MISTER VIVARINI E I TIFOSI DA… TASTIERA

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di Salvatore Condemi, Capo Redattore Latinasport.info

Abbiamo ancora fissate in mente le parole del tecnico nerazzurro Vincenzo Vivarini, che ha commentato così l’ennesimo pareggio con la modestissima Pro Vercelli: “L’unico rammarico è quello di non essere riusciti a far gol nonostante avessimo preparato la partita nei minimi particolari. Noi, purtroppo, non siamo mai neanche fortunati e gli episodi ci girano sempre male.

Ora, comprendiamo perfettamente che è il momento di evitare certe polemiche per lasciare tranquillo l’ambiente già falcidiato di suo. Ma evitare di polemizzare o di non denunciare certi pacchiani errori significherebbe mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi.

Per l’ennesima volta, abbiamo visto giocare il Latina unicamente per un tempo – nella fattispecie il primo – durante il quale l’avversario ha deliberatamente voluto giocare solo ed esclusivamente di rimessa. Questo dicono le cronache. Ma io, che possa ricordare, ho visto combattere la squadra nerazzurra solo per i tredici minuti iniziali. Poi il vuoto. Poi la solita formazione sfilacciata che, senza un vero faro, un vero metronomo, un vero regista, ha difficoltà strutturali a creare palloni giocabili per un Daniele Corvia perennemente costretto a giocare spalle alla porta ed obbligato a tenere palloni tra i piedi per consentire alla squadra di salire. Questo è l’ABC del calcio – la cosa più elementare – caro Mister: portiere-terzino-mediano-regista-attaccante e tiro in porta secondo uno schema consolidatissimo da quando è nato il foot-ball. E non accetto frasi come “il calcio è cambiato” oppure “non è il calcio di una volta”. Non lo accetto e non lo si può accettare perché il gioco del pallone è sempre lo stesso fin dai primordi. Capitolo Roberto Insigne. Lo “scugnizzo” gioca male non perché – rispetto ai tempi di Reggio Calabria – sia diventato tutto ad un tratto un brocco bensì perché costretto a partire da troppo lontano, addirittura dalla linea dei difensori con l’onere di dover saltare almeno otto uomini prima di arrivare ad accentrare l’azione. Lo stesso discorso vale per Cristian Bonaiuto sulla destra: costretto a scalare fin sulla linea di Pinsoglio per ricevere palloni giocabili, arriva davanti alla porta senza un briciolo di lucidità. Insomma non c’è collegamento tra i vari reparti e contro la Pro Vercelli tale interconnessione è esistita fino al 13′ del primo tempo. Non voglio, ovviamente, puntare il dito verso nessuno però Matteo Bruscagin reinventato come esterno di centrocampo è improponibile. E credo di non essere l’unico a dirlo: Matteo è nato come terzino di fascia e solo in quella posizione può e dovrebbe giocare. Può anche darsi che io ipotizzi, scelga ed ami un altro tipo di calcio ma quello proposto di Vincenzo Vivarini è troppo spesso “insolito, inopportuno e, vieppiù, inammissibile”. Resta comunque il fatto che questo è il manipolo di giovanotti che il tecnico ha a disposizione e questa rosa deve far scendere in campo: la situazione è questa e su questa congiuntura deve giocoforza impostare il “tutto”.

A Vivarini quindi non si può imputare nulla. E se il Latina ha finora conquistato ben 33 punti dobbiamo ringraziare il Mister in considerazione del fatto che ha dovuto fare di necessità virtù nell’anno del suo debutto in una categoria – già difficile di suo – come quella cadetta.  

E’ chiaro che è fondamentale fare punti. Così come è ancor più importante che questi pareggi debbano essere accompagnati da qualche vittoria. Sono sicuro che il tecnico di Ari analizzerà la partita con la Pro Vercelli con calma e preparerà al meglio quella col Cittadella che – o per sì o per forza – dev’essere vinta.

In conclusione, mi è piaciuta questa sua dichiarazione: “I fischi? Io accetto tutto, noi dobbiamo pensare a fare il nostro, dobbiamo fare di tutto per far cambiare l’umore della tifoseria“. I fischi devono essere accettati dopo una brutta prestazione. E su questo non ci piove. Per quanto riguarda l’umore della tifoseria posso affermare senza tema di smentite che sarebbe più facile battere il Real Madrid che vincere la ritrosia dei “tifosi da tastiera” che sui social continuano imperterriti a scrivere #salviamoillatina e poi non vengono allo stadio, permettendosi, peraltro, di sparare a zero contro l’uno e contro l’altro celati dietro uno schermo…

salviamo il latina

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