LO SPAZIO DI FEDERICO GINANNESCHI 

“LE STREGHE di BENEVENTO E LA REALTÀ DA GUARDARE IN FACCIA” 

 

Benevento città del premio strega, dell’osservatorio Astronomico del Sannio – meglio conosciuta come città delle streghe – famosissima per l’omonimo liquore o per i cioccolatini allo Strega, oggi le streghe le ha fatte vedere al Latina e a Vivarini, per 90 lunghi, lunghissimi minuti, dove si è giocato a senso unico, senza aver creato un’azione. L’unico guizzo la squadra nerazzurra l’ha avuto al 20° del primo tempo allorquando Corvia portava in vantaggio la propria squadra. Passavano poco più di 10 minuti e il Benevento ristabiliva la parità, costringendo gli ospiti a rimanere imbavagliati nella propria metà campo. Da questo preciso momento il Latina non è più riuscito a creare un’azione degna di questo nome. Purtroppo si è vista una squadra priva di mordente, priva di idee. E, per rincarare la dose, Insigne non riesce a dare tutto quell’apporto che qualcuno ipotizzava: ergo, non è quel giocatore che può fare la differenza assicurando il salto di qualità che tutti aspettavano.

Fino ad oggi, tranne la partita con il Verona, Vivarini non è mai riuscito a dare un gioco ed un senso a questa squadra. La situazione a questo punto del campionato è veramente critica. E, per giunta, domani sera potrebbe diventare drammatica visto il posticipo  tra Ternana e Perugia che, in caso di vittoria rossoverde, potrebbe sancire il terzultimo posto in classifica di un Latina che si troverebbe, così, invischiato fino al collo nei bassi fondi della classifica. Però, mente tutte le altre squadre stanno recuperando terreno, facendo risultati, la compagine di Vincenzo Vivarini non riesce più a trovare il bandolo della matassa, non riesce ad avere una benché minima forza di reazione e, vieppiù, oggi più che mai, è sembrata spenta e asettica. 

In questa sede mi preme anche affermare che la squadra, i tifosi e tutto l’ambiente nerazzurro ha bisogno di tranquillità. E, sempre in questa sede, attraverso le pagine di Latinasport.info che mi ospita in qualità di opinion-leader (di questo devo ringraziare gli editori Roberto e Riccardo Pece) mi permetto di lanciare un messaggio: “Basta continuare ad evidenziare e sottolineare quelli che sono i problemi quotidiani che i ragazzi in maglia nerazzurra e tutti i tifosi debbono – anzi dobbiamo – affrontare: ne sono stati spesi fiumi d’inchiostro”. È giunta l’ora, piuttosto, che la società faccia chiarezza su quelle che sono le sue reali intenzioni. Basta con le mezze dichiarazioni che non dicono nulla e sono tutto e il contrario di tutto e basta apparizioni pubbliche per imbonirsi la piazza. Il Latina dalla sessione invernale del calciomercato è palesemente uscita indebolita ed oggi più che mai se ne è avuta conferma. Proprio in virtù di questa considerazione, mi preme dire: “Basta con nomi ad effetto (poi effetto per chi???)”. Andiamo a vedere il perché di questa mia affermazione. Eduardo 34 anni, si è svincolato ad ottobre 2016, nell’ultimo anno ha giocato 8 spezzoni di partita. Fosse stato così forte, come qualcuno dice e ci vuol far credere, avrebbe trovato un ingaggio subito e non avrebbe aspettato 5 mesi per trovare una squadra e venire a Latina. È innegabilmente stato un buon giocatore: l’Arsenal per aggiudicarsi le sue prestazioni spese 13.500.000 di euro e li valeva tutti. Oggi, invece è, innegabilmente, un atleta sul viale del tramonto. 

La “Verità” si dice stia nel mezzo. A Latina, invece, è una sola: triste realtà. Che si chiama “zona retrocessione”. 

Il 16 febbraio è vicino, è dietro l’angolo, ci sono gli stipendi da pagare, la situazione fallimentare da chiarire e definire. A noi non resta che da aspettare fiduciosi e come dicevano i saggi “chi vivrà vedrà”………

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