IL SINDACO COLETTA DOV’E’?

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di Redazione Latinasport.info

Benedetto Mancini è il nuovo Presidente della Mens Sana Latina, prosecuzione vitale di quello che è stato il Latina Calcio, morto e sepolto dai debiti contratti dalla precedente gestione cominciata da Paola Cavicchi e Pasquale Maietta, continuata dal solo Onorevole e definitivamente affossata dalla scellerata reggenza di Antonio Aprile. Con l’offerta di ben 720mila euro, Mancini è stato l’unico imprenditore disposto a “salvare” il calcio nella città pontina. Ironia della sorte, o forse a conferma di uno stato di immobilismo, dalla mancanza di amor proprio, dallo scarsissimo senso di appartenenza che attanaglia la città di Latina, è dovuto intervenire un capitalista romano. La domanda è d’obbligo: la fantomatica cordata del sindaco pontino si è per caso dissolta come la nebbia nelle calde mattine di aprile? Semmai questa “santa alleanza” fosse esistita, dov’è e come mai nessuno dei componenti ha avuto l’educazione di uscire allo scoperto ed il coraggio di palesarsi? Ancor oggi, invece, si fanno avvolgere dalle tenebre e continuano imperterriti a celarsi dietro un antipaticissimo alone di mistero mentre Benedetto Mancini compie passi concreti, veri, ben distinti e ben distinguibili che hanno permesso ai latinensi di assistere, male che vada, alle partite contro Cosenza, Catania, Lecce, Reggina, Messina,  Catanzaro, piazze che hanno calcato scenari ben diversi e ben più importanti della Lega Pro. I latinensi devono quindi fare atto di benemerenza nei confronti di questo personaggio che farà del tutto affinché si possa continuare a giocare contro squadre del calibro di Vicenza, Brescia, Ternana, Trapani, Ascoli, Frosinone, Pro Vercelli, Perugia e via discorrendo. Ma soprattutto i pontini che si professano tifosi, devono dire grazie a Mancini, l’uomo venuto da Roma, per poter alimentare la flebile fiammella di speranza che lega ancor oggi questa città alla serie cadetta. Se, invece, si lasciava fare a Damiano Coletta, gli avversari del Latina sarebbero stati il Cassino, l’Artena, il Monte San Giovanni Campano, al massimo il Colleferro. Questa è la grande, grandissima differenza tra l’uomo giunto da Roma per “arzà du spicci” col Latina e quelle persone preposte a fare il “bene comune” di Latina.

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Il nuovo Presidente del Latina a colloquio con Pinsoglio, Di Giorgio e Bruscagin subito dopo la conclusione della conferenza stampa.
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