CAMPLONE: “LATINA SQUADRA MOLTO AGGRESSIVA”

di Matteo Giovanni Troiani, stagista presso Latinasport.info – C.I.S.

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Abbiamo sfriculiato nel sito del Cesena Calcio e ci siamo imbattuti su questo articolo. “A Latina come una finale dove una finale si è giocata per davvero, anche se questa è tutta un’altra storia“. Sono parole di Andrea Camplone alla vigilia della partenza per il ritiro pontino.

Domani – continua l’ex allenatore del Bari – si ritorna in campo ed avremo la possibilità di riscattarci subito, ma attenzione, non sarà una partita semplice perché anche questo è uno scontro diretto. Dobbiamo farlo con lo spirito e l’atteggiamento di chi vuole portare a casa i 3 punti, per noi dovrà essere come una finale. Il Latina spiega il tecnico cesenate –  è una squadra molto aggressiva che in casa ha perso poche partite. In attacco dispone di giocatori veloci e rapidi nelle ripartenze come Insigne, Corvia e Buonaiuto ma indipendentemente dall’avversario, ora servono punti e non possiamo più sbagliare”.


 

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Come ben si sa, il Latina non ha perso poche ma due sole gare tra le mura amiche, l’ultima delle quali, il 18 febbraio scorso contro un Novara che ha saputo capitalizzare con Galabinov l’unica occasione creata in tutto l’arco dell’incontro. Quello visto all’opera contro i piemontesi era un Latina labile, molle, spaurito e troppo influenzato dalle note vicende extra-calcistiche. Nonostante ciò, a parte il risultato, anche quell’undici era riuscito varie volte ad impensierire il portiere azzurro tanto che Roberto Insigne, nel corso del primo tempo, aveva colto un clamoroso montante. Poi la trasferta di Terni che ha portato i primi tre punti lontano dal Francioni. Prima di questa vittoria quattro furono le sconfitte di seguito tra cui quella interna nello sfortunato derby con il Frosinone dove, ad ogni buon conto, la squadra di Vivarini aveva lottato per tutti i novantacinque minuti contro un avversario ben più attrezzato, solido ed organizzato. Storia passata dalla quale il tecnico di Ari avrà preso utili spunti per evitare quanto più possibile quegli stessi errori.

Ma ritorniamo al Cesena. La compagine bianconera ha tra le proprie fila gente del calibro di Cocco, Garritano, Ligi, Crimi, Koné, Renzetti, Ciano, Laribi, Di Roberto, Panico,  Rodriguez, Kessie – per citarne solo alcuni – con i quali, indubitabilmente, avrebbe potuto ambire a ben altre posizioni di classifica. L’inizio disastroso di questo torneo, invece, ha ridimensionato – e di molto – le ambizioni dei bianconeri chiamati a lottare per non retrocedere anziché per conquistare una promozione che alla vigilia pareva cosa fatta. Ventinove punti – alla pari del Latina – fin conquistati con le unghie e con i denti – alla pari del Latina – e con troppi alti e bassi – alla pari del Latina – che hanno determinato il trend negativo, quasi fallimentare. Alla pari del Latina. Però, mentre il Cesena stellare arranca perché non abituato a far legna, cantare e portare la croce, il Latina sembra avere una marcia in più dal punto di vista del morale e del carattere perché, appunto, è abituato a soffrire. Eppoi, la squadra del Presidente Mancini deve portare quanto più fieno in cascina per ovviare agli inevitabili punti di penalizzazione che gli saranno comminati per i motivi che tutti sappiamo. Andrea Camplone, che non è certamente l’ultimo arrivato, sa che troverà un Latina con la bava alla bocca e con il sangue agli occhi. Per questo ha parlato di “finale”. Tanti tifosi nerazzurri la pensano allo stesso modo perché non più tardi di quattro anni fa il Cesena festeggiò la conquista della massima Serie proprio ai danni del Latina in uno spareggio dal sapore amaro.

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