UNA DISFATTA CHE VIENE DA LONTANO

di Salvatore Condemi per Latinasport.info

Risultati immagini per latina tifosi

Piangere sul latte versato lascia il tempo che trova così come è inutile fare dietrologia e tutta quella retorica che, stanti le cose, risulterebbe quantomai inopportuna: il Latina è oramai in Lega Pro e non c’è più null’altro da fare. Qualche inciso, tuttavia, è invece doveroso ed una domanda deve esser ”quasi” scontata: questa società ha avuto il triste epilogo nel corso di questo ultimo maledettissimo anno? Assolutamente no. Secondo noi, in ”coma farmacologico” ci è entrata dopo lo spareggio perso con il Cesena in quell’ormai lontano 18 giugno 2014 e precisamente dopo il pareggio di Defrel al 7′ della ripresa. La rete della vittoria a tempo scaduto di Cascione sarebbe suonato come l’inizio della fine per la squadra e soprattutto per la società nerazzurra. L’anno dopo arrivò sulla panchina del Latina quel Mister Mario Beretta che avrebbe dovuto trionfalmente fare della serie B un sol boccone. Nonostante i proclami, il progetto naufragò dopo neppure quattro mesi sotto il peso di una preparazione approssimativa, di un gioco superficiale e di un rapporto mai veramente saldato tra la squadra e la città. E ha dato modo ai più di constatare che il calcio a Latina non ”tira” visto che da quel momento le presenze al Francioni sono calate senza soluzioni di continuità. Il dopo Beretta fu rappresentato dal brodino riscaldato che ha un nome ed un cognome: Roberto Breda. Il trevigiano, però, fu a sua volta esonerato per far posto a Mark Iuliano, ex bandiera della Juve. Il nuovo trainer, ad ogni buon conto, ebbe qualche ”problema” con la società ma nonostante ciò, l’allenatore calabrese riuscì a salvare ampiamente la squadra dalla retrocessione. Erano i tempi dei Viviani, Valiani, Sbaffo, Brosco, Bruscagin, Esposito, Dellafiore, Cottafava, Milani, Crimi, Angelo, Di Gennaro, Alhassan, Sforzini, Litteri, Bruno, Bidaoui, Figliomeni. Uno ”squadrone” nel vero senso della parola che avrebbe potuto ambire a posizioni di vertice. E invece… E invece, una struttura piramidale con una sommità senza esperienza, logica e progettualità ma soprattutto senza una base solida, si è sbriciolata inesorabilmente. Dell’anno seguente ricordiamo la presentazione in pompa magna dei vari Di Gennaro (poi tagliato a causa di un grave infortunio e sostituito da Ujkani), Baldanzeddu, Calderoni, Celli, Marchionni, Mariga, Mbaye, Olivera, Scaglia, Schiattarella, Corvia, Dumitru, Paponi, Ammari. Una signora squadra per un signor Allenatore. In quel tempo giunse alla corte di Maietta e Aprile un certo Pietro Leonardi che di guai e di chissà cos’altro si era macchiato qualche tempo prima al Parma. Questo arrivo ruppe quei debolissimi equilibri che erano stati puntellati all’interno di una società visibilmente malmessa e si proseguì tra sportellate e sgambetti fino a quando Mark Iuliano non fu mandato a casa per motivi mai chiariti. Al suo posto quel ”pluridecorato” e ”plurisilurato” Mario Somma – nemo profeta in patria – che fu (appunto) defenestrato da un fugace interregno di Chiappini. E sopraggiunse così il periodo di Carmine Gautieri che salvò la squadra nerazzurra all’ultimo respiro di un campionato che si sarebbe potuto vivere con uno stato d’animo totalmente diverso. Eppoi, il Latina si salvò grazie ai gol di Dumitru che ha segnato più di gente sopravvalutata come Acosty, Boakye e Paponi costati, tra l’altro, un occhio della testa. A luglio il prologo che tutti ben conosciamo con il sopraggiungere di Mister Vincenzo Vivarini e dei suoi ragazzini per lo più sconosciuti e senza alcuna esperienza nella cadetteria; poi il passaggio di testimone tra Maietta ed Aprile e da questi alla cordata di Anzio con Benedetto Mancini che ha preso possesso di un’azienda fallita che, salvo clamorosi sviluppi, non ripartirà dai campionati dilettantistici per un maledetto epilogo che si stava lentamente completando. A proposito di eclatanti evoluzioni, la domanda sorge spontanea: perché Mancini a tutt’oggi non ha reso noto alla città ed alla tifoseria il certificato che attesti l’avvenuto versamento del saldo per l’acquisizione del Latina Calcio? Noi di Latinasport.info confidiamo nella bontà d’intenti di questo imprenditore che, fino al momento, è stato l’unico a dare il meglio di sé stesso per salvare il salvabile e – sincerità per sincerità – vorremmo continuare a credere nel Dottor Mancini quale nuovo salvatore del Latina in una categoria che farà da trampolino di lancio per riprendere la strada che il compianto Presidente Michele Condò aveva intrapreso in tempi non sospetti. Una disfatta, insomma, che viene da lontano.

 

Annunci