LATINASPORT INTERVISTA IL CAMPIONE EUROPEO CLAUDIO NOLANO

di Matteo Giovanni Troiani dell’Istituto d’Istruzione Superiore San Benedetto di Latina, stagista presso l’impresa CIS COOPERATIVA SOCIALE – LatinaSport

La redazione di LatinaSport ha avuto il piacere di incontrare Claudio Antonio Nolano, campione di Taekwondo, direttore tecnico  del Gruppo Sportivo Fiamme Oro  della Polizia di Stato, allenatore della Nazionale Italiana e Maestro della scuola Teakwondo Nolano, che ad ogni buon conto, fa capo all’importante e insostituibile Gruppo Sportivo della Polizia di Stato.

Senza le Fiamme Oro e la Polizia di Stato certi  sport non sarebbero neppure conosciuti.” Esordisce il Maestro Nolano che continua con enfasi: “Attraverso questo gruppo sportivo anche il taekwondo diventa un arte marziale competitiva ed esercitata sia da grandi campioni che da gente comune e specialmente da ragazzini che vengono seguiti costantemente e amorevolmente da personale specializzato di cui posso pregiarmi di appartenere. Tutto questo per dire che le Fiamme Oro della Polizia di Stato rappresentano un punto di riferimento anche per questo ed altri tipi di sport.”

Da quanto tempo pratica questo sport? “Considerando che ne ho 41, ed ho iniziato a 8, pratico questo sport da 33 anni. Trentatré anni di soddisfazioni, di privazioni, di sconfitte e di vittorie. Ma sono nel contempo trentatré anni di vita salutare e competitiva.

Dove è nata la passione per questo sport? “La verità è, che come tutti i bambini, e lo dico anche con poco romanticismo, sta sempre nel mezzo: all’inizio la passione è nata perché qualcuno ci ha spinti anche se inconsapevolmente. Nel mio caso è stato mio padre a spingermi vero questo sport. Lui aveva iniziato a 27 anni e non lo ha mai più abbandonato ed io dietro lui, dapprima come un sorta di imposizione e poi come una ragione di vita, ho abbracciato la sua stessa passione ed eccomi qui. Da premettere che mio padre non è mai stato un campione ma sapeva insegnare questa disciplina che poi è diventata olimpionica ai tempi in cui era considerata solo una setta. La nostra fortuna è stata quella di incontrare il Maestro Park, ossia colui che portò il  Teakwondo in Italia. Io provengo da una famiglia di sportivi con ottimi risultati. Cito ad esempio mio cugino tennista, uno sciatore, un altro pallavolista. In buona sostanza lo sport è nel mio DNA ed in quello della mia famiglia. Alla fin fine, ho praticato questo sport perché a quei tempi mio padre non aveva il tempo materiale per accompagnarmi a Basket, a Calcio oppure a Nuoto. Tutto qui.”

La vittoria ed il ricordo più importante del Maestro Nolano… “Ce ne sono tanti. Bellissimo ad esempio il mio esame per conseguire la cintura nera il 3 dicembre del 1988. Lo ricordo perché custodisco gelosamente una cassetta video che immortala le mie gesta. Sono legatissimo a questo ricordo perché quando insegno questa disciplina,  ai miei ragazzi, in loro vedo me in quei precisi momenti. Ovviamente, il ricordo più bello è legato alla mia carriera sportiva e quel giorno in cui vinsi il titolo di campione d’Europa dopo aver partecipato alle Olimpiadi. E’ la vittoria più bella perché venuta dopo un lungo periodo di stop. Quei due anni sono stati tremendi: dopo che partecipi alle Olimpiadi devi fare solo le Olimpiadi. In quel caso, a soli 25 anni avevo deciso di smettere perché credevo di aver raggiunto l’apice della mia carriera senza sapere che da lì a poco avrei raggiunto un livello tanto alto da conquistare l’Europa. Nel 2005 fui nominato Tecnico della Nazionale Italiana e seguii Carlo Molfetta al Campionato Europeo. Mi sentivo forte e sentivo che potevo ancora gareggiare tant’è che dopo aver visionato quello che c’era in giro, decisi di dire la mia e vinsi, appunto gli Europei. Bellissimo.

Quale messaggio vuole dare ai giovani atleti? “Lo dico ad ogni piè sospinto e ad ogni fine allenamento: per sentirsi ogni giorno diversi, non bisogna strafare e sollevare grattacieli. In realtà per spronare un giovane che si accosta a questa disciplina bisogna inculcare questo input: se tu tutte le mattine ti alzi con l’obiettivo di migliorare e di migliorarti, se tu ogni mattina che ti svegli hai l’obiettivo di imparare a fare sacrifici, allora hai conseguito qualcosa di utile. Ciò regola anche la vita di ogni giorno: se impari a convivere con il sacrificio esso non è più tale ma un modo d’essere, una disciplina che non pesa. Una cosa bisogna farla punto e basta… Lo studio, il lavoro, lo sport, la vita di ogni giorno non pesa se la si conduce con spirito di abnegazione e con entusiasmo. Il resto vien da sé, come per ogni cosa.

Claudio Antonio Nolano è una persona semplice, di una umiltà e di una umanità sena eguali. Parlare con lui significa imparare. Avremmo voluto continuare all’infinito ma il tempo a nostra disposizione è terminato anche perché la Palestra è piena di ragazzi che vogliono emulare le gesta del Maestro. Buon lavoro Claudio Antonio. E grazie.

 

 

 

 

 

 

Claudio Antonio Nolano, campione e istruttore di Taekwondo

 

 

 

 

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