VIVARINI: OGGI LA SQUADRA È STATA SQUADRA 

Le parole del tecnico del Latina, Vincenzo Vivarini, nel dopo gara.

Oggi la squadra è stata squadra. Ai ragazzi che hanno lottato su ogni pallone, non gli si può dire nulla. Abbiamo dimostrato buone qualità ma abbiamo sofferto la loro fisicità soprattutto sui rinvii lunghi del portiere, e ci è costato il fatto di perdere un po’ campo nella ripresa. Purtroppo abbiamo avuto delle occasioni che non siamo riusciti a tradurre in gol. È dall’inizio che stiamo vivendo delle situazioni che non mi va nemmeno più di commentare. Da oggi in poi abbiamo l’obbligo di lottare su ogni pallone cercando di dare il massimo: d’altronde siamo a quattro punti dai playout. E principalmente dobbiamo cercare di riuscire a vincere qualche partita, con le buone o con le cattive, per riproiettarci nel discorso salvezza. Ho contato diverse occasioni da gol che non abbiamo sfruttato ed abbiamo tenuto testa a una grande squadra che ha fatto veramente poco. Però torniamo a casa ancora sconfitti ma basta vincere un paio di partite per rimettersi a posto”.

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IL PAGELLONE DI LATINASPORT.INFO. 

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Era difficile e si sapeva. Il Bari nonostante le ultime figuracce esterne, in casa rimaneva imbattuto dal 24 settembre scorso quando il Benevento vinse 4 a 0. Il Latina era uscito dal Francioni distrutto moralmente e non solo dopo la sconfitta con il Cittadella, con Vivarini che in conferenza stampa disse “forse lontano da Latina riusciamo a fare cose migliori”, date le difficoltà interne del Latina a non riuscire più a far punti. Il primo tempo di oggi ha seguito questa indicazione: un Latina caparbio, che sembrava essersi già dimenticato della sconfitta con il Cittadella. Corvia ispirato che fa notare il suo rientro con due occasioni, una in rovesciata che meriterebbe miglior sorte. Anche Pinato, la carta a sorpresa di Vivarini, si mette in mostra ma nemmeno il talentuoso classe 95 riesce a trovare il gol. Miglior sorte che sembra come sempre mancare al Latina quando Rocca è costretto a lasciare il campo per infortunio. Stessa miglior sorte che per una volta però sembra essere dalla parte del Latina quando Parigini spreca da ottima posizione su passaggio di Floro Flores. È un Latina che di conseguenza nel primo tempo concede qualcosa, ma dimostra di essere ampiamente in partita e forse più di qualcuno in quel di Bari, vedendo solo questo primo tempo, si sarà chiesto come facesse il Latina ad essere ultimo in classifica. La risposta? È la ripresa. Ancora una volta il primo tempo del Latina si rivela quasi un bluff, e così facendo il Bari riesce a trovare il vantaggio con Galano sull’ennesimo svarione difensivo della stagione del Latina. È un vantaggio arrivato dopo 18 minuti di ripresa di solo Bari, e la scena va avanti fino a quando l’ingresso di De Giorgio al 72° riesce a ravvivare l’attacco neroazzurro, con Bonaiuto e Corvia ancora pericolosi e ultimi ad arrendersi ma attaccanti che, nonostante gli sforzi, non riescono a trovare il gol, che viene trovato invece da Fedele al 92°. Latina che ha dato segnali di vita ma continua a non fare punti, 2 soli conquistati nelle ultime 7 giornate, e che corrispondono anche ai due punti di penalizzazione arrivati fin qui alla squadra pontina. Vivarini ha cercato anche più moduli in questa fase della stagione, dimostrando che non è una questione di disposizioni tattiche ma di limiti e molto probabilmente di un morale che, a causa di mancanza anche di un episodio che possa sbloccare il gruppo, che rimane basso e che porta la squadra a non crederci fino in fondo in tutti i suoi elementi sfilacciandosi poi in campo. Con i risultati delle altre squadre poi, il Latina ora è ultimo a quota 31 punti. L’unica nota positiva è che la zona play-out, occupata attualmente dal Vicenza, resta a 3 soli punti di distanza, e sabato arriva al Francioni proprio la squadra di Bisoli. Da adesso però non si possono più fare conti sugli avversari. Mancano altre 8 giornate, tra qui le sfide dirette con Vicenza e Bari e le potenziali con Ascoli ed Avellino. Già sabato però potrebbe essere un crocevia importante, se non decisivo, per le sorti della squadra.

