quando era alla Fiorentina fu minacciato di morte per aver detto di voler cambiare squadra. Per lo stesso motivo da settimane insulti e minacce verbali piovono addosso al milanista De Sciglio. I giocatori della Sampdoria se la sono vista brutta nel 2011, causa un solo punto in 5 partite: minacce di morte a Palombo e compagni. Anni fa due giocatori dello Standard Liegi ebbero a lungo la scorta per le minacce di sostenitori dei rivali dell’Anderlecht.

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, ha la scorta da quando, 7 anni fa, gli venne recapitata una busta con dei proiettili. Qualche anno prima l’ex presidente del Cagliari, Massimo Cellino, aveva rivelato di essersi trasferito a Miami (Usa), perchè i suoi familiari erano stati minacciati. Nel 2010 il presidente del Bologna Sergio Porcedda trovò una testa di maiale e una bara all’ingresso del centro tecnico.

A Genova, ottobre 2010, Italia-Serbia fu interrotta da centinaia di tifosi serbi che presero in ostaggio lo stadio e la partita fu poi sospesa: nell’occasione non era sceso in campo il portiere serbo, minacciato di morte dai ‘suoi’ tifosi. Un mese prima una serie di attentati aveva colpito la squadra libica dell’Al Ahli di Tripoli, e il ct egiziano Hossam Al Badri era sfuggìto a un attentato. Josè Mourinho quando era all’Inter fu preso di mira da estremisti islamici irritati perchè il tecnico aveva attribuito ai digiuni del Ramadan lo scarso rendimento di Sulley Muntari.

Fonte: www.ansa.it/sito/notizie/sport/2017/05/05/da-croci-a-impiccati-quanto-il-tifo-minaccia-morte_d377b438-aa01-4f70-b950-86351dd1eb6a.html

LO SCORAMENTO DI MISTER VIVARINI

Con quale spirito affronterete la trasferta di Brescia? Questa è la domanda del nostro Salvatore Condemi rivolta ad un Vivarini stanco e desolato, quasi invecchiato. E questa è stata l’opinione abbastanza laconica del trainer pontino: “Ci siamo guardati negli occhi e non c’è stato bisogno di parole: venderemo cara la pelle perché abbiamo l’obbligo di preservare la dignità…” A noi di Latinasport.info la risposta ci è piaciuta e vale più di qualsivoglia (e ulteriore) considerazione. Tra l’altro, alla domanda di un altro giornalista intervenuto alla conferenza, tesa a sapere cosa getterebbe dalla finestra e cosa custodirebbe gelosamente da questa esperienza, Vivarini ha affermato senza esitazioni: ”E’ innegabile che ho sbagliato qualcosa, specialmente tra i mesi di febbraio e marzo allorquando ho rincorso a tutti i costi la vittoria. Sarebbe bastato non perdere contro il Novara, il Cesena, il Carpi e il Cittadella tra le mura amiche e con una diversa predisposizione tattica a Benevento e Spezia. Non so se serva a qualcosa, ma non posso imputare nulla alla mia condotta: le uniche partite finite con più di un gol di scarto sono state quelle con Carpi, Bari e Verona. Le altre le abbiamo giocate senza alcuna paura o timore reverenzialeHa ragione da vendere e, conti alla mano, non possiamo contestare nulla di nulla. 

Sulla prossima partita di Brescia, Vivarini ha disquisito di tecnica e tattica rilevando che ci saranno accorte variazioni visto che intende dare spazio a chi non lo ha trovato durante lo sfortunato e maledetto torneo che vede il Latina retrocedere in Lega Pro. Chi invece avrebbe voluto sapere se siano vere le voci che riconducono l’allenatore nerazzurro vicino al Pisa (noi siamo invece sicuri che Vivarini sarà il prossimo allenatore di Catania o Reggina) questa è stata la sua risposta: ”Per ora spero che finisca prestissimo questo impegno per andare a casa a riposare. Il resto verrà dopo”.

Proponiamo qui di seguito il video dell’odierna conferenza stampa di presentazione alla gara che vedrà contrapposto il Latina al Brescia sul campo del Rigamonti

PINZI: ”E’ ASSURDO PENALIZZARE A QUESTO PUNTO DEL CAMPIONATO”. LE TESTIMONIANZE DI SANNINO E VIVES

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di Redazione Latinasport.info

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Giampiero Pinzi, esperto e ”navigato” ragionatore del centrocampo bresciano ha fatto delle dichiarazioni a proposito del match col Latina: Ci davano per spacciati ma noi siamo stati in grado di metterci al sicuro. Pur tuttavia, fino al momento non abbiamo fatto ancora niente: mancano tre partite e quindi tre ulteriori battaglie a cominciare con quella di domani contro il Latina. E’ una partita molto difficile perché essendo già retrocessi, i nerazzurri non avranno alcun pensiero e giocheranno alla garibaldina. Proprio per questo motivo riconosco che sarà una sfida combattuta”.  Il 36enne giocatore del Brescia – una vita a dare calci ad un pallone – non nasconde una certa contrarietà sulle penalizzazioni: ”Un paradosso all’italiana che una squadra venga penalizzata ora, è davvero tutto tremendamente assurdo.

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Anche l’ex tecnico della Salernitana ed Empoli, Giuseppe Sannino, ha espresso in settimana tutta la sua contarietà sull’intempestività della decisione del TFN. Queste le sue parole: ”I punti di penalizzazione al Latina sono qualcosa di non bello perché bisognerebbe che arrivassero prima del via alla stagione. Servono nuove regole per non falsare il campionato. Adesso con i pontini retrocessi bisognerà capire come andranno le prossime tre gare, durante le quali tutto può accadere“.

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Anche  il centrocampista della Pro Vercelli Giuseppe Vives ha parlato della retrocessione del Latina: “È sbagliato che le penalizzazioni arrivino alle ultime tre partite, ma questo ormai è così da anni. Per noi non cambia niente, siamo artefici del nostro destino. Con una vittoria, saremmo praticamente salvi. Non serve guardare gli altri”.