​IL LATINA HA BISOGNO DI TUTTI NOI

L’esercizio provvisorio per il Latina dev’essere considerato alla stessa stregua di una vittoria più che un probante banco di prova per una società che deve rinascere dalle proprie ceneri dopo la scriteriata presidenza Maietta, capace di rompere un giocattolo bellissimo e, insieme, un sogno di un’intera comunità. Un meraviglioso sogno nato da excursus senza dubbio fantastico e – vieppiù – impensabile fino a dieci anni fa, quando la squadra nerazzurra sguazzava nell’inferno delle serie minori tanto che la conquista della C2 prima e della C1 dopo, risultavano successi ineguagliabili. A quei tempi il condottiero era il “Presidentissimo” Condò, uomo integerrimo e pieno di valori sportivi, umani, etici e morali. La sua prematura scomparsa permise all’Onorevole Pasquale Maietta di completare l’opera iniziata dal professionista di origini calabresi ed ecco la vittoria dei playoff contro il Pisa, ecco il traguardo storico della serie B, ecco un campionato cadetto da incorniciare, ecco la serie A persa per un nonnulla. Poi un torneo cadetto di basso profilo nonostante nomi altisonanti, stipendi faraonici e cambi tecnici vertiginosi. E poi l’inizio della fine con l’arrivo in società di un discusso e discutibile Direttore Generale che aveva già fatto danni in quel Parma poi fallito ignominiosamente. Quando noi tutti si festeggiava la terza permanenza in B, qualcuno raschiava il fondo di un barile che faceva acqua da tutte le parti. Il resto è storia recente, contemporanea, attualissima. Episodi capaci di apportare risvolti nefasti che si intrecciano con torbide vicende che di sportivo non hanno nulla a che vedere. Storia recente, contemporanea ed attualissima di una città che qualcuno considera ingovernabile, incontrollabile, incontrovertibile, anarchica, fascista e sfascista. Non è propriamente così. Pur tuttavia a Latina non si fa nulla per cambiare come se la soluzione migliore fosse quella di fare spallucce e farsi un po’ più in là, come se la colpa fosse sempre e comunque degli altri, come se quegli altri non siamo pur sempre noi cittadini di una Latina più omertosa di Palermo, Napoli e Reggio Calabria. Forse sarebbe meglio tornare ai fatti meramente sportivi e parlare di calcio e del Latina Calcio alle prese con un traguardo da raggiungere il prima possibile: limitare la penalizzazione in classifica. Il club pontino è già all’opera per evitare un segno meno in classifica che al momento è difficilmente quantificabile nonostante si possano  ipotizzare almeno due o tre punti da scalare a quelli finora conquistati con le unghie e con i denti da Brosco e compagni. Ciò che serve con tanta (tantissima) urgenza è il pagamento degli stipendi in considerazione del fatto che l’ultima mensilità (quella di ottobre dello scorso anno) è stata pagata a dicembre, ma senza versare i contributi. E qui, ovviamente, scatta il “predicozzo”, l’appello accorato, la raccomandazione (chiamatelo come caspita volete…) affinché il popolo pontino stia il più vicino possibile ai ragazzi riempiendo il Francioni, trasformando uno stadio in una bolgia straripante di passione, d’amore e di attaccamento ai colori nerazzurri. Venti, trenta, quaranta oppure cinquanta mila euro non sono nulla ma possono essere utili – in parte – allo scopo. Si è parlato anche di azionariato popolare in questi ultimi giorni ed i promotori sono Angelo Tripodi da una parte e Riccardo Pece dall’altra, ossia due persone di comprovata serietà che amano profondamente la propria città. Perché non provarci?

marcelli

Annunci