I MIGLIORI 

Bandinelli, da quantità e qualità in mezzo al campo. È in buona forma ma non può lottare da solo in mezzo al campo. Pesa in quest’ottica l’infortunio di Rocca.

Corvia, con lui davanti è un Latina che riesce a creare molto di più, ma rimane il problema del gol. Ci prova sia nel primo che nel secondo tempo. È lui che deve portare i gol e forse è l’unico in questa rosa che ne può portare anche se non è mai stato un bomber da grandi cifre.

Bonaiuto, per il suo impegno. Anche per lui vale il discorso di Corvia, mancano i gol, ma è un ragazzo che dà tutto fino in fondo. Da esempio per i compagni sotto questo aspetto.

CONTINUA L’AGONIA DEL LATINA

di Redazione Latinasport.info

Contrariamente a quanto avevamo pronosticato, nella compagine nerazzurra, Insigne e Garcia Tena restano inizialmente ai box. E Vivarini, ricompone il 4-4-2 con la coppia esterna composta da Nica e Rocca che mettono subito in difficoltà la difesa barese. Nei primi cinque minuti di gioco, infatti, è la squadra in maglia bianca a farsi pericolosa in due circostanze che non hanno però trovato concretezza prima con Pinato e successivamente con Buonaiuto incapaci, in entrambi le occasioni, di battere energicamente in porta. 

Il Latina c’è ed è sorprendentemente il Bari ad andare in apnea sotto i colpi di Bonaiuto e compagni e di un pubblico scarso e in aria di contestazione. In un angoletto del San Nicola, desolatamente vuoto, sono presenti una quindicina di eroici tifosi provenienti dal capoluogo pontino. 

Più il tempo passa e minore è l’intensità del gioco ma è sempre il Latina ad andare vicino al vantaggio con Rocca quando le lancette segnavano il 21’. Ed un minuto dopo sarà Bandinelli a sparare fuori da ottima posizione dopo essersi bevuto ottanta metri e quattro avversari. 

Rocca, fino al momento il migliore in campo, è costretto a far posto a Mariga per problemi muscolari. E sono passati solo 27 minuti della prima frazione di gara. 

Al 31’ è Corvia a sfiorare l’incrocio dei pali con una spettacolare rovesciata volante. In campo c’è solo una squadra: il Latina. E questa, se permettete, è una notiziona da prima pagina. Il Bari si fa vedere al 40’ con un tiro di Fedele che Pinsoglio para a terra abbastanza agevolmente. Al Bari mancano le illuminanti giocate di Brienza, nonostante ciò, Parigini, al 45’ riesce a mandare fuori un pallone solo da spingere in rete. Incredibile ma vero. E qui finisce il primo tempo. Bellissimo.

Nella seconda frazione di gara il Bari sembra aver ripreso le redini del gioco ma non succede nulla se non un tiro di Romizzi e poi di Fedele che si perdono abbondantemente sul fondo: davvero poco per una formazione che dovrebbe fare un sol boccone del Latina. 

Latina che però comincia a soffrire e prestare il fianco alle folate ancorché improvvisate dei baresi. Ed al 62’ Galano sfrutta a dovere uno svarione di Bruscagin per depositare la sfera alle spalle di Pinsoglio. Uno a zero per il Bari contro un Latina ritornato “il solito Latina” nel corso di questo secondo tempo. Vivarini, così, toglie dal campo Pinato, il migliore dei suoi, ed al suo posto propone Di Giorgio. Nonostante ciò, la partita sembra inesorabilmente segnata e si evince perché, nell’unica occasione creata, Bonaiuto spara inspiegabilmente alto davanti al portiere dei galletti. Al 79’, il tecnico dei nerazzurri, fa uscire Nica e manda in campo Insigne. Subito dopo Bonaiuto si fa ipotizzare da Micay il quale dice no anche al calcio di punizione di Corvia dopo neppure un minuto. Il Latina rincorre, crea, gioca ma non è efficace: a 3’ dal termine Insigne impegna a terra il portiere e, successivamente, un terzino in maglia rossa toglie dalla porta un pallone destinato in fondo al sacco. Non si può certamente dire che il Latina sia stato assistito dalla fortuna – tutt’altro caso mai – e lo si può evincere dal calcio di punizione battuto da Fedele che buca per la seconda volta il portiere pontino che evidentemente non ha visto partire il bolide. 

Ma non è solo l’elemento fortuna che deve aiutare una squadra. È stato piuttosto il Latina ad arretrare pericolosamente il baricentro ed a consentire il ritorno del Bari che ha i giocatori idonei a colpire in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione. E, naturalmente, non si è fatto pregare. 

Da questa sera, il Latina è il fanalino di coda di questo torneo. Ultimo, mesto, demoralizzato e tecnicamente spacciato sebbene la matematica non possa emettere nessun tipo di verdetto. È ancora lunga l’agonia.

Serie B: Bari-Latina tabellino 4 aprile 2017

Il tabellino di Bari-Latina 2-0

BARI (4-3-3) – Micai, Sabelli, Capradossi, Tonucci, Daprelà; Fedele, Romizi, Basha; Galano (83′ Macek), Parigini (60′ Raicevic), Floro Flores (67′ Maniero). A disp.: Gori, Suagher, Morleo, Salzano, Furlan, Martinho, Maniero, Raicevic. All.: Beni

LATINA (3-4-2-1) – Pinsoglio; Coppolaro, Dellafiore, Nica (79′ Insigne); Bruscagin, Rocca (28′ Mariga), Pinato (72′ De Giorgio), Di Matteo; Bonaiuto, Bandinelli; Corvia. A disp.: Grandi, Garcia Tena, Di Nardo, Rolando, De Giorgio, Maciucca, De Vitis. All.: Vivarini

Arbitro: Sacchi di Macerata
Ammoniti: Tonucci (B), Bandinelli (L), Mariga (L)
Marcatori: 65′ Galano (B), 91′ Fedele (B)



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LATINA, CI VUOLE UN MIRACOLO

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E venne il giorno in cui il Latina deve andare a far visita al Bari che, dall’alto dei suoi 47 punti, chiude il cerchio delle squadre che puntano alla promozione. Mai partita più difficile sarebbe potuta capitare all’undici di Vivarini nel periodo più buio di tutto l’arco di un torneo iniziato male e che – facendo i debiti scongiuri – potrebbe avere un epilogo ancor più tragico.

A tuttora sono due i punti “sottratti” dalla giustizia sportiva alla società nerazzurra ma è ipotizzabile che la penalizzazione sia molto più cospicua in vista di altre infrazioni e della recidiva che sarà applicata alla società di Piazzale Prampolini. La squadra arriva a questo scontro da definire “impari” in uno stato lacrimevole sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista mentale e, per giunta, dovrà far a meno di Riccardo Brosco, il quale dovrebbe essere sostituito da Mauro Coppolaro. In più, sempre in difesa, il malconcio Paolo Hernan Dellafiore, dovrà emulare, suo malgrado, Beckenbauer di Italia-Germania 4-3…  Da quello che abbiamo potuto appurare, non dovrebbero essere della contesa i vari De Vitis, Rolando e De Giorgio e, in quella che potrebbe essere una sorta di “rivoluzione”, prevediamo l’entrata dal primo minuto di Daniele Corvia, al rientro dalla squalifica, di Roberto Insigne – che contro il Cittadella è subentrato in corso d’opera – ed a centrocampo spazio a Di Matteo per un modulo che si avvicina il più possibile al 3-4-2-1. Ritorno all’antico oppure ritorno al passato? Non facciamo previsioni naturalmente. Ci limitiamo solo ad essere realisti: stasera ci vuole un vero miracolo. E non solo sportivo. Ricapitolando, questa potrebbe esser il Latina che vedremo all’opera al San Nicola di Bari: Pinsoglio; Coppolaro, Dellafiore, Garcia Tena; Bruscagin, Bandinell, Rocca, Di Matteo; Insigne, Buonaiuto; Corvia. All.: Vivarini. Arbitrerà il Signor Sacchi di Macerata.

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LA STORIA DI MORGAN, IL VARESINO CHE INSEGUE UN SOGNO A LATINA

 

Il portierino, classe 2002, gioca nel Latina. I sogni, la passione e la felicità, nel giorno della prima convocazione con gli Under 17

di Matteo Giovanni Troiani per Latinasport.info

Varie

A 15 anni vivere di sogni è quasi un obbligo. Inseguirlo a 700 chilometri da casa è ancor più duro. Ma bello. La storia di Morgan Pedretti, 15 anni, portiere classe 2002 in forza al Latina.

 

Morgan inizia a giocare a soli 5 anni e mezzo  nella squadra della sua città, Sesto Calende, seguito costantemente dall’amato nonno, ex giocatore, che purtroppo ora non c’è più. Pur avendo iniziato a muovere i primi passi come giocatore di movimento, si appassiona al ruolo di portiere grazie al nonno.

All’età di 8 anni viene contattato dalla Soccer Boys, società di rilievo che sceglieva le giovani promesse per poi inserirle nel calcio professionistico. Nel 2013 passa al Novara Calcio dove rimane per due stagioni. A Novara affina la tecnica e impara rigore disciplina e sacrificio grazie all’amato mister dei portieri Fulvio Ferrara.

La stagione seguente sarebbe dovuto andare al Varese Calcio, scelto dal mister Ermes Berton, ma purtroppo il destino ha voluto che il Varese fallisse. A quel punto i genitori hanno ricevuto la telefonata dell’Aurora Pro Patria che, venuta a conoscenza del fallimento del Varese e del fatto del fatto che Morgan fosse svincolato, lo ha richiesto come primo portiere. Ma a Busto Arsizio non è andata come si sperava e Morgan si è svincolato. A quel punto mister Ermes Berton si è offerto di allenare a titolo gratuito Morgan presso la società Verbano Calcio, aggregandolo alla prima squadra che in quel momento disputava il campionato di Eccellenza.

Nel frattempo Morgan ha fatto diversi provini tra cui Alessandria, Giana Erminio, Renate, Pescara e Latina. La scelta è ricaduta sulla città pontina e così Morgan, dal 29 settembre dello scorso si è trasferito, lasciando la famiglia a soli 14 anni, a Latina, voluto fortemente dal mister in seconda nonché mister dei portieri della prima squadra del Latina Calcio, Fabrizio Zambardi dove, da subito, è stato aggregato al gruppo – unico 2002 della rosa – della primavera e degli Under 17 .

Per Morgan non è stato un anno semplice e non lo è tuttora: ha appena compiuto i 15 anni e stare lontano dalla famiglia per lui è veramente dura, ma la sua passione è talmente grande da fargli stringere i denti e andare avanti. Il suo motto è infatti  “work hard and never give up!” che tradotto in italiano significa letteralmente “Lavorare duro e non mollare mai”. D’altronde, Morgan nella vita non ha nessun altro amore che il calcio. E la famiglia ci assicura che non è un adolescente come tutti gli altri: la sua felicità sono un paio di guanti, un paio di scarpette e un pallone. Nonostante gli allenamenti siano intensi e frequenti, Morgan frequenta il liceo delle Scienze Umane opzione Economico Sociale a presso l’Istituto Alessandro Manzoni, con voti che vanno dal 7 al 9. Oltre ad essere un bravo giocatore è quindi anche un ottimo studente. La famiglia continua a vivere a Sesto Calende, ma con il cuore è nel Lazio e, per i suoi genitori, Morgan è un orgoglio sotto tutti i punti di vista: scuola, calcio, educazione e per ringraziarlo non possono far altro che aiutarlo nella sua smisurata passione standogli vicino e sostenendolo nelle sue decisioni.

Quella del “campione” in erba è una famiglia semplice, ma onesta. Morgan ha anche una sorellina che ad oggi ha un anno e mezzo. Altro motivo di sofferenza per Morgan perché ne è infinitamente innamorato.

Domenica 2 aprile per lui è stata una grande giornata perché mister Ferullo lo ha convocato per la partita di campionato Roma-Latina con la squadra degli Under 17. Unico 2002 tra i convocati, due anni sotto età. E non fa niente se la squadra nerazzurra è stata sconfitta a Trigoria per un gol a zero. Morgan c’era. E per lui è stata una grandissima vittoria.

Auguri Morgan. Latinasport.info, da questo momento ti ha adottato